- Tags: Carlo-Vizzini, decreto, Filippo-Berselli, Pd, pdl, processo, Senato
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La maggioranza accelera sulla norma “blocca processi” e l’opposizione protesta. I relatori del decreto sicurezza Carlo Vizzini e Filippo Berselli hanno presentato due emendamenti al provvedimento all’esame dell’aula del Senato, che potrebbero essere propedeutici a una sospensione delle azioni giudiziarie.
Nel primo si interviene sulla formazione dei ruoli d’udienza, indicando quali sono i procedimenti di particolare urgenza per il tipo di reati che devono avere priorità rispetto agli altri. Nel secondo emendamento si prevede invece la sospensione degli altri processi penali relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002 “che si trovino in uno stato compreso tra la fissazione dell’udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado”.
In buona sostanza, i due emendamenti all’articolo 2 del disegno di legge per la conversione del dl sicurezza in discussione al Senato fissano il limite di 10 anni di pena detentiva e la data del 31/6/2002 come discriminante per la sospensione dei processi in corso. Ciò significa che tutti i processi relativi ai casi in oggetto “vengono sospesi per un anno”, salvo, secondo chi ha letto l’emendamento, che “non sia l’imputato a chiedere al presidente del tribunale che il suo processo non venga sospeso”.
Inoltre, sarà possibile, per i processi sospesi, chiedere il patteggiamento entro tre giorni dalla notifica del provvedimento di sospensione. La sospensione del processo, comunque, non inciderà sulla prescrizione, che verrà maggiorata dell’anno “perso”. Infine, secondo i due emendamenti, se la parte civile risulterà danneggiata, potrà sempre procedere in sede civile. L’intervento riguarderà una modifica all’articolo 132 del codice penale.
Questo farà sì che continuino i processi per i cosiddetti “reati gravi”, che Filippo Berselli elenca: “mafia, terrorismo, stragi, omicidi, morti bianche, traffico di droga, riduzione in schiavitù e altri”, e che invece si fermino quelli per reati “meno gravi”. Il tutto, sempre secondo il presidente della commissione Giustizia del Senato, per risolvere “il problema di una giustizia ingolfata da molti casi in via di prescrizione, dall’obbligatorietà dell’azione penale e dal numero non adeguato di magistrati”, oltre che da un “grande numero di processi per comminare pene che saranno concellate per effetto dell’indulto”.
La norma che recupera il “lodo Maccanico” sarà in un ddl autonomo. Secondo Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo Pdl al Senato, è più corretto parlare di “lodo Maccanico” che di “lodo Schifani”, essendo stata del senatore Maccanico l’idea di una “sospensiva” dei processi per le alte cariche istituzionali. Ma sull’ipotesi è forte polemica. “Basta con le leggi ad personam”, tuona Massimo Donadi, capogruppo dell’Italia dei valori alla Camera. “Siamo di fronte a una situazione kafkiana”, dice la radicale Emma Bonino, vicepresidente del Senato, lamentando lo stato di incertezza intorno agli emendamenti che il governo intende presentare. “È fastidioso constatare che la maggioranza predica bene e razzola male, come nel passato”, commenta capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro sottolineando come sia “la maggioranza a non volere il dialogo”. Più duro di tutto, l’ex ministro Antonio Di Pietro: “Ci dicano subito qual è il processo che si deve fermare. Faremmo prima. Sarebbe più trasparente dire: la legge è uguale per tutti tranne che per il presidente Berlusconi e qualche altro amico”.
Risponde a tutti - via Ansa - il relatore Vizzini, al quale è stato chiesto se di questa norme beneficerà pure il presidente del Consiglio: “Appare evidente che ricorrendone la fattispecie, la norma si applica anche al presidente del Consiglio come a qualunque altro cittadino dello Stato italiano. Ma il problema è un altro, la domanda da porsi è se il provvedimento sia uno di quelli a favore di tutta la collettività e che potrà consentire una risposta dello Stato rapida ed efficace per punire i reati più gravi e recenti che destano enorme allarme sociale”. E siccome, secondo Vizzini, “la risposta è positiva, allora dovremmo non varare il provvedimento solo perché riguarda anche Silvio Berlusconi il quale peraltro si dichiara totalmente estraneo a qualunque addebito. E comunque dal momento che il governo ha annunciato norme per sveltire i processi con queste norme, visto che nel frattempo la prescrizione è sospesa, lo stesso processo a Berlusconi avra’ minori chances di prescriversi di quante non ne ha adesso”.
