“Un caffè per favore”. “A me, doppio. Grazie”. Il bar è pieno e il barista romano e romanista, oltre a dispensare caffeina in abbondanza - e tutti sanno quanto ce ne sia bisogno dopo la batosta di ieri sera - rilascia anche sapienza. E filosofia del giorno dopo: “Ma come se fa a nun fa giocà De Rossi”. A 12 ore dalla bruciante sconfitta degli azzurri che sono stati spremuti dagli orange nella partita d’esordio di Euro 2008, i bar del Belpaese sono un fiorire di commenti.
Chi sostiene che sia tutta colpa di Donadoni. E chi pensa che in campo ci vadano i giocatori. Chi dice, come d’altra parte scrivono i giornali stamattina, che Gigi Buffon è stato il migliore in campo e chi – come il barista dietro Montecitorio – che abbia dato il via alla disfatta italiana: “Il miglior portiere del mondo non può uscire su un cross e rimettere la palla in mezzo all’area come ha fatto lui”.
Altro tema dibattuto quello del fuori gioco di Van Nistelrooy: Panucci per terra fuori dal campo era da considerare in gioco o no? “A dottò” dice ancora il barista/ct “se volemo vince contro i rumeni Donadoni deve fa giocà De Rossi, Perrotta e pure Aquilani”. Facile pensare che nella Milano nerazzurra il collega del barista romanista possa usare parole simili: “Assurdo far giocare il centrocampo del Milan quando quest’anno non ne hanno azzeccata una”. Parole a cui i rossoneri ribatterebbero subito accanendosi contro Materazzi: d’altra parte la sostituzione di un centrale difensivo è cosa rarissima nel calcio. La si fa solo se si è davvero disperati per il gioco o la forma. Ed effettivamente ieri sera Matrix era proprio a pezzi. “Speriamo che giochi Chiellini” è l’urlo che si leva nei bar di Torino “anche perché Materazzi in coppia con Barzagli era da brividi”.
I 56 milioni di ct italiani hanno tutti una loro soluzione. Ma tutti concordano: difesa e centrocampo avranno bisogno di una rivoluzione. Altrimenti la rivoluzione avverrà contro Donadoni nei bar: tutti vorranno la sua testa. E l’arrivo di un nuovo ct. Per andare a difendere il titolo in Sudafrica. “Perché non ci scordiamo” conclude il barista di Roma “che siamo campioni del mondo”.
Ecco il problema: siamo campioni del mondo. Ma noi giochiamo male quando siamo favoriti. Chi non ricorda Messico 1986, quando arrivammo da campioni del mondo e uscimmo contro la Francia di Michel Platini, dopo aver giocato un calcio bruttissimo? Una sola consolazione. Ora abbiamo le spalle al muro: contro la Romania dobbiamo vincere per forza. Poi c’è la solita “finale” contro la Francia…
- Martedì 10 Giugno 2008
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