Muore Dino Risi, il padre della commedia italiana

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Dino Risi è morto nella tarda mattinata di oggi nel suo appartamento nel residence Aldovrandi, nel quartiere romano dei Parioli, dove abitava da anni. Il regista aveva 91 anni, era nato a Milano il 23 dicembre 1916. Nella sua lunga carriera, è stato regista e sceneggiatore e soprattutto uno dei maggiori interpreti della commedia all’italiana insieme a Mario Monicelli, Luigi Comencini, Nanni Loy ed Ettore Scola.

Per capire il cinema di Dino Risi, il suo impasto di popolarismo e rigore, simpatica cialtroneria e moralismo segreto, bisogna rintracciarne le radici nella sua formazione. Secondo di tre fratelli (era nato da una famiglia discreta e benestante, suo padre era il medico del teatro La Scala, sua madre Giulia amava la pittura e le belle lettere), rimase orfano a 12 anni, fu allevato in una girandola di zii e amici di famiglia divisi da passioni politiche contrapposte, tra fascisti e liberali, si laureò in medicina dopo la guerra, tornato a casa dopo due anni in Svizzera.
L’approdo al cinema è fortuito: l’amicizia con Lattuada e Soldati, la formazione a Ginevra con Jacques Feyder. In realtà, come lui stesso ricordava, già nei tardi anni Trenta si era cimentato con la critica, per poi debuttare come assistente di Soldati (Piccolo mondo antico) e Lattuada (Giacomo l’idealista), tra il 1941 e il 1942. Sfuggito alla campagna di Russia per un attacco di epatite (da quella spedizione si salvò invece fortunosamente suo fratello Nelo, anch’egli laureando in medicina), Risi ritrova il cinema, a Milano, dirigendo una fitta serie di documentari e cortometraggi (a partire da Barboni e cortili) prodotti da Gigi Martello tra il 1946 e il 1950. Intanto la sua prima sceneggiatura, Anna, diventa un film di Lattuada prodotto da Carlo Ponti. Così Risi entra da protagonista nel cinema italiano.
Il successo arriva grazie a Pane, amore e… nel 1955, sequel dei fortunati Pane, amore e fantasia e Pane, amore e gelosia, che raccontano le comiche imprese del maresciallo Carotenuto (interpretato in tutte le pellicole da Vittorio De Sica). Arriva poi Poveri ma belli (1956). Lavora con Alberto Sordi, Nino Manfredi e Vittorio Gassman. Con Sordi dirige Il vedovo (1958), satira di costume, mentre dirige Gassman in un film che consacra l’attore genovese, Il mattatore (1959). Sono gli anni ‘60 a salutare l’apice della sua carriera. Arriva Una vita difficile (1961), a fianco di Lea Massari, e Il sorpasso (1962), ancora con Gassman, forse il suo film più famoso.

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