- Tags: alleanze, An, dialogo, Intesa, Lega, Pd, pdl, riforme, Silvio Berlusconi, Udc, Walter Veltroni
- 8 commenti
di Stefano Brusadelli
Nata sotto il segno del dialogo, anche questa legislatura rischia di finire sotto quello dell’incomunicabilità. Sono passate appena 6 settimane dall’inaugurazione delle nuove camere e già il clima costituente sembra offuscarsi. Dice a Panorama Gaetano Quagliariello, numero due dei senatori del Pdl e delegato di Silvio Berlusconi per le riforme istituzionali: “Nelle aule parlamentari stiamo ascoltando di nuovo, dai banchi dell’opposizione, il linguaggio della delegittimazione nei nostri confronti. Se si va avanti così, la grande occasione di fare insieme le riforme si riduce a materia per convegni di professorini. Che a me, personalmente, non interessano”.
Quagliariello ce l’ha con l’ostruzionismo messo in atto dall’Italia dei Valori a Montecitorio sul decreto Alitalia e con le accuse di collusioni con la camorra rivolte il 5 giugno in aula da un deputato dipietrista all’ex presidente della commissione di Vigilanza Rai, Mario Landolfi.
Ma sul cielo cominciano ad addensarsi anche altre nuvole, ben più consistenti. La proposta berlusconiana di regolamentare le intercettazioni ha rilanciato i sospetti del centrosinistra sull’intenzione del premier di mettere nell’angolo la magistratura usando la politica.
La debolezza di Walter Veltroni rischia di far apparire poco utile un dialogo in questa fase, magari per attendere che in autunno nel Pd la situazione si chiarisca, o in senso favorevole all’ex sindaco di Roma o con la sua giubilazione. E, soprattutto, diventa sempre più ingombrante la presenza di Antonio Di Pietro, premiato da un risultato elettorale lusinghiero (4,4 per cento) e convinto di poter fare anche di meglio interpretando l’Italia “antinciucista” e sparando a zero contro ogni ombra di intesa tra gli schieramenti.
Fatto sta che il dialogo è a forte rischio d’impantanamento. Sul fronte dei regolamenti parlamentari, i tempi si allungano. L’idea di istituzionalizzare il governo ombra si è infranta contro la considerazione che non siamo in Gran Bretagna ma in un regime bicameralista: essendo composto in parte da deputati e in parte da senatori, l’esecutivo veltroniano non potrebbe operare nella sua interezza né a Montecitorio né a Palazzo Madama. E di fronte al piglio decisionista del governo che affronta i grandi problemi a colpi di decreti legge (Ici, Alitalia, sicurezza), annuncia per giugno una supermanovra economica destinata a svuotare di fatto l’importanza delle prossime tre leggi finanziarie (l’unica occasione a disposizione dell’opposizione per battere qualche colpo), e si prepara a entrare nel sancta sanctorum della giustizia (intercettazioni in primis), nel Pd sono tornati a circolare forti dubbi sull’opportunità di offrire alla maggioranza nuovi meccanismi di garanzia per blindare l’iter dei propri provvedimenti.
Sulla legge elettorale nazionale tutto è in alto mare; su quella europea (tema urgente, dato che si vota nella prossima primavera) solo in parte l’accordo è fatto. La soglia di sbarramento sarà quasi certamente al 4 per cento su base nazionale, quanto basta per mandare a Strasburgo Idv, Udc e (forse) Rifondazione, escludere la Destra e i Verdi e dissuadere dall’avventura solitaria le varie schegge (Mpa, radicali, socialisti, neodc) ormai accasati con il Pd o il Pdl.
Anche per le circoscrizioni, oggi solo cinque, c’è un accordo di massima per portarle a 15: una per regione, con accorpamento delle più piccole. Ma non c’è via libera del Pd sull’abolizione delle preferenze, fortemente voluta dal Pdl anche per evitare imbarazzanti conflitti territoriali tra candidati di An e Fi.
Salvatore Vassallo e Stefano Ceccanti, plenipotenziari di Veltroni nella trattativa, le difendono, controproponendo di fissarle a due (oggi sono da una a tre, secondo le circoscrizioni), a condizione però che vadano a un uomo e a una donna. Su questo punto Quagliariello è tassativo: “Con i partiti deboli di oggi la preferenza sarebbe solo uno strumento nelle mani di lobby ricche, spesso persino di natura criminale, per colonizzare la politica”.
Dietro il raffreddamento si intravede anche il dissiparsi di una sorta di equivoco buonista nato dopo il voto. “Berlusconi” dice il numero due del Pd Dario Franceschini “si tolga dalla testa l’idea che volere le riforme significhi da parte nostra la rinuncia a fare opposizione dura”. La stessa lunghezza d’onda del capogruppo alla Camera, Antonello Soro, che pure resta tra i fautori più convinti dell’intesa: “La maggioranza non si illuda, la nostra opposizione sarà durissima, anche se non vogliamo usare l’ostruzionismo. Ma le nuove regole, oggi, servono più a loro che a noi. E non è colpa nostra se il governo ha esordito con un emendamento per salvare Rete4, o modificando la natura degli aiuti all’Alitalia”. Speculare l’atteggiamento del capo dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, anche lui nonostante tutto ottimista: “Forse nel Pd qualcuno scambia il dialogo con la rinuncia ad attuare il nostro programma. Il che è impensabile”.
A rileggerli oggi, non sono poi tanto diversi dagli attuali gli auspici che salutarono nel 1983 la nascita della commissione Bozzi, nel 1992 quella De Mita-Iotti, o nel 1997 la bicamerale dalemiana. Tutti fallimenti. Suona disperatamente virtuoso il monito dell’ex dc, oggi nel Pd, Marco Follini: “Tra il 1946 e il ‘47 la Dc e il Pci continuarono a scrivere insieme la Costituzione persino dopo che nel maggio 1947 De Gasperi mise il Pci fuori dal governo”. Altri tempi?
Il VIDEO servizio:
- Lