Frequenze tv: il governo modifica l’emendamento. Ma in Aula è battaglia

L'Aula di Montecitorio
Non è bastato l’annuncio del ministro per i Rapporti con il parlamento, Elio Vito, (”Riformuleremo l’emendamento sul digitale terrestre”) a mettere fine alla battaglia ostruzionistica dell’opposizione alla Camera. L’annuncio di Vito è arrivato al termine di una dura battaglia parlamentare in cui l’opposizione ha tentato di far mancare il numero legale nell’Aula della Camera per rallentare proprio l’esame del decreto legge sugli adempimenti di alcuni obblighi comunitari, che contiene, tra l’altro, anche la norma sulle frquenze tv.
Insomma, alta tensione in Aula sul decreto tv in discussione in questi giorni a Montecitorio. L’opposizione ritiene che alcuni emendamenti salvino Rete 4 dal satellite e dalla scorsa settimana hanno messo in pratica l’ostruzionismo parlamentare. E nel primo pomeriggio hanno raccolto i frutti di questa pratica politica.

Durante l’esame in aula alla Camera la maggioranza è stata battuta (su un emendamento relativo a disposizioni sulla caccia e sui nidi di uccelli selvatici) per due voti (240 no contro 238 sì e 3 astenuti). Esulta l’opposizione con il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro: “È il nostro primo successo contro questa maggioranza che voleva il braccio di ferro e invece hanno dimostrato di non crederci nemmeno loro. Hanno tentato di introdurre una forzatura nella disciplina delle frequenze televisive alterando la procedura avviata sulla base della legge Gasparri, cancellando i diritti della difesa del concorrente, ma non ci sono riusciti”. Ancor più deciso, nel tardo pomeriggio, il tono del segretario del Pd, Walter Veltroni: “Alla prima prova ipegnativa si dimostra che stanno facendo una cosa sbagliata. Non basta avere i numeri, capiscono anche loro che è una forzatura”. E le modifiche apportate all’emendamento? Non convincono l’opposizione: “Sono marginali” a giudizio del Pd, che annuncia l’intenzione di andare avanti in Aula alla Camera con un atteggiamento di “opposizione ferma, netta e dura”.

In verità quella di Montecitorio è stata soltanto una prova di forza visto che l’emendamento sugli obblighi comunitari non riguardava Rete 4, ma la fauna. E per questo il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha spiegato: “Era un emendamento che recepiva alcune istanze della sinistra ambientalista. Spiace che l’opposizione non stia al merito dei provvedimenti solo per gridare al successo di un’operazione politica”.
La parte del cattivo spettava, da copione, ad Antonio Di Pietro. Che in mattinata aveva pure organizzato un presidio dell’Italia dei Valori fuori dalla Camera per protestare contro la ratifica del decreto: “Noi continueremo a votare contro il decreto e anzi solleciteremo il capo dello Stato a non promulgarlo. Fin quando ci sarà la norma che consente a tutti coloro che oggi occupano le frequenze di continuare a trasmettere” ha concluso Di Pietro “si tratterà di una presa in giro”.

I bene informati del Palazzo sostengono che questa imboscata da parte dell’opposizione costerà cara soprattutto ai dipietristi, tanto che il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ha promesso: “Il Pdl non voterà a favore di Leoluca Orlando come presidente della commissione di vigilanza Rai. Siamo disponibili a votare un esponente dell’opposizione che abbia le stesse caratteristiche di senso di responsabilità e apertura e correttezza che hanno Rutelli, Migliavacca e Castagnetti, eletti rispettivamente alla presidenza del Copasir, presidente della giunta per le elezioni e della giunta per le autorizzazioni a procedere”.
Il governo poi ha detto la sua sul decreto di cui si sta discutendo in Aula a Montecitorio per bocca del sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani: “Mi dispiace che l’ostruzionismo sia proseguito anche dopo la riformulazione dell’emendamento da parte del governo. Certamente la maggioranza non è stata diligente, visto l’alto numero di assenze, ma non ne farei assolutamente un caso politico. E per questo” ha detto Romani “non ci sono le condizioni per mettere la fiducia”.
L’emendamento “Longari”, come è stato subito ironicamente ribattezzato nei corridoi di Montecitorio, avrà pure fatto cadere il governo sull’uccello… , ma il decreto legge proseguirà il suo iter fino all’approvazione che è prevista, nonostante quanto accaduto oggi, di giovedì.

Il VIDEO servizio:

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101