- Tags: Campania, Chiaiano, discarica, emergenza-rifiuti, Piero-Sirini, pubblicità, rifiuti, Ue
- Un commento
di Karen Rubin
La discarica di Chiaiano si può fare. E non solo Chiaiano, anche quelle che potrebbero sorgere nelle aree campane individuate dal sottosegretario Guido Bertolaso. Perché le ragioni che impediscono l’apertura di una discarica sono sempre tecnicamente superabili. “Una cava esaurita è un buon sito per iniziare la costruzione di un impianto di smaltimento dei rifiuti. Gli scavi necessari alla messa in opera di una discarica richiedono mesi. In questo caso sarebbero in parte già pronti, con enorme risparmio di tempo e denaro” dice Piero Sirini, professore alla facoltà di ingegneria sanitaria-ambientale dell’Università di Firenze. “Fondamentale e necessario però, constatare che al di sotto della discarica, non passi, a meno di 2 metri, una falda acquifera. È il passaggio dell’acqua l’unico vero vincolo alla costruzione di un impianto di smaltimento”.
Non esistono norme di legge che vietino l’apertura di una discarica in vicinanza dei centri abitati. Costruirne una costa 20 euro al metro cubo, ogni abitante produce 500 kg di rifiuti l’anno, pensare di costruire le discariche lontano dalle città non è sostenibile, a meno che si vogliano veder quadruplicati i costi della tasse per la nettezza urbana.
A Roma la grande discarica di Malagrotta sorge intorno a un nutrito gruppo di case, edificate prima e dopo la sua apertura. “Una norma di questo genere non esiste perché se, ben progettata e gestita, la discarica non inquina più di un’altra opera umana” aggiunge l’ingegnere.
“Di norma gli impianti di discarica non devono ricadere in aree a rischio idrogeologico, in territori sottoposti a tutela paesaggistica, nelle aree interne a parchi e riserve naturali, nelle zone dove le falde acquifere siano utilizzate a scopo potabile” spiega Leonello Serva, direttore del Dipartimento difesa del suolo, “ma le autorità possono decidere in deroga a qualsiasi normativa di carattere ambientale”.
È comprensibile che gli abitanti di Malagrotta o di Chiaiano preferiscano un parco giochi a una discarica. “Nell’immaginario collettivo è uguale a puzza, topi, fumi tossici. Poteva essere così fino agli anni Ottanta, ma ora siamo in grado di realizzare impianti a norma, che se correttamente gestiti sono in grado di evitare questi inconvenienti” dice Sirini.
Alla base di una buona discarica c’è la impermeabilizzazione dell’invaso che dovrà contenere i rifiuti. “Se è ben fatta, anche territori che per la loro configurazione naturale non sarebbero idonei possono diventarlo. La discarica produce percolato, una sostanza che si forma per l’interazione tra l’acqua piovana e i rifiuti. Se l’impermeabilizzazione non è sufficiente il percolato potrebbe inquinare la falda acquifera sottostante. Ma non è difficile impedire che ciò accada. In Italia siamo molto bravi a preparare discariche, i nostri costruttori sono chiamati anche all’estero e ormai il nostro livello tecnologico supera in qualità i requisiti richiesti dalle normative italiane ed europee” spiega Sirini.
- Venerdì 30 Maggio 2008
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Commenti
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Il 31 Maggio 2008 alle 11:24 alexpesaro ha scritto:
Be, credo che il piu grande probblema sara non come fare la discarica e metterla a norma MA COME GESTIRLA CORRETTAMENTE, SENZA FUMI TOSSICI, TOPI ECC.
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