Archivio di Maggio, 2008
Il governo accelera su Alitalia e forse ha trovato la famosa cordata. Il Consiglio dei ministri, riunito questa mattina a palazzo Chigi, ha dato il via libera, per cedere la compagnia, al decreto legge che deroga la legge sulle privatizzazioni.Al termine del Cdm il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha spiegato le ragioni del decreto: “Alitalia versa in una profonda crisi industriale, patrimoniale ed economica e quindi dovevamo disinnescare il rischio di procedura liquidatoria”. In pratica il prestito ponte di 300 mln di euro che era stato varato dal Governo Prodi serviva a tenere in piedi la società, ma occorreva una specifica deroga per disinnescare il rischio di liquidazione.
Poi il titolare dell’Economia ha rivelato che “il Cda di Alitalia ha in corso contatti con Intesa San Paolo affinché l’istituto bancario valuti una soluzione percorribile per risolvere l’attuale crisi della compagnia. E il ruolo ipotizzato per il gruppo guidato da Corrado Passera è quello di una consulenza per ricercare una soluzione e, eventualmente, contribuire a realizzarla”. In pratica sarà l’advisor che dovrà individuare la cordata. Come spiegato dallo stesso Tremonti: “Intesa Sanpaolo avrà un ruolo di advisor, se poi ci starà dentro come azionista o no si vedrà, a noi interessa che si trovino gli investitori”.
Tremonti ha anche escluso problemi con l’Unione Europea per il decreto su Alitalia approvato oggi: “Il decreto sul prestito ponte ad Alitalia è stato fatto oggetto di rilievi da parte della Commissione Ue. Se c’è una criticità con l’Europa è relativa al decreto di Prodi. Noi con questo decreto riteniamo di essere assolutamente in linea con l’Europa.
Quindi il ministro dell’Economia ha chiuso la conferenza stampa con due battute sulla società aerea: “Soon is better… prima la privatizziamo meglio è”. Quindi rivolto al direttore generale del suo ministero che lo ascoltava in prima fila: “Ce la siamo cavata, eh…”.
Nel Consiglio dei ministri di questa mattina è stato dato anche il via libera al ddl che recepisce il Trattato europeo di Lisbona. Con la riserva della Lega. Come ha spiegato lo stesso ministro Roberto Calderoli: “Il mio sì con riserva è stato motivato per via della perdita di sovranità dovuta al voto a maggioranza e riteniamo - ha aggiunto il ministro alla Semplificazione - che una consultazione popolare qu questo specifico punto non possa essere evitata”.
In ultimo, il cdm ha approvato lo stato d’emergenza per il Piemonte: stanziati 5 milioni di euro per fronteggiare i disastri causati dal maltempo che si sta abbattendo sulla regione
Il governo fa quadrato attorno al sottosegretario all’emergenza rifiuti, Guido Bertolaso. Dopo la bufera giudiziaria che si è abbattuta sui presunti illeciti legati alla gestione dei rifiuti che ha toccato anche Bertolaso, anche il premier Silvio Berlusconi ha deciso di scendere in campo per difendere il capo della Protezione Civile.
Tanto che oggi dopo il Consiglio dei ministri, che si terrà regolarmente a palazzo Chigi, il Cavaliere si recherà a Napoli per una prima ricognizione sull’emergenza rifiuti. Ma filtra da ambienti governativi che l’arrivo a Napoli del premier sia un modo per dare pieno sostegno a Bertolaso, che ovviamente parteciperà alle riunioni al fianco di Berlusconi.
E proprio ieri Bertolaso parlando davanti alla commissione Ambiente della Camera dei Deputati ha spiegato che l’esercito servirà non solo per impedire disordini, ma anche per impedire scarichi di rifiuti illegali. Poi lo sfogo: “Quelle intercettate dalla procura di Napoli e rese pubbliche da alcuni organi di informazione sono parole forti dettate dall’esasperazione di chi aveva accettato di vivere in prima persona. E solo chi ha vissuto in prima persona” ha aggiunto Bertolaso “sa il sentimento di solitudine che si può provare, basta chiedere a Pansa e De Gennaro”.
