La strage degli operai: 1.300 vittime l’anno

Sicurezza in cantiere

Un milione di incidenti l’anno con un lavoratore ucciso in media ogni 7 ore, per un totale che arriva a quota 1.300 morti ogni 12 mesi a causa del lavoro. Con costi altissimi, non solo in termini di vite spezzate: in un anno 45,5 miliardi di euro, circa quattro leggi Finanziarie, il 3,2% del Pil. Le imprese, d’altro canto, investono in interventi di ammodernamento 20 miliardi, di cui 12 per la sicurezza.
Sono questi i numeri della “strage bianca” che nei primi del 2008 non ha visto certo diminuire incidenti e vittime e a cui è stata anche dedicata la festa del lavoro del Primo Maggio. I dati ufficiali dicono che nel 2007 i morti per incidenti sul lavoro sono stati 1.260 a fronte di poco più di 913 mila incidenti: secondo l’Inail, si è avuta una diminuzione rispetto al 2006, sia per gli incidenti (erano stati 928 mila) sia per i morti (due anni fa se ne erano contati 1.361). Ancora troppe, soprattutto se si considera che un’indagine dell’Inca Cgil di Bruxelles consegna all’Italia il triste primato di maglia nera dell’Europa a 15: e lo fa sui dati del 2005, gli ultimi comparabili, quando le morti non raggiungevano ancora le mille unità ma erano, da sole, quasi un quarto del totale di incidenti mortali registrati nell’Unione.
Nonostante i lutti che ancora funestano il mondo del lavoro, tuttavia, la situazione nel lungo periodo è molto migliorata. Negli anni del boom economico, successivi alla fine della seconda guerra mondiale, morire di lavoro era ancora più facile, tanto che oggi le morti bianche sono un terzo rispetto a quelle di 50 anni fa. Nel 1956 - ha infatti ricostruito l’Inail - i morti del lavoro erano 3.900, con il picco degli infortuni mortali che si è avuto nel 1963, quando morirono ben 4.644 persone. Nonostante l’alto numero assoluto di morti, infine, un dato conforta: in Italia le aziende dell’industria e dei servizi che non hanno denunciato nessun infortunio nel corso del 2006 sono il 92,4% del totale di 3.745.224. In altre parole, le aziende dove si è verificato almeno un incidente sono il 7,6% (280 mila) del totale nazionale e appena lo 0,48% (circa 18 mila) quelle che hanno registrato 5 o più infortuni.

Non sappiamo se, come diceva il film di Petri, la classe operaia andrà in Paradiso, è invece purtroppo vero che non passa giorno senza dover piangere qualche incidente mortale sul lavoro.<br />[i](Credits: [url=http://uberg.ods.org/]Gianfranco Uber[/url])[/i]

LEGGI ANCHE: Il dossier sugli infortuni

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