Lascia la figlia di due anni da sola in automobile, ma la bambina muore nel giorno del suo secondo compleanno: secondo una prima ricostruzione la madre S.V., un’insegnante di 39 anni residente nella provincia di Lecco, sarebbe uscita di casa di prima mattina per andare a Merate, portando con sé la figlia Maria. È andata a riprendere la figlia appena si è resa conto di averla ‘dimenticata’, ma la piccola respirava ormai a fatica. Portata immediatamente all’ospedale, nonostante i tentativi di rianimazione dei medici, Maria è morta poco dopo. La donna è stata iscritta sul registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo: è stata a lungo in caserma con il marito per cercare di spiegare quel che è successo al pubblico ministero di Lecco, Luca Fuzio.
Al momento la dinamica esatta non è stata ancora accertata: l’insegnante, madre di altri due figli in età scolare, è uscita di casa con l’ultimogenita per accompagnarla dalla baby sitter. Invece avrebbe raggiunto direttamente la scuola, lasciando la bimba addormentata in auto, sui sedili posteriori. Alcune ore dopo, intorno alle 13, il marito della donna, un astronomo, ha ricevuto una telefonata dalla baby sitter che chiedeva come mai non le fosse stata portata Maria. L’uomo ha subito chiamato la moglie e quest’ultima, solo a quel punto, si è precipitata in strada dove aveva lasciato l’auto, una Volkswagen Touran, parcheggiata, e ha trovato la figlioletta praticamente agonizzante. Inutile la corsa verso l’ospedale di Merate: Maria è morta nonostante tutti i tentativi di rianimarla. La salma della bambina verrà sottoposta ad autopsia, con ogni probabilità già domani. Non si esclude che la piccola sia morta per il caldo, a causa della temperatura abbastanza elevata, e della poca aria nell’abitacolo.
Il caso di Merate è analogo a quello avvenuto dieci anni fa in Sicilia: nel luglio del 1998, a Catania, un bimbo di due anni, Andrea D., morì soffocato dal caldo dentro l’automobile del padre. Uscito di casa alle 8.30 del mattino, il padre Salvatore, prima di recarsi al lavoro, avrebbe dovuto accompagnarlo all’asilo, perché la madre non poteva. Ma se ne dimenticò, lasciando il piccolo legato al seggiolino della Fiat Uno, con una temperatura esterna attorno ai 40 gradi, per più di cinque ore. Fu poi processato per omicidio colposo.
- Venerdì 30 Maggio 2008
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Commenti
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Il 31 Maggio 2008 alle 10:42 alexpesaro ha scritto:
Mi sbalordisco, come si fa a lascire LA FIGLIA IN AUTO, MA DICO FOSSE UN OGGETTO, E UN ESSERE UMANO!!!!!, andrebbe processata e come, e poi non si metta qualcuno a dire MA NON L’ HA FATTO A POSTA, be io direi di no, ma dimenticarsi LA FIGLIA e veramente GRAVE! vedremo cosa dira l’ autopsia speriamo bene…
Il 31 Maggio 2008 alle 11:33 mefisto ha scritto:
Era già successo tempo fa un caso identico. Un padre doveva portare suo figlio all’asilo. Di solito lo faceva la madre. Se n’è dimenticato, è andato al lavoro, lasciandolo in macchina, nel parcheggio, sotto il sole rovente. Morto.
Atroce, orrendo, ma io non me la sento di unirmi al coro di urla : “mostri”. Un denominatore comune lega queste due tragiche vicende : l’abitudine, la routine !
I genitori, forse presi da problemi col lavoro, hanno fatto quello che facevano ogni mattina ! L’abitudine ha una forza enorme, e non ce ne accorgiamo.
Un bambino sul sedile posteriore, se non piange, e magari si è addormentato, può essere silenziosissimo. Guidando, non lo vedi nello specchietto retrovisore, perhè nascosto dal sedile.
Parti, dopo averlo sistemato, e per un po’ pensi a lui, ai suoi bisogni. Appunto perchè è tranquillo, a poco a poco ti lasci andare ai tuoi pensieri, magari a qualcosa che ti preoccupa sul lavoro.
Certi pensieri ti prendono, ed ecco che al momento di svoltare per andare all’asilo o dalla baby-sitter, che magari sono sulla stessa strada per recarsi al posto di lavoro, ecco che… manchi la svolta !
Ormai il bambino è scomparso dalla tua mente, è dove sta di solito, a casa, o con la madre, al SICURO. La valanga si è staccata silenziosamente, lassù, in alto, gli eventi si susseguono senza che te ne accorga, in una tragica catena.
Arrivi al solito parcheggio, COME SEMPRE ! Nulla ti mette sull’avviso, magari un attimo prima di chiudere la portiera, di quell’atto che determinerà la morte di tuo figlio, guardi l’orologio e pensi che sei un po’ in ritardo…
Le cause automobilistiche, a mio avviso, potrebbero fare qualcosa per evitare simili tragedie. Ormai le autovetture sono piene di spie multicolori, sembrano delle discoteche.
Quando parto senza allacciare la cintura di sicurezza, si accende una spia rossa sul cruscotto, e dopo un po’, se non l’ho allacciata, scatta anche un segnale acustico.
Ecco, si tratterebbe di fare qualcosa di analogo, ma all’inverso. Se si CHIUDE la cintura di sicurezza sul sedile posteriore, passando negli spazi ai bordi del seggiolino per bambini, sul cruscotto una spia luminosa SI ACCENDE. Magari con un’icona di un bambino che dorme. La logica vorrebbe che fosse di colore verde = cintura chiusa , ma forse un colore come il giallo o l’arancione sarebbe più evidente.
La spia rimarrebbe ACCESA anche se si spegne il motore, l’unico modo per farla spegnere sarebbe appunto quello di aprire le cinture, cioè riprendere il bambino !
Non credo che sia una cattiva idea… magari un’occhiata di sfuggita al cruscotto, all’ultimo secondo, anche dopo aver spento il motore, avrebbe evitato simili drammi.
P.S. Se avete qualche conoscenza, chessò all’ufficio brevetti, o all’ispettorato della motorizzazione, accennatene, forse è una buona idea, un piccolo contributo alla sicurezza.
Il 3 Giugno 2008 alle 10:14 lalla78 ha scritto:
Caro alexpesaro,
senza conoscere ovviamente i fatti come ognuno di noi, io non mi sento di giudicare in tronco questa mamma come fai tu e concordo pienamente con quanto detto da Mefisto. Ovviamente il fatto è molto grave ma questo non significa che non si possa cercare di comprendere situazioni che tra l’altro assai comuni a molti: la routine, lo stress.
Attendiamo comunque di seguire gli esiti dell’autopsia e più informazioni.
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