Aveva visto quell’uomo qualche volta fuori da scuola. Una delle sue amiche lo conosceva e i suoi modi gentili l’hanno convinta a fidarsi. Fatima (il nome è di fantasia), una ragazzina di 13 anni di origini marocchine che frequenta la terza media in una scuola del Gratosoglio, alla periferia Sud di Milano, è stata adescata e poi violentata da un italiano di 30 anni. Si è tenuta dentro il terribile segreto, finché la madre non ha capito che qualcosa non andava e l’ha accompagnata a un consultorio. Dove i medici hanno scoperto che come conseguenza della violenza sessuale Fatima era rimasta incinta. La polizia ha arrestato questa mattina l’uomo considerato il responsabile dello stupro. Si tratta di Gaetano Calicchio, è nato a Milano ed è un operaio disoccupato.
Pare che Calicchio avesse l’abitudine di frequentare posti pieni di ragazzine, come scuole, oratori, parrocchie, e che non fosse la prima volta che ne adescava una. Una mattina dello scorso febbraio, approfittando del fatto che nell’istituto di Fatima non c’è lezione per una manifestazione, la convince a seguirlo a casa sua. Le dice che lì non saranno soli, lui vive con la madre e il fratello. Invece nell’appartamento il 30enne è libero di approfittare di lei e la stupra. Fatima cerca invano di liberarsi piangendo e dimenandosi. Tornata a casa, la ragazzina non racconta nulla alla madre, una donna di 42 anni, da 10 in Italia, che lavora come colf (il padre di Fatima lavora all’estero). Ma la donna non fatica a capire che sua figlia sta male e dopo qualche giorno la accompagna in un consultorio.
La famiglia della 13enne è di religione islamica, perfettamente integrata a Milano. “La mamma di Fatima”, spiega Francesco Messina, capo della Squadra mobile, “è una donna di grande coraggio. Ha sostenuto la figlia dal primo momento e l’ha convinta a denunciare l’accaduto, oltre ad aiutarci nelle indagini”. È al consultorio che medici e psicologi riescono lentamente a far aprire Fatima e a convincerla a parlare con la polizia. Agli agenti della sezione che si occupa dei reati sessuali, guidati dal vicequestore aggiunto Alessandra Simone, la piccola racconta di Gaetano e di quello che le ha fatto. E poi affronta la scoperta della gravidanza e l’aborto.
Le indagini partono immediatamente, seguendo alcune segnalazioni. La Squadra mobile, coordinata dal pm Antonio Sangermano, trova altri casi di adescamento simili a quello di Fatima, avvenuti tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008 anche in zone della città lontane dal Gratosoglio. Per due in particolare, ai danni di due ragazzine italiane di 14 e 15 anni, il sospetto è che Calicchio sia coinvolto. Si tratta di un tentato stupro e di uno stupro. Sembra che l’uomo in questi due episodi abbia usato come esca anche l’hashish. L’ordinanza di custodia cautelare, eseguita questa mattina, è stata firmata dal gip Fabrizio D’Arcangelo. L’uomo dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata e spaccio di stupefacenti.
- Giovedì 5 Giugno 2008
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