Gli 007 anticamorra, “per presidiare il territorio” a Casal di Principe

Pattuglie di polizia e carabinieri
Un team composto da trenta persone, tra ispettori e agenti veterani della lotta alla criminalità organizzata, guidati da un dirigente, profondo conoscitore del territorio. Eccola la una task force anticamorra; una squadra operativa della Polizia di Stato istituita per contrastare la Camorra a Casal di Principe in risposta alla recente offensiva del clan dei casalesi, con l’uccisione dell’imprenditore e collaboratore di giustiziaMichele Orsi, freddato domenica scorsa in strada.

La squadra lavorerà in uno stabile confiscato al clan dei casalesi, come sede della Sezione distaccata della Squadra Mobile di Caserta. Così il vice capo della polizia, Nicola Cavaliere ha reso immediatamente operativo il piano predisposto dal Capo della Polizia, Antonio Manganelli, per l’istituzione di un nuovo polo investigativo. Cavaliere, in continuo contatto con il Capo della Polizia, ha predisposto già da sabato l’invio di personale altamente qualificato per aumentare il controllo del territorio nel comune di Casal di Principe: “Arriverà a Casale un pool di 007 antimafia selezionati per quel territorio, presidieremo le strade 24 ore su 24″.
Inoltre, con il direttore della Direzione Anticrimine Centrale, Franco Gratteri e con il Direttore del Servizio Centrale Operativo, Gilberto Caldarozzi, il prefetto Cavaliere sta organizzando le attività del gruppo operativo anche sotto l’aspetto logistico.
Manganelli ha parlato anche della “strategia dei Casalesi”, che ha nel mirino pentiti e testimoni di giustizia. “Sono stato tra i cittadini onesti di Casale” ha detto “lì c’è tanta gente che attende il riscatto. Lo Stato sta assediando da tempo i loro sacrari, ora deve andare fino in fondo, con la massima determinazione”.
Ma al Viminale si apre anche un fronte di indagine sulla mancata protezione per Michele Orsi, circostanza che avrebbe facilitato il lavoro dei killer. Il sottosegretario Alfredo Mantovano si è affrettato a precisare: “È vero che manca il decreto per la ricostituzione per la Commissione per i programmi di protezione, ma questo non può aver inciso sulla vicenda perché il prefetto, su richiesta della magistratura può comunque avviare misure urgenti di protezione, anticipando l’ingresso nel programma vero e proprio. In ogni caso accerteremo scrupolosamente se per Orsi era stata avanzata richiesta”.

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