- Tags: clandestini, Cpt, ddl, decreto, immigrazione, libia, Roberto Maroni, satellite, sicurezza, Ue
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“Penso che non si può perseguire qualcuno per la permanenza non regolare nel nostro Paese condannandolo con una pena, ma questa può essere una aggravante se commette un reato”.
Questa è la “personale visione” che Silvio Berlusconi esplicita durante la conferenza stampa dopo l’incontro con il presidente francese Sarkozy, a margine del vertice Fao a Roma sulla sicurezza alimentare. Il premier ritiene insomma che non sia possibile “pensare di perseguire arrivando a condannarlo” chi entra clandestinamente in Italia, ma che “questa situazione della clandestinità possa essere una aggravante nei confronti di chi commette reati”.
Quanto a una presa di posizione dell’Onu sulla politica della sicurezza portata avanti dal governo italiano, il presidente del Consiglio puntualizza: dall’Onu “nessun monito” sul reato di immigrazione clandestina, ma una semplice “dichiarazione, smentita dallo stesso portavoce dell’Onu, circa un giudizio negativo su un qualcosa che deve ancora avvenire”. Comunque, “il Parlamento”, sottolinea il premier, “è sovrano, deciderà secondo coscienza e, io sono sicuro, secondo buon senso”.
Anche il presidente francese Nicolas Sarkozy, nella conferenza stampa congiunta dopo l’incontro bilaterale con il presidente Berlusconi, dice la sua sulla questione immigrati, rilanciando un “patto europeo”: “Non un disegno di legge, ma un patto per una politica dell’immigrazione comune ai paesi europei. Con Schengen abbiamo abolito le frontiere” aggiunge Sarkozy “ma dobbiamo anche riflettere su chi far entrare nei nostri Paesi”.
Nel corso della conferenza stampa si è parlato anche dello stop imposto dal governo tedesco sull’ipotesi di un ingresso dell’Italia nel “5+1″, il gruppo dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu più la Germania, che conduce i negoziati sul nucleare iraniano, “non è una mia preoccupazione”. “Non è una questione che mi pongo alzandomi la mattina”, ha detto Berlusconi aggiungendo che “se c’è da dare una mano la daremo” fermo restando che una esclusione dell’Italia “non è una mia preoccupazione”.
Infine, il nucleare. Il presidente francese ha manifestato la sua disponibilità a collaborare con l’Italia: “Se un giorno l’Italia dovesse tornare sulla scelta del nucleare, saremmo lieti di lavorare insieme”.
La prima reazione alla dichiarazione del premier è quella dell’eurodeputato leghista, Mario Borghezio: “Berlusconi” dice l’esponente del Carrocchio “rischia di deludere i milioni di persone che hanno votato per la nostra coalizione e che devono continuare ad avere piena fiducia nella nostra coerenza”. Sull’argomento è intervenuto anche il Ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli: “La vera pena per gli immigrati clandestini non è il carcere ma rispedirli a casa”.
Al contrario, soddisfatto per la retromarcia del presidente del Consiglio, il segretario del Pd, Walter Veltroni: “Berlusconi, con le sue parole di oggi, cancella il reato di immigrazione clandestina. Dà ragione così a quanto ha detto l’opposizione e alle altre voci critiche che si erano levate e contemporaneamente dà torto a quanti nella sua maggioranza si erano intestarditi in questa formulazione”.
Prima del colloquio con il presidente francese, Silvio Berlusconi aveva visto anche il premier spagnolo José Luis Zapatero. Un faccia a faccia per suggellare la fine della polemica a distanza Madrid-Roma sulla politica immigratoria italiana. E al termine della quale il presidente del Consiglio ha detto che nei rapporti tra i due paesi “non ci sono ombre”.
Il premier spagnolo ha da parte sua assicurato che nessuno del suo governo ha mai parlato di un’Italia “xenofoba”, senza nascondere d’altro lato i propri dubbi “sull’efficacia” dell’inclusione dell’immigrazione clandestina nel codice penale: “magari bastasse una legge” per risolvere una questione così complessa, ha sottolineato Zapatero.
Subito dopo il confronto bilaterale, i due capi di governo hanno letto alla stampa una dichiarazione congiunta, durante la quale, pur senza citare la questione immigratoria, Berlusconi ha sottolineato come con Zapatero ci sia “la comune intenzione di portare in Europa la soluzione di certi problemi, sui quali siamo d’accordo, perché si tratta di temi che toccano i Paesi in egual modo”.
