Morti sul lavoro, si muove il governo: subito un piano straordinario

Vigili del fuoco a Mineo

Un piano straordinario che permetta di aumentare i controlli, la formazione e stabilire nuove regole per mettere fine alla tragedia delle morti sul lavoro.
Arrivando all’Auditorium Parco della Musica di Roma per l’assemblea di Confartigianato, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, annuncia misure straordinarie dopo l’ennesima strage ieri nel catanese dove sei operai hanno perso la vita. “Ovviamente” aggiunge il titolare del Welfare “dovremo realizzare un’intesa tra Stato, Regioni e organizzazioni del lavoro per definire azioni concrete che servano a costruire un ambiente sicuro. Le regole da sole” ammonisce Sacconi - non sono sufficienti e devono essere sostenute da una più forte capacità ispettiva”. “C’è una carenza di mezzi e risorse” denuncia inoltre Sacconi “per quanto riguarda la formazione, la prevenzione e l’informazione. Moltissimi infortuni, infatti, sono determinati da errori comportamentali”. Per il ministro, dunque, “occorrono più investimenti pubblici e anche privati a questo scopo, da parte delle imprese e degli organismi bilaterali che sono promossi dalle organizzazioni dei lavoratori e delle imprese come il fondo per la formazione continua”.
Le regole a cui fa riferimento il minsitro sono probabilmente quelle contenute nel decreto legislativo sulla sicurezza, approvato lo scorso primo aprile, dopo un aspro scontro con Confindustria che lamentava come l’impianto della legge fosse “tutto spostato sulle sanzioni e non sulle regole”.
Maurizio Sacconi
I sindacati sono d’accordo sulla formulazione del piano straordinario, chiedono però di non modificare il testo unico (qui il .pdf). “Quello che è accaduto in questa cisterna in provincia di Catania, a Molfetta e nelle stive delle navi sono infortuni che si possono evitare”, ha dichiarato Guglielmo Epifani, parlando della morte dei sei operai a Mineo: “Bisogna pretendere dalle imprese, dalle amministrazioni e dai lavoratori che si rispettino le norme della sicurezza: si deve insistere e pretendere tutte le misure di sicurezza e di prevenzione che sono necessarie”.
Anche Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, chiede che venga colmata la lacuna culturale “della sicurezza, perché è evidente che c’è una scarsità”. Quanto ad un’eventuale revisione al testo unico, Bonanni ha affermato che “non è una sfida tra chi la pensa in un modo e chi in un altro: ci sono morti e a questi morti bisogna dare una risposta, ognuno abbassi la testa”.
E dopo l’ennesima strage di Mineo, lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - che più e più volte nel corso del suo mandato ha puntato l’indice contro la strage degli operai (una triste media di 3 al giorno, che mette all’Italia la maglia nera in Europa in quanto a sicurezza) - ha voluto far sentire la sua voce: “Questa ulteriore strage, quest’altro gravissimo episodio di carenza di tutele e di misure di prevenzione, da parte di soggetti pubblici e privati, ripropone l’imperativo assoluto di interventi e controlli stringenti per la sicurezza sul lavoro e per spezzare la drammatica catena di morti bianche”.

LEGGI ANCHE: La strage degli operai: 1.300 vittime l’anno Il dossier sugli infortuni. Partecipa al FORUM

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Commenti

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Il 12 Giugno 2008 alle 13:59 vincenzoaliascontadino ha scritto:

Vedere seduti al Parlamento alcuni ex Sindacalisti che mai sono disoccupati, leggersi i giornali o assenti tanto non ci avrebbero capito un C**, mi viene un magone: ho lavorato 43 anni per niente, mentre gente come Caruso, D’Elia e Kompagnuzzi vai…chi invece, muore nei cantiere e nele fabbriche per negligenza di un Sindacato che non vuole darsi una deriva Democratica! Quale? Primo l’elezione diretta a livello superiore e non come avviene ora in modo verticistico tranne quella dei RSU, ma anch’essa pilotata! Detto questo mi vien da ridere che molti di questi Sindacalisti a malapena hanno superato un esame anche di alimentari, sì avete capito bene, molti non sanno friggere nemmeno due uova al teganmino, ma sono dappertutto come il KGB che qualcuno illuso pensa che sia morto col Comunismo! Chiedetelo a Scaramella e al bravo Paolo Guzzanti non ai figli/e, altrimenti vi fanno ridere!Concludo e s’impicciano di tutto dall’ALITALIA a Parmalat e finisce tutto a puttane perché il compito di sindacare non lo fanno e ve lo dice uno che l’ha fatto per 24 anni! Vincenzo Alias Il Contadino enzoaliasilcontadino@alice.it Matera

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