Il VIDEO servizio:
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Il 18 Giugno 2008 alle 13:03 Passa in Senato la “blocca processi”, il Pd lascia l’Aula » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] L’aula del Senato ha detto sì: con 160 voti a favore, 11 contrari, via all’emendamento al decreto sicurezza che sospende per un anno i processi per i reati non gravi commessi prima del 30 giugno 2002. Il Pd e l’Idv hanno abbandonato l’aula prima del voto, Emma Bonino e il gruppo Udc-Autonomie sono invece rimasti nell’emiciclo e hanno votato contro. A spiegare l’uscita dall’Aula del Pd, è stata la capogruppo dei democratici a Palazzo Madama, Anna Finocchiaro. Il Pd ha criticato la norma perché di fatto creerà “un aggravamento di lavoro in tutti i tribunali italiani” e ha accusato Silvio Berlusconi “di aver perso un’occasione davvero unica: quella di creare in Italia un nuovo bipolarismo”. “Forse Berlusconi riuscirà a evitare questa sentenza, che sarebbe stata peraltro di primo grado” ha sottolineato Finocchiaro “proprio grazie a queste norme che ora state votando, ma ha senz’altro perso una grande occasione di rinnovamento dell’Italia. Stiamo assistendo a un film già visto e non è questa la politica che avremmo voluto vedere”. Appena concluso il suo intervento, tutti i senatori dell’opposizione si sono alzati in piedi per applaudirla, mentre quelli della maggioranza sono rimasti immobili e muti ai loro posti. Diversamente dai suoi colleghi-alleati, Emma Bonino è rimasta in Aula pur contestando la blocca-processi presentata al decreto sicurezza: “Voi state per scrivere una pagina buia” afferma rivolgendosi agli esponenti della maggioranza “ma io non uscirò. Non lascerò i lavori parlamentari. Voglio ricordarmi bene questa foto dell’aula mentre approverete questo emendamento”. I radicali, per anni, ricorda Emma Bonino, si sono battuti “per una giustizia giusta”, senza “aver mai avuto atteggiamenti giustizialisti o forcaioli” ma ora Emma Bonino dice di essere “impressionata” dall’atteggiamento del centrodestra, che “solo ora si accorge” di quanto sia necessario fare riforme per la giustizia. Anche Antonio Di Pietro è presente a palazzo Madama durante le votazioni degli emendamenti al decreto sicurezza: “Sono qui per dare sostegno morale a quell’impegno di civiltà, a questo dovere civile a cui sono chiamati i senatori dell’Italia dei Valori in un momento così delicato per lo stato di diritto”. [...]
Il 18 Giugno 2008 alle 15:43 Passa in Senato la “blocca processi”, il Pd lascia l’Aula | Circolo Luce Del Sud ha scritto:
[...] L’aula del Senato ha detto sì: con 160 voti a favore, 11 contrari, via all’emendamento al decreto sicurezza che sospende per un anno i processi per i reati non gravi commessi prima del 30 giugno 2002. Il Pd e l’Idv hanno abbandonato l’aula prima del voto, Emma Bonino e il gruppo Udc-Autonomie sono invece rimasti nell’emiciclo e hanno votato contro. A spiegare l’uscita dall’Aula del Pd, è stata la capogruppo dei democratici a Palazzo Madama, Anna Finocchiaro. Il Pd ha criticato la norma perché di fatto creerà “un aggravamento di lavoro in tutti i tribunali italiani” e ha accusato Silvio Berlusconi “di aver perso un’occasione davvero unica: quella di creare in Italia un nuovo bipolarismo”. “Forse Berlusconi riuscirà a evitare questa sentenza, che sarebbe stata peraltro di primo grado” ha sottolineato Finocchiaro “proprio grazie a queste norme che ora state votando, ma ha senz’altro perso una grande occasione di rinnovamento dell’Italia. Stiamo assistendo a un film già visto e non è questa la politica che avremmo voluto vedere”. Appena concluso il suo intervento, tutti i senatori dell’opposizione si sono alzati in piedi per applaudirla, mentre quelli della maggioranza sono rimasti immobili e muti ai loro posti. Diversamente dai suoi colleghi-alleati, Emma Bonino è rimasta in Aula pur contestando la blocca-processi presentata al decreto sicurezza: “Voi state per scrivere una pagina buia” afferma rivolgendosi agli esponenti della maggioranza “ma io non uscirò. Non lascerò i lavori parlamentari. Voglio ricordarmi bene questa foto dell’aula mentre approverete questo emendamento”. I radicali, per anni, ricorda Emma Bonino, si sono battuti “per una giustizia giusta”, senza “aver mai avuto atteggiamenti giustizialisti o forcaioli” ma ora Emma Bonino dice di essere “impressionata” dall’atteggiamento del centrodestra, che “solo ora si accorge” di quanto sia necessario fare riforme per la giustizia. Anche Antonio Di Pietro è presente a palazzo Madama durante le votazioni degli emendamenti al decreto sicurezza: “Sono qui per dare sostegno morale a quell’impegno di civiltà, a questo dovere civile a cui sono chiamati i senatori dell’Italia dei Valori in un momento così delicato per lo stato di diritto”. [...]