Che da parte del governo ci sia forte solidarietà nei confronti del sottosegretario all’emergenza rifiuti lo testimoniano anche le parole del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, pronunciate sempre nell’audizione di fronte al Parlamento: “Ribadiamo il pieno e incondizionato appoggio a Guido Bertolaso, che in questi giorni è stato coinvolto nell’inchiesta sui rifiuti senza essere stato destinatario di alcun provvedimento giudiziario”.
Sempre nel corso dell’audizione parlamentare Bertolaso ha ringraziato De Gennaro “per aver aperto due discariche, una in provincia di Benevento ed una ad Avellino”.
Poi il capo della Protezione Civile è entrato nel merito dell’inchiesta napoletana spiegando: “ha provocato una grande sofferenza personale, ma anche grandi problemi con le autorità locali” e il riferimento è diretto alla trattativa su Chiaiano: “Esisteva la possibilità di andare avanti senza scontri, per trovare soluzioni che avrebbero ridotto al massimo i disagi per le popolazioni”. Tutte cose che, ha fatto intendere Bertolaso, sono state messe in secondo piano dall’inchiesta napoletana. Ma per Bertolaso è necessario fare presto: “Mai come in questo momento il tempo è tiranno siamo in una situazione drammatica, anche perché la Campania produce 7mila tonnellate al giorno di spazzatura, ma ogni volta che tentiamo di affrontare il problema e di trovare una soluzione, incontriamo delle difficoltà”.
Infine Bertolaso ha promesso che “entro 15 giorni ci saranno i risultati delle indagini che i tecnici dell’Arpac stanno svolgendo a Chiaiano: e in caso le indagini evidenziassero che la zona non è idonea si cercherà una soluzione alternativa”.
Ingegneri, dentisti e infermieri non conoscono crisi. Come dimostra un’analisi condotta dall’Istat sulla capacità delle università di garantire un’occupazione, il mondo del lavoro premia le facoltà tecniche e le professioni sanitarie. Per esempio, il 75,3 per cento dei laureati in odontoiatria ha un’occupazione stabile dopo tre anni dalla tesi. La percentuale di occupati elaborata dall’Istat si riferisce ai laureati del 2004 che a tre anni dal conseguimento del titolo svolgono un lavoro continuativo (sia a tempo indeterminato sia determinato, ma non occasionale). Un dato rilevato nel 2007 e depurato da quegli studenti che hanno trovato un impiego prima di terminare il corso di studi. L’indagine dell’istituto di statistica è rappresentativa di tutta la popolazione dei laureati italiani, di tutti gli atenei e di tutti i corsi di laurea quinquennali e triennali post riforma. Si basa su dati forniti dal Miur, approfonditi attraverso 47mila e 300 interviste di cui 20mila e 700 riferite alle classi di laurea breve.
La TABELLA (in .pdf), facoltà per facoltà: clicca qui
Quali sono le università migliori d’Italia? Panorama ne ha selezionate venti, tenendo conto delle opportunità occupazionali, della produzione scientifica e del piazzamento nelle classifiche internazionali. In dettaglio, la scelta si basa sulla percentuale di occupati a tempo indeterminato dopo la laurea rilevata dall’Istat nel 2004 sui laureati del 2001; sul punteggio assegnato dal Civr (Comitato italiano di valutazione della ricerca) alla produzione scientifica del triennio 2001-2003; sulle classifiche 2007 del Times e dell’Università di Shanghai.
Il Times stila la sua graduatoria sulla base del giudizio espresso da oltre 5 mila docenti universitari internazionali (che non possono indicare la propria università) e dai selezionatori del personale, quindi considera il numero delle pubblicazioni scientifiche, il rapporto tra docenti e studenti e il numero di studenti e professori stranieri.
Diversi invece i criteri di Shanghai, che tiene conto di studenti e staff vincitori di premi Nobel e medaglie di merito, dei ricercatori più citati nelle loro categorie e delle pubblicazioni scientifiche in varie aree disciplinari
Università di Torino
L’Università di Shanghai la colloca al quinto posto tra gli atenei italiani, la graduatoria internazionale del Times invece la inserisce in 189esima posizione nell’area delle scienze sociali. Ottima la ricerca nelle scienze biologiche, buona nelle scienze giuridiche. Il 54,9% dei laureati ha un impiego continuativo tre anni dopo la tesi.
Politecnico di Torino
Come per tutti i politecnici, anche a Torino il tasso di occupazione a tre anni dalla laurea è elevato: 81,2%. Ma l’istituto è citato soltanto dalla classifica di Shanghai in 16esima posizione, dopo Trieste
Università Bocconi
La classifica del Times la colloca nona al mondo per le opportunità di impiego e 83esima per la qualità dell’insegnamento nelle scienze economiche e sociali. Un dato confermato anche dal punteggio di eccellenza nell’attività di ricerca nel settore.
Gli occupati con lavoro continuativo a tre anni dalla laurea sono l’82,1%
Università Statale di Milano
I parametri della classifica redatta dall’Università di Shanghai promuovono la Statale di Milano come il miglior ateneo italiano, ma la classifica del Times non lo cita. L’occupazione è buona, con un 54,4% di ex studenti che lavora a tempo indeterminato tre anni dopo la laurea.
Politecnico di Milano
Il politecnico di Milano ha ottimi voti nelle classifiche internazionali: per il Times è il 66esimo ateneo al mondo nel settore dell’ingegneria e dell’It, mentre l’Università di Shanghai lo recensisce come il sesto ateneo italiano. Nell’attività di ricerca in ingegneria industriale e dell’informazione si colloca davanti a Enea e Cnr. Gli occupati a tre anni dalla laurea sono il 78,1%
Università di Padova
Quarta università italiana nella classifica di Shanghai. Il ranking del Times sottolinea invece la buona performance nell’area umanistica (169esima al mondo), in quella medico-scientifica (190esima) e nelle scienze naturali (194esima). Grande produzione e giudizio di eccellenza nella ricerca in scienze della terra. Ottimo piazzamento in scienze fisiche, buono in scienze veterinarie. Occupati a tre anni: 65,4%.
Università di Trento
Compare soltanto nella classifica Times, in 259esima posizione nel nell’area engineering e 266esima nella scienze naturali. Buona l’attività di ricerca in ingegneria civile e architettura.
Gli occupati a tre anni dalla laurea sono il 71%.
Università di Trieste
Trieste è l’università italiana numero 15 nel ranking di Shanghai, mentre il Times la recensisce in tre aree: scienze naturali (211esima), medicina e scienze della vita (228esima) e umanistica (257esima) Ottimo il punteggio di ricerca in chimica. Il tasso di occupati è del 51,5%.
Università di Genova
Anche Genova è tra le prime 500 università recensite nella graduatoria generica del Times senza specificare aree di eccellenza. Secondo i parametri della classifica di Shanghai è però decima tra le italiane. Corposa produzione di ricerca nel settore ingegneria civile e architettura. Il tasso di occupazione a tre anni dalla laurea è del 61,8%
Università di Pavia
A sostenerla cono il buon tasso di occupati con lavoro continuativo a tre anni dalla laurea (64,9%) e le citazioni nella classifica del Times (249esima nell’engineering e 269esima in area umanistica). Compare nella classifica Shanghai, ma non tra i primi dieci atenei italiani (13esima).
Università di Modena e Reggio Emilia
Si distingue tra le piccole università per la produzione in ricerca nelle scienze economiche e statistiche e per la citazione della classifica Times tra le prime 500 università mondiali. Il 62,8% degli studenti ha un impiego continuativo a tre anni dalla tesi
Università di Bologna
Secondo la classifica Times è la migliore università italiana, 173esima nel ranking internazionale ed eccellente in discipline specifiche come quelle umanistiche e artistiche (40esima nel mondo), le scienze sociali (94esima), medico-scientifiche (113esima), scienze naturali (134esima) e ingegneristiche (154esima). Nella graduatoria di Shanghai è settimo tra gli atenei italiani. Ottima la valutazione della ricerca in ingegneria industriale e dell’informazione. Il tasso di occupati è del 60,9%
Università di Pisa
Seconda in Italia secondo il ranking di Shanghai. Per i ricercatori del Times si distingue nelle scienze naturali (112esima al mondo), nell’ingegneria (203esima) e in area medico-scientifica (235esima). Gli occupati a tre anni sono il 56,1%.
Scuola Normale Superiore di Pisa
Non sono disponibili dati occupazionali, ma l’inserimento in elenco della scuola superiore Normale è dovuto alla citazione nella graduatoria dell’Università di Shanghai: è al nono posto tra gli atenei italiani.
Università di Firenze
Il punteggio della classifica Times la premia nelle materie umanistiche (138esima), nelle scienze naturali (159esima), nella scienze sociali (256esima) e nell’ingegneria e information technology (286esima). Ottava in Italia nella graduatoria di Shanghai. Si distingue nella ricerca nel settore chimico e farmaceutico. La percentuale di occupati è di 59 su 100.
Università di Siena
Una buona media: 394esima nella graduatoria generica del Times, 247esima nelle scienze sociali e 20esima università italiana secondo il ranking di Shanghai. Il 59,5 degli studenti lavora in modo continuativo a tre anni dalla laurea.
Università di Perugia
Il piccolo ateneo umbro vanta citazioni nella classifica Shanghai (14esima in Italia) e in quella del Times (genericamente tra le prime 500 nel mondo). Dopo tre anni, il 59,7% dei laureati ha un lavoro continuativo.
Università La Sapienza di Roma
Ottime performance secondo la classifica del Times nelle scienze naturali (40esima al mondo), nell’area umanistica (60esima), ma La Sapienza si distingue anche nelle scienze sociali (111esima), nell’ingegneria (145esima) e in medicina e biologia (219esima). A conferma, c’è una forte e ben valutata ricerca nel campo dell’archeologia, delle materie umanistiche e della biologia.
Occupati a tre anni: 54,2%.
Università di Roma Tor Vergata
L’ateneo romano risulta 226esimo al mondo nell’area delle scienze naturali secondo la graduatoria Times e 19esimo tra le italiane secondo Shanghai, dopo l’università di Cagliari e Ferrara. Ottima valutazione nella ricerca in scienze matematiche e informatiche.
Il 53,4% dei laureati lavora a tempo indeterminato a tre anni dalla laurea.
Università Federico ii di Napoli
Gli occupati a tre anni dalla laurea sono sotto il 50% (49,3%), ma il Times classifica l’università napoletana 228esima a livello internazionale nelle scienze sociali. Citata anche nella graduatoria di Shanghai (11esima in Italia), svetta nell’attività di ricerca in scienze agrarie e veterinarie.
Il governo ombra gioca d’anticipo sul governo Berlusconi che si riunirà domani. Lo shadow cabinet di Walter Veltroni, che si è riunito oggi a Roma, ha aspramente criticato il governo del Cavaliere su Alitalia, ha fatto un’articolata proposta sull’occupazione femminile e ha parlato di intercettazioni. Quindi Veltroni ha espresso il proprio grido d’allarme contro i fatti che lui ha definito xenofobi e razzisti di questi ultimi giorni a Roma.
Nella conferenza stampa seguita alla riunione del governo ombra Veltroni ha espresso “il grandissimo livello di allarme e preoccupazione crescente sulla questione Alitalia. Siamo nel totale silenzio da parte del governo”. Quindi Veltroni ha criticato alcune frasi governative che parlavano di 12 mesi di tempo: “le stime di 12 mesi di tempo per esaurire il prestito ponte mi sembrano un modo per dilazionare la soluzione”. E per questo “chiediamo di avere presto in Parlamento un’informativa esaustiva”. Poi una serie di domande che esprimono le preoccupazioni di Veltroni: “Dove è la cordata? Da chi è composta? Quale grande compagnia internazionale c’è dietro? Con quale procedura si pensa di vendere Alitalia? Qual è il ruolo di persone incaricate di formare cordate?
Veltroni ha poi attaccato la maggioranza e in particolare Maurizio Gasparri ed altri esponenti del Pdl dopo che il responsabile dei fatti del Pigneto si è autodenunciato: “È un errore molto grave minimizzare i fatti accaduti in questi giorni contro gli immigrati, come fa qualcuno oggi. Io ribadisco: c’è un clima che non va bene, che si alimenta di intolleranza e xenofobia”. Quindi Veltroni ha attaccato le ronde: “Altro che ronde: ha ragione Manganelli serve l’effettività della pena, che dà anche senso al sacrificio e al lavoro di chi opera nelle forze dell’ordine”.
Ma il leader del Pd ha anche risposto al Guardasigilli, Angelino Alfano, che questa mattina aveva annunciato che il governo formulerà un provvedimento entro due settimane sulla questione delle intercettazioni: “La nostra posizione è quella che abbiamo scritto nel programma e non cambia. Noi vogliamo dare la libertà al magistrato di fare uso delle intercettazioni nelle indagini garantendo, sotto la sua responsabilità, che non vengano pubblicate dai media”.
Quindi una tematica che per Veltroni deve diventare “un moltiplicatore della crescita del Paese: l’occupazione femminile”. Infatti durante la conferenza stampa il segretario del Pd, insieme con il ministro ombra del Welfare, Enrico Letta, e delle Pari Opportunità, Vittoria Franco, ha presentato un articolato con norme che in parte “saranno emendamenti ai decreti del Governo Berlusconi sugli straordinari e in parte - ha spiegato Letta - saranno disegni di legge nostri”. Per l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio “dobbiamo dare degli incentivi fiscali affinché per un datore di lavoro sia più vantaggioso assumere delle donne”. Anche sul tema dell’occupazione femminile sono arrivate le critiche al governo, reo per Veltroni “di averla ignorata nei primi provvedimenti sulla detassazione straordinaria”. Nell’articolato presentato dal Pd ci sono proposte che prevedono “l’estensione e il potenziamento dell’istituto del congedo parentale o il rifinanziamento del Fondo nazionale per gli asili nido”, ma anche – come ha spiegato Letta – “l’obbligo di una equilibrata rappresentanza di genere nei Cda delle società a controllo pubblico (non inferiore ad un terzo)”. Per Vittoria Franco “siamo tra i Paesi più arretrati riguardo alla discriminazione di genere. Addirittura nel Sud le donne rinunciano a cercare il lavoro. Anche per questo - ha spiegato la Franco - presto incontrerò Emma Marcegaglia per esporre la questione al mondo imprenditoriale”.
Sono due, un uomo anziano e una persona ancora non identificata, le vittime della frana abbattutasi su una casa a Villarpellice, nel Pinerolese, a causa del maltempo. I soccorritori stanno continuando a scavare alla ricerca di altre due persone che, secondo alcune testimonianze, erano presenti all’interno dell’abitazione. Si tratterebbe di un bambino e della mamma.
La casa è stata distrutta. Nell’abitazione vivevano quattro persone: una era al lavoro al momento del disastro, un altro abitante è stato trovato morto dai soccorritori e gli altri due risultano, al momento, dispersi. Il cadavere di una seconda persona è stata trovato sempre a Villar Pellice dentro un’auto che era stata travolta dalla stessa frana che ha colpito la casa del centro nel Pinerolese. Situazione grave anche in Val Susa dove circa 150 persone che abitavano nei pressi della Dora sono state evacuate dai vigili del fuoco del Comando Provinciale di Torino.
Preoccupazione suscita anche l’onda di piena della Dora, per la quale si continua a monitorare, a Torino, la zona vicina al corso d’acqua. Il sindaco di Pinerolo ha firmato un’ordinanza di chiusura delle scuole “di ogni ordine e grado” per la giornata di domani e “fino alla cessazione dello stato di criticità”. Il maltempo che si è abbattuto su tutto il Nord Ovest, infatti, non dovrebbe dare tregua nemmeno domani. Secondo le previsioni dell’Arpa, piogge sono previste in Piemonte, con uno spostamento anche nelle zone delle Valli del Toce e del Sesia.
A Torino è stato chiuso anche il ponte di Via Bologna, dopo quello Carpanini già bloccato questa mattina. I ponti sono tutti presidiati, come è monitorata la situazione della collina torinese, mentre si attende l’onda di piena della Dora, per la quale una cinquantina di pazienti (su un totale di 600 circa) dell’ospedale “Amedeo di Savoia”, che si trova in una zona che potrebbe essere interessata, sono stati trasportati all’ospedale “Maria Vittoria” di Torino. alcuni malati Per i Murazzi lungo il Po la situazione più critica è attesa nella notte. Più tranquilla, anche se il livello dell’acqua è alto, la situazione del fiume Po. Il Comune ha anche fornito il numero verde della Protezione Civile 800 444004, della Centrale Operativa della Polizia Municipale 011 4606060 e della Questura 011 5588622.
Nella provincia di Torino problemi particolari si registrano in Canavese, in Val Pellice e in Val di Susa. A Ceresole Reale si è verificato uno smottamento lungo la provinciale 50 del Colle del Nivolet, oltre al distacco di un grosso masso che ha invaso la sede stradale. In Valle Maira, ad Acceglio, il sindaco Riccardo Benvegnù ha emesso una ordinanza per la chiusura del ponte sul rio Mollasco, circa 300 metri a monte dell’abitato, per il rischio di crollo: le precipitazioni delle ultime 24 ore hanno infatti triplicato il livello del torrente. Rimangono isolate circa 50 persone, residenti in sette frazioni della località montana. Il livello dei fiumi preoccupa anche in altre vallate. In alta valle Po viene indicato una criticità di grado 3, ovvero elevata. Problemi anche in Val di Susa, dove a causa di smottamenti sono state chiuse alcune strade. Stato di allerta anche in Val d’Aosta dove la Dora Baltea è tracimata ad Arnad.
Intanto il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso ha lanciato l’allarme: “Siamo solo all’inizio della perturbazione, che potrebbe protrarsi fino a domani sera. E dunque abbiamo una situazione difficile” in via di peggioramento. Bertolaso ha sottolineato di aver già convocato il comitato di crisi della protezione civile e di aver mobilitato anche tutti gli elicotteri della flotta dello Stato, perche “non escludiamo altre situazioni complicate”. “È stato fatto tutto quello che doveva esser fatto, e anche qualcosa di più per la mobilitazione del sistema di protezione civile - ha aggiunto - ma non possiamo prevedere dove cadranno le frane”. “Per quello che riguarda il rischio esondazione - ha avvertito Bertolaso - dovrebbe riguardare la parte dell’asta del Po a monte di Torino, mentre non vi dovrebbero essere problemi per quanto riguarda la parte successiva”.
Il VIDEO da YouTube dell’esondazione del fiume Dora
La MAPPA della zona di Villar Pelice
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Cambiano i tempi e cambiano anche i nomi. Anche se a volte non lasciano affatto indifferenti. Come già si sussurava da diversi mesi, la vecchia e gloriosa “Festa dell’Unità” non ha trovato più posto nel loft del Pd. Va in soffitta, con buona pace dei suoi militanti. Da quest’anno, al suo posto, ci sarà la “Festa democratica”: “c’è un partito nuovo, che mescola varie culture, è giusto che la Festa nazionale tenga conto di un’identità e un’immagine nuova” fanno sapere gli organizzatori della storica kermesse.
Ma la discussione, in casa Pd, non è affatto pacifica. Anzi: rischia di rivangare vecchie scorie e antichi sensi di appartenenza, forse mai sopiti.
A muoversi in difesa della rassegna è stata nei giorni scorsi L’Unità (da poco acquisita dal governatore della Sardegna e fondatore di Tiscali, Renato Soru) con un battagliero editoriale del suo direttore, Antonio Padellaro : “Le feste dell’Unità sono le feste dell’Unità e non basterebbe una intera biblioteca per raccontare, spiegare, esprimere la quantità di sentimenti, di passioni, di valori che questo nome suscita”. Meglio quindi “evitare la cancellazione di qualcosa che resta comunque nel cuore di milioni di persone”.
Passa qualche giorno è a rispondere è un altro quotidiano di partito, sempre del Pd ma di area ex Margherita, Europa. Che pensa bene di pubblicare in prima pagina un articolo dal titolo inequivolcabile: “Feste dell’Unità, storia finita”. “Finalmente” si legge nell’articolo “una buona notizia: non ci sarà più la festa nazionale dell’Unità”. Via dunque a “tutte le liturgie delle precedenti forme organizzative”, via a birre e salsiciotti grigliati all’ascolto di musica e canti nostalgici.
Ma il giornale diretto da Stefano Menichini non si ferma qui. E rincara la dose, ricordando ai giornalisti della testata fondata da Antonio Gramsci che “l’Unità non è più il quotidiano di un partito ma è diventato il quotidiano di un imprenditore impegnato in politica nel Pd” e che quindi “non c’è alcun bisogno di mantenere vivo attraverso le feste dell’Unità quel legame simbolico che attribuisce alla testata un ruolo di organo ufficiale e che da anni non corrisponde alla realtà e di cui forse il Pd non ha più bisogno”.
