Anche per loro lunedì notte sarà la “notte prima dell’ esame”. Loro sono i fratelli minori dei più celebrati “maturandi”, sono i 554.826 adolescenti alle prese con l’esame di terza media. Per loro niente film, canzoni nè tototemi. Ma lo stesso cocktail di giornate di ansia e studio. Sparito l’esame di quinta elementare, quello conclusivo della scuola primaria diventa il primo “grande appuntamento”. Anche perchè da quest’anno si è trasformato in una mini-maturità , con due prove scritte (che sono già iniziate in tutta Italia), un colloquio coi professori, tesina da presentare e, per concludere, la novità assoluta della stagione, una prova nazionale, voluta dall’ex ministro Fioroni.
Vediamo di che si tratta: l’esame è predisposto dall’Invalsi (vedi alcuni esempi qui) è diviso in due sezioni. La prima, che riguarda l’italiano è a sua volta divisa in due parti. Una testerà gli studenti sulla “comprensione della lettura, ovvero testo narrativo seguito da quesiti”, la seconda sarà dedicata alla “riflessione sulla lingua” con una “serie di quesiti su conoscenze grammaticali”. Per la parte riguardante la matematica, verranno “proposti quesiti a scelta multipla e a risposta aperta sulle seguenti aree: numeri, geometria, relazioni e funzioni, misure, dati e previsioni”. Fioroni ha anche deciso che dal 2008 gli alunni saranno tutti ammessi d’ufficio all’esame. è probabile quindi che aumenti il numero dei bocciati, che l’anno scorso furono appena lo 0,3% dei candidati.
La novità della prova uguale per tutti e segreta fino alla mattina del 17 giugno ricorda l’ esame di Stato, per la volontà di istituire un criterio nazionale e non lasciare il campo completamente libero ai giudizi dei docenti, considerati troppo accondiscendenti. Scontate le maledizioni dei ragazzi per la fatica in più, sui forum in internet se ne trovano anche di pittoresche, scritte in linguaggio da cripto-sms e corredate da fila di punti esclamativi: “i prof mi hanno dtt ke qst prova sarà di matematika e italiano….ma n ho kapito molto bn ke è….sò sl ke bisognerà stiduare tntiximo!!!!! k palle!!!”, “Sono stressatissima - si sfoga Marta95 - nn ne posso più spero di prendere un buon voto… ma se nn ce la faccio x colpa della 5° prova c vado io a bussare dalla porta del Sig. Fioroni”, mentre Florianaroma ha la risposta pronta: “ma ki je lo ha chiesto de mette tt ste cose??? certo x lui è facile ormani l’ha finita la scuola… certo k se nn se candidava per ministro dell’istruzione…. k pizzaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!”
Ma ad avere perplessità sono pure alcuni docenti: “è un carico di lavoro eccessivo - dice la professoressa Lorella Camporesi - per ragazzi che non hanno mai fatto un esame. E poi gli studenti stranieri senza vocabolario sono più in difficoltà , nonostante l’impegno.” Ma c’è anche chi invece difende la prova nazionale: “credo che una prova nazionale sia un modo miglore per valutare il merito (dei ragazzi ma anche dei docenti)” scrive Davide Andriolo, genitore di un ragazzo impegnato nell’esame: “se un professore approfitta della flessibilità di programmi per creare eccellenza, pur senza alcun tipo di riconoscimento dei suoi meriti, ce ne saranno almeno altrettanti che ne approfittano per far poco”.
- Venerdì 13 Giugno 2008
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Commenti
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Il 15 Giugno 2008 alle 18:08 Alla Maturità 2008 con il cellulare e dopo aver fumato una canna » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Mentre il conto alla rovescia si fa più pressante, i maturandi non possono non pensare anche a cosa lasceranno alle spalle dopo questi giorni da leoni. Un’indagine di Studenti.it mette a nudo le loro nostalgie. I ricordi più belli dei cinque anni di scuola sono, all’unanimità , le amicizie nate tra i banchi, le gite, i momenti di socialità con i compagni. Il ricordo peggiore, invece, gli errori di valutazione, le preferenze e le piccole ingiustizie quotidiane da parte dei professori, seguite dal primo “3″ al compito in classe e dalle ore passate sui libri mentre fuori splendeva il sole. Ma oltre a tanti amici, qual è l’eredità trasmessa dalle scuole superiori? Per il 24% soprattutto una buona cultura. Il 14% in questi anni ha raggiunto la consapevolezza di non voler proseguire gli studi, mentre un 10% dichiara di aver avuto una formazione a trecentosessanta gradi per affrontare il futuro. A un 17% la scuola non ha lasciato nulla. LEGGI ANCHE: Mini maturità anche per i ragazzi di terza media [...]
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