Il 24 Giugno 2008 alle 13:14 Decreto sicurezza, ok dal Senato. C’è anche il “blocca-processi” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Governo blindato in Senato: sì al decreto sicurezza, incluso l’emendamento della discordia già ribattezzato “blocca-processi”. [...]
Il 27 Giugno 2008 alle 10:54 Csm nella bufera per la fuga di notizie. Berselli: “Mancino si dimetta” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Bocca cucita sulle bozze di parere che il Csm doveva discutere sulla questione della norma “blocca processi” nel decreto sicurezza. Ma ieri pomeriggio, prima ancora della discussione, un’anticipazione del giudizio dell’organo superiore dei giudici era già sulle agenzie. Con opinioni come queste: “La blocca processi è un’ amnistia occulta” e “viola l’articolo 111 della Costituzione”. Mancino si è infuriato con gli altri componenti del Csm, ma non è bastato. La fuga di notizie infatti non è piaciuta alla maggioranza, già ai ferri corti con i magistrati. E così Filippo Berselli, relatore dell’emendamento “blocca processi” e presidente della commissione Giustizia del Senato, chiede le dimissioni di Nicola Mancino da vicepresidente del Csm, di fatto la prima carica dell’organo di autogoverno dei magistrati essendo quella di presidente assegnata dalla Costituzione al Presidente della Repubblica. [...]
Il 27 Giugno 2008 alle 21:55 Legge blocca processi ha scritto:
[...] Legge blocca processi Legge blocca processi La legge bloccaprocessi ha attirato l’attenzione di tutti ed ho deciso di analizzarne una parte spesso omessa. vi riporto solo due stralci "…Ci significa che tutti i processi relativi ai casi in oggetto vengono sospesi per un anno, salvo, secondo chi ha letto lemendamento, che non sia limputato a chiedere al presidente del tribunale che il suo processo non venga sospeso." quindi si sfrutter questo tempo (1 anno) : "Questo far s che continuino i processi per i cosiddetti reati gravi, che Filippo Berselli elenca: mafia, terrorismo, stragi, omicidi, morti bianche, traffico di droga, riduzione in schiavit e altri…" Articolo di panorama: http://blog.panorama.it/italia.....piu-gravi/ Ora non capisco dove sta tutto questo dramma, anzi la vedo una scelta saggia anche se coraggiosa. E’ come una fabbrica che non ha le risorse per soddisfare tutta la domanda e decide, per forza di cose di chiudere le pratiche piu’ delicate, riprendendo la normalit dopo 1 anno. O vogliamo altri boss fuori, omicidi e pluriomicidi in libert per decorrenza dei termini. Quello che per me da valutare e seriamente che ammesso oggettivamente che la legislatura italiana carente, lenta ed inefficiente, bisogner agire in questo senso, altrimenti questo decreto non servir a nulla? Voi che ne pensate? __________________ ATuttoNet e’ il portale del tutto gratis: Download Gratis - Guide e Manuali - tanto altro ancora! Visita il portale e le diverse sezioni del forum! Guida Nuovi Utenti - come usare il forum [...]
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