Il governo accelera su Alitalia. Tremonti: “Contatti con Intesa”

Alitalia e Air One
Il governo accelera su Alitalia e forse ha trovato la famosa cordata. Il Consiglio dei ministri, riunito questa mattina a palazzo Chigi, ha dato il via libera, per cedere la compagnia, al decreto legge che deroga la legge sulle privatizzazioni.Al termine del Cdm il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha spiegato le ragioni del decreto: “Alitalia versa in una profonda crisi industriale, patrimoniale ed economica e quindi dovevamo disinnescare il rischio di procedura liquidatoria”. In pratica il prestito ponte di 300 mln di euro che era stato varato dal Governo Prodi serviva a tenere in piedi la società, ma occorreva una specifica deroga per disinnescare il rischio di liquidazione.

Poi il titolare dell’Economia ha rivelato che “il Cda di Alitalia ha in corso contatti con Intesa San Paolo affinché l’istituto bancario valuti una soluzione percorribile per risolvere l’attuale crisi della compagnia. E il ruolo ipotizzato per il gruppo guidato da Corrado Passera è quello di una consulenza per ricercare una soluzione e, eventualmente, contribuire a realizzarla”. In pratica sarà l’advisor che dovrà individuare la cordata. Come spiegato dallo stesso Tremonti: “Intesa Sanpaolo avrà un ruolo di advisor, se poi ci starà dentro come azionista o no si vedrà, a noi interessa che si trovino gli investitori”.

Tremonti
ha anche escluso problemi con l’Unione Europea per il decreto su Alitalia approvato oggi: “Il decreto sul prestito ponte ad Alitalia è stato fatto oggetto di rilievi da parte della Commissione Ue. Se c’è una criticità con l’Europa è relativa al decreto di Prodi. Noi con questo decreto riteniamo di essere assolutamente in linea con l’Europa.
Quindi il ministro dell’Economia ha chiuso la conferenza stampa con due battute sulla società aerea: “Soon is better… prima la privatizziamo meglio è”. Quindi rivolto al direttore generale del suo ministero che lo ascoltava in prima fila: “Ce la siamo cavata, eh…”.

Nel Consiglio dei ministri di questa mattina è stato dato anche il via libera al ddl che recepisce il Trattato europeo di Lisbona. Con la riserva della Lega. Come ha spiegato lo stesso ministro Roberto Calderoli: “Il mio sì con riserva è stato motivato per via della perdita di sovranità dovuta al voto a maggioranza e riteniamo - ha aggiunto il ministro alla Semplificazione - che una consultazione popolare qu questo specifico punto non possa essere evitata”.

In ultimo, il cdm ha approvato lo stato d’emergenza per il Piemonte: stanziati 5 milioni di euro per fronteggiare i disastri causati dal maltempo che si sta abbattendo sulla regione

Commenti

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Il 30 Maggio 2008 alle 14:48 kaminari ha scritto:

solita imbecillità italica di usare l’inglese sapendolo male… tremonti fatti un corso d’inglese

Il 31 Maggio 2008 alle 10:58 alexpesaro ha scritto:

Tanto alla fine per alitalia si fara ben poco, non ce spirito di intesa, se la vendevano a air France, forse a quest’ ora la crisi era risolta, ma, speriamo bene…

Il 19 Giugno 2008 alle 17:03 Parla Toto: “Su Alitalia se saremo chiamati faremo la nostra parte” » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Così Carlo Toto, presidente della Air One, in un’intervista pubblicata sul numero di Panorama in edicola da venerdì 20 giugno. Riguardo a un eventuale ingresso di un partner estero in Alitalia, Toto sostiene con Panorama che “far entrare una compagnia straniera in Alitalia in questa fase è prematuro: l’Italia ha un mercato di 80 milioni di passeggeri che partono e arrivano dai suoi aeroporti, appena 1 milione in meno della Francia. Ma la Francia raccoglie altri 30 milioni di passeggeri nei mercati limitrofi, mentre l’Italia appena 10 milioni. Se l’Italia si riappropria dei clienti che ora vanno nel mondo via Parigi o Francoforte, potrà avere un mercato che consentirà il riequilibrio di Alitalia e la sua crescita”. Per quanto riguarda il futuro della Air One, il 26 e il 27 giugno inizieranno i primi collegamenti tra Malpensa e Chicago e Boston. “Quest’anno” ha dichiarato Toto a Panorama “arriveremo a 850 milioni di fatturato ed il piano a 5 anni su cui siamo concentrati prevede che nel 2012 avremo un giro d’affari di 2 miliardi, con oltre 100 aerei di cui circa 20 a lungo raggio. Sul fronte della compagnia di bandiera, intanto, l’aula del Senato ha definitivamente convertito in legge il decreto (varato dal Governo Prodi lo scorso 23 aprile) che autorizza un prestito ponte di 300 milioni ad Alitalia. I voti favorevoli sono stati 154 (la maggioranza richiesta era di 141), quelli contrari 119, 7 gli astenuti. In dissenso dal gruppo del Pd, si sono astenuti i due senatori radicali, Donatella Poretti e Marco Perduca. Contro la conversione del decreto hanno votato i senatori dell’Italia dei Valori che hanno criticato le procedure seguite dal governo per concedere il prestito ponte e, in particolare perché il provvedimento sottrae 205 milioni alle piccole e medie imprese. Il Pd ha votato contro il provvedimento perché con le modifiche apportate alla Camera esso va contro gli obblighi previsti dal diritto comunitario. In particolare, nel testo della legge è stato inserito l’articolo 4 del decreto legge fiscale sull’Ici che consente di trasformare il “prestito ponte” in patrimonio netto della Compagnia in caso di riduzione del capitale sotto il minimo previsto dal codice civile. Il nuovo testo, che ha fatto proprio l’articolo 1 del decreto legge sul monitoraggio della spesa, prevede alcune deroghe alla legge 474 del 1994 sulle privatizzazioni, con la nomina di un advisor (già individuato dal consiglio dei Ministri in Intesa Sanpaolo). Advisor che potrà agire in conto terzi o anche in proprio. [...]

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