- Tags: clandestini, immigrazione, Lampedusa, libia, Malta, sbarchi
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Almeno quaranta sono morti e circa cento risultano dispersi. Questo il tragico bollettino dell’ennesimo naufragio degli immigrati. Gente ignota, di origini diverse, con un unico denominatore comune: un futuro più felice nei Paesi dell’Ue, diventato all’improvviso tragico. L’imbarcazione sulla quale viaggiavano, al largo della Libia, secondo fonti di sicurezza egiziane, dovrebbe essere affondata il 7 giugno, poco dopo essere salpata da Zuwarah, vicino al confine con la Tunisia.
A bordo c’erano 150 persone: soltanto uno di loro è stato tratto in salvo. Le autorità libiche sono riuscite finora a recuperare soltanto 21 cadaveri. Secondo un portavoce, il ministero dell’Interno del Cairo è stato informato della tragedia il 13 giugno, perché Tripoli riteneva che a bordo del barcone ci fossero 12 egiziani. Le condizioni dei corpi non hanno reso possibile alcun riconoscimento.
La centrale operativa della capitaneria di porto di Lampedusa è impegnata intanto a coordinare le attività delle motovedette a largo dell’isola per il recupero di barconi carichi di clandestini che continuano ad arrivare. Non è stato ancora riferito il numero esatto di imbarcazioni fermate e il numero dei migranti a bordo. Ieri erano state fermate al largo dell’isola sette imbarcazioni con 404 persone a bordo, tra cui diverse donne incinte.
A Sud di Malta, invece, sempre domenica 15 un natante si è spaccato in due sbattendo contro le gabbie dei tonni: 6 migranti, tra cui alcuni bambini, sono dispersi mentre altri 28 somali sono stati salvati dal peschereccio che trainava le gabbie alle quali si sono aggrappati. Altri 56 clandestini su due barche sono stati recuperati dalla marina maltese. Un mini sbarco si è registrato anche sull’isola di Marettimo, nell’arcipelago delle Egadi: una zona decisamente più a nord di quelle solitamente battute dalle rotte degli immigrati. Un gruppo di sei extracomunitari è stato intercettato a terra da una pattuglia della Guardia di finanza.
E mentre ogni tanto il mare restituisce i corpi la politica continua, litigiosamente, a cercare soluzioni. Da sola l’Italia non può affrontare un fenomeno di questa portata, serve l’impegno dell’Unione europea ed è importante “approvare il patto europeo per l’immigrazione entro la fine dell’anno”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Frattini. Anche perché, di giorno in giorno, di mese in mese, si fa tristemente sempre più lunga la lista dei naufragi avvenuti nel canale di Sicilia durante i viaggi della speranza verso l’Italia. Ecco un riepilogo dei precedenti che hanno provocato più vittime:
25 DIC 1996: nella notte di Natale avviene l’incidente più grave, rimasto a lungo nel mistero. Quasi 300 clandestini muoiono annegati nel mare tra Malta e la Sicilia, dopo lo scontro tra il cargo libanese ‘Friendship’ e la motonave Yohan.
20 GIU 2003: una barca con circa 250 immigrati clandestini naufraga in acque internazionali al largo della Tunisia. Il bilancio ufficiale è di una cinquantina di cadaveri restituiti dal mare, circa 160 dispersi e 41 sopravvissuti.
20 OTT 2003: la guardia costiera soccorre un barcone di immigrati disperso nel canale di Sicilia. Secondo il racconto dei sopravvissuti almeno settanta persone sarebbero morte durante la traversata e gettate in mare.
4 OTT 2004: un’imbarcazione che trasporta in Italia 75 immigrati clandestini, 70 marocchini e cinque tunisini, si inabissa durante la notte davanti alle coste della Tunisia provocando la morte per annegamento di 17 persone. Altri 47 immigrati sono dispersi e 11 vengono salvati dalla guardia costiera tunisina. Il naufragio avviene al largo della città di Chott Meriem, 170 chilometri a sudest di Tunisi, poche ore dopo che l’imbarcazione ha lasciato la costa, diretta in Italia.
19 AGO 2006: un barcone con 120 clandestini a bordo viene soccorso dalla Corvetta “Minerva” della Marina Militare. Gli immigrati si accalcano su una fiancata del barcone che comincia ad ondeggiare fino a rovesciarsi. Dieci cadaveri sono recuperati e 40 persone risultano “disperse”.
12 MAG 2008: un barcone a bordo del quale 66 immigrati clandestini tentano di raggiungere l’Italia va alla deriva per giorni. A bordo, 47 persone muoiono di fame e freddo e sono gettate a mare dai compagni e altri tre sono ritrovate cadaveri nella barca affondata nei pressi di Monastir.
- Lunedì 16 Giugno 2008
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