Altre due vittime sono state ritrovate in Val Pellice dopo la frana di ieri: Erika Poet e, poche ore dopo, la sua bambina Annik di tre anni. I soccorritori disperavano da tempo di salvarle: sono rimaste sepolte dal fango che ha spazzato via la loro casa. All’interno dell’abitazione c’era anche il nonno della piccola, Carlo Rivoira, 75 anni: era a letto malato e il suo cadavere è stato trovato avvolto da una coperta. Si è salvato invece il convivente della donna, Luciano Rivoira, figlio dell’anziano morto, e gli altri tre bambini della coppia: lui era al lavoro, loro a scuola. Nella zona i carabinieri del Comando provinciale hanno intanto predisposto un servizio anti sciacallaggio.
Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato d’emergenza per il Piemonte e la Valle D’Aosta flagellati dal maltempo. E arriva uno stanziamento straordinario. “Subito 5 milioni di euro per l’alluvione in Piemonte” ha detto il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, che spiega come la somma è quella che si è riusciti a “mettere immediatamente a disposizione”, una cifra che per l’esecutivo dovrebbe consentire di “affrontare questo stato di calamità in cui si trovano diverse zone della nostra regione”.
Nel frattempo le ondate di piena che si sono verificate giovedì sera e nella notte per Dora e Po sono passate nel tratto torinese dei due fiumi senza provocare grossi disagi. A Torino nella tarda mattinata di venerdì la situazione ha cominciato lentamente a migliorare. Sono stati riaperti tutti i ponti sulla Dora, chiusi in via precauzionale perché si temeva l’ondata di piena nel fiume. Riaperto al traffico pesante il traforo del Frejus. In tutta la provincia non si segnalano situazioni di particolare criticità.
In prefettura a Torino si è intanto tenuto un vertice con il sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso. Presenti il sindaco Sergio Chiamparino il presidente della provincia Antonio Saitta, la presidente della regione Mercedes Bresso e il prefetto Paolo Padoin oltre a rappresentanti della Protezione civile. Il sottosegretario ha annunciato che il Consiglio dei ministri dichiarerà lo stato di emergenza. “Oggi pomeriggio incontrerò il presidente del Consiglio e lo metterò al corrente della situazione” ha spiegato. “Non dobbiamo abbassare la guardia, siamo ancora in mezzo alla crisi e sarà tale per le prossime 24 ore”.
Nell’incontro è stato verificato che al momento “la situazione è sotto controllo”, ma l’attenzione rimarrà massina nelle prossime 24/36 ore in tutta la provincia di Torino, nella Val Pellice, nel Cuneese, sul lago Maggiore e nele valli del nord tra Verbano e Ossola, dove si temono frane. Stabile, anche se in alcune zone critico, il livello dei fiumi: a Torino entro la mattinata il Po dovrebbe gonfiarsi in seguito alle piogge a monte (ma ci si aspetta un’ondata “non eccessiva”), in Val Pellice e nel nord i corsi d’acqua potrebbero ancora gonfiarsi per le importanti precipitazioni delle scorse ore. Secondo Bertolaso l’emergenza è stata in ogni caso “gestita in maniera egregia, con risposte tempestive”. Concluso l’incontro il sottosegretario ha comunicato che non andrà nel Cuneese, come in un primo momento ipotizzato, ma partirà subito alla volta di Napoli dove nel pomeriggio avrà una riunione con il premier Berlusconi e il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo sulla questioni rifiuti.
Paura anche nel Cuneese, dove sono chiuse al traffico diverse strade e i cittadini sono invitati a evitare spostamenti non indispendabili. Nella notte e nelle prime ore della giornata la Protezione civile ha chiuso diversi ponti, non solo nelle valli ma anche nelle zone verso la pianura. È stata una notte di piena emergenza in tutte le vallate, con temporali e piogge abbondanti. In serata è stato chiuso anche un tratto della statale 21 in valle Stura, verso il Colle della Maddalena, poco dopo Aisone, dove a Demonte sono state evacuate circa 30 persone. Diverse zone sono isolate nelle valli, ma le situazioni più difficili sono quelle delle valli Po, Varaita, Maira e Stura. Fiumi e torrenti sono esondati in diversi punti, i laghi sono a livelli record, ponti e argini sono costantemente monitorati, come pure le aree a maggior rischio idrogeologico, per il pericolo di frane e smottamenti. Scuole chiuse nelle valli Po, Varaita e Maira, e anche a Saluzzo, e oggi potrebbero essere presi altri provvedimenti: alle 11 in Prefettura si riunisce il Centro coordinamento soccorsi.
Il VIDEO servizio:
Il VIDEO da YouTube: la Dora in piena a Bussoleno
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