Nel frattempo, Walter e il suo loft tengono duro. Già fissata la data (23 agosto - 3 settembre), già fissato il luogo dell’incontro principale (Firenze: Fortezza da Basso). Unica concessione, la possibilità di chiamare gli altri incontri che si svolgeranno nelle città d’Italia come meglio si crede (e non è un caso che a Bologna la kermesse continuerà a mantenere il vecchio stampo). Lì, come del resto in altre città, il vecchio nome, sopravviverà. Almeno per quest’anno.
“Particolare gioia” è quella espressa da Benedetto XVI per i segnali di “un clima nuovo, più fiducioso e costruttivo” tra le forze politiche italiane, e le istituzioni, “in virtù di una percezione più viva delle responsabilità comuni per il futuro della Nazione”.
Intervenendo questa mattina all’Assemblea della Conferenza episcopale italiana, il Santo Padre ha detto che “ciò che conforta è che tale percezione sembra allargarsi al sentire popolare, al territorio e alle categorie sociali”. “È diffuso infatti” ha detto il Pontefice “il desiderio di riprendere il cammino, di affrontare e risolvere insieme almeno i problemi più urgenti e più gravi, di dare avvio a una nuova stagione di crescita economica ma anche civile e sociale”.
Per questo, i vescovi italiani non possono e non debbono “chiudere gli occhi e trattenere la voce di fronte alle povertà, ai disagi e alle ingiustizie sociali che affliggono tanta parte dell’umanità e che richiedono il generoso impegno di tutti, un impegno che s’allarghi anche alle persone che, se pur sconosciute, sono tuttavia nel bisogno”. “Naturalmente” ha spiegato il Pontefice “la disponibilità a muoversi in loro aiuto deve manifestarsi nel rispetto delle leggi, che provvedono ad assicurare l’ordinato svolgersi della vita sociale sia all’interno di uno Stato che nei confronti di chi vi giunge dall’esterno”. “Non è necessario” ha aggiunto il Papa rivolto ai vescovi “che concretizzi maggiormente il discorso: voi, insieme con i vostri cari sacerdoti, conoscete le concrete e reali situazioni perché vivete con la gente”.
Poi papa Ratzinger si è soffermato sui temi più volte riaffermati. La tutela della vita in tutte le sue forme e la promozione della famiglia. Per Benedetto XVI l’impegno della Chiesa deve esserci “in ogni momento e condizione, dal concepimento e dalla fase embrionale alle situazioni di malattia e di sofferenza e fino alla morte naturale”. Per quanto riguarda la famiglia “deve affermarsi una cultura favorevole, e non ostile, alla famiglia e alla vita”. Ed ancora la povertà, davanti alla quale “non possiamo chiudere gli occhi e trattenere la voce”. Il Pontefice sottolinea, inoltre, l’esigenza che la fede non rimanga chiusa nel privato “in quanto essa può offrire un importante contributo alla soluzione di grandi problemi”.
Il Papa ha chiesto inoltre che lo Stato italiano sostenga le scuole cattoliche: “È legittimo domandarsi se non gioverebbe alla qualità dell’insegnamento lo stimolante confronto tra centri formativi diversi suscitati, nel rispetto dei programmi ministeriali validi per tutti, da forze popolari multiple, preoccupate di interpretare le scelte educative delle singole famiglie. Tutto lascia pensare che un simile confronto non mancherebbe di produrre effetti benefici”. L’Italia vive una grave emergenza educativa che riguarda le giovani generazioni causata dal relativismo pervasivo e aggressivo della cultura contemporanea: “Quando, infatti, in una società e in una cultura segnate da un relativismo pervasivo e non di rado aggressivo, sembrano venir meno le certezze basilari, i valori e le speranze che danno un senso alla vita, si diffonde facilmente, tra i genitori come tra gli insegnanti, la tentazione di rinunciare al proprio compito, e ancor prima il rischio di non comprendere più quale sia il proprio ruolo e la propria missione”.
Di conseguenza, ha detto il Pontefice, “i fanciulli, gli adolescenti e i giovani, pur circondati da molte attenzioni e tenuti forse eccessivamente al riparo dalle prove e dalle difficoltà della vita, si sentono alla fine lasciati soli davanti alle grandi domande che nascono inevitabilmente dentro di loro, come davanti alle attese e alle sfide che sentono incombere sul loro futuro”.