Poco dopo Zapatero ha tenuto una conferenza stampa, centrata proprio sulla spinosa questione del modo con il quale affrontare il tema dei “clandestinos”, e nella quale ha voluto tagliare corto sulle polemiche del passato, puntualizzando nel contempo alcuni aspetti chiave della politica spagnola nel campo immigratorio.
Per esempio, il fatto che la Spagna punta con forza “sulla diplomazia e la cooperazione”, strumenti da utilizzare con i paesi d’origine degli immigranti e che alla Spagna hanno dato soddisfazioni, come dimostrano gli ottimi risultati raggiunti da Madrid sul fronte dei rimpatri degli immigranti.
Il governo socialista di Zapatero si mantiene in altre parole su una linea di “prudenza” sulla reale efficacia di provvedimenti quali il reato dell’immigrazione clandestina, ha precisato il premier che, con un occhio rivolto all’opinione pubblica interna, ha ricordato come il suo primo governo abbia agito in piena sintonia con quanto fatto dall’esecutivo conservatore di Aznar con gli immigranti: “ogni paese ha le sue leggi e non le abbiamo cambiato rispetto a chi ci ha preceduto”.
Subito dopo Zapatero ha sottolineato con forza, come aveva fatto poco prima Berlusconi, quanto sia importante in materie complicate quali l’immigrazione “collaborare in ambito Ue, sia nel caso dell’Italia sia in quello della Spagna”.
- Martedì 3 Giugno 2008
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Commenti
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Il 3 Giugno 2008 alle 22:21 pacato ha scritto:
… mi spiace ma stavolta non sono d’accordo con Berlusconi … Hanno ragione la Lega ed An … quello che dicono Chiesa e Onu può essere legittimato e giustificato dal loro punto di vita … ma governare è altra cosa … e Berlusconi deve soddisfare il desiderio di sicurezza che il Centrodestra ha trasmesso ai propri Elettori … e che per questo gli hanno dato il voto … E il reato di clandestinità che si era promesso nel disegno di Legge … era condiviso dall’85% di tutti gli Italiani … Bisogna fare in modo che questo reato rimanga … e che produca un’espulsione immediata tramite processi per direttissima … Quindi non si andrebbero ad intasare le carceri … ma rappresenterebbe un buon deterrente per il clandestino che conosce già al momento della sua partenza non regolare … quale sarà il duo destino …
Il 24 Giugno 2008 alle 13:19 Decreto sicurezza, ok dal Senato. C’è anche il “blocca-processi” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il punto più contestato dell’intero decreto è quello riguardante la sospensione dei processi. Saranno infatti sospesi per un anno tutti i processi per reati punibili con meno di dieci anni di reclusione che si trovano in uno stato compreso tra la fissazione dell’udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado. Sono esclusi dal rinvio i processi in cui gli imputati sono detenuti, quelli per terrorismo, contro minori, quelli della criminalità organizzata e tutti quelli commessi in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, le cosiddette morti bianche. L’imputato può rinunciare alla sospensione e nel caso la prescrizione resta sospesa. Si amplia anche il numero dei reati per i quali non è concessa la sospensione della pena. Non sarà quindi più possibile sospendere la pena detentiva per atti osceni, violenza sessuale, singola e di gruppo, furto, e tutti i delitti aggravati dalla clandestinità nonché produzione, detenzione e traffico di sostanze stupefacenti. Un altro argomento che ha fatto molto discutere maggioranza e opposizione è l’uso dell’esercito per motivi di ordine pubblico nelle grandi città. Saranno circa tremila gli uomini delle Forze Armate per un periodo di massimo sei mesi e rinnovabile una sola volta che saranno a disposizione dei prefetti delle aree metropolitane o delle zone densamente popolate per servizi di vigilanza, a siti e obiettivi sensibili. Gli uomini delle Forze Armate potranno anche svolgere compiti di perlustrazione e pattugliamento in concorso e congiuntamente alle forze di polizia. Il decreto contempla anche l’ergastolo per chi uccide un agente delle forze dell’ordine in servizio. Il decreto sicurezza contiene inoltre l’aggravante della clandestinità, cioè pene aggravate di un terzo se a compiere il reato è una persona presente illegalmente in Italia. La nuova aggravante di clandestinità viene applicata sia agli immigrati extracomunitari che ai cittadini di Stati membri dell’Unione europea irregolarmente entrati in Italia. Una nuova figura è anche quella della pena del carcere e della confisca dell’immobile per chi affitta immobili a cittadini stranieri irregolari. Si va dal carcere da sei mesi a tre anni e la confisca del bene per chi “al fine di trarre ingiusto profitto” dà alloggio ad uno straniero privo di titolo di soggiorno o cede l’immobile in locazione. Badanti e colf sono escluse da questa figura criminosa. [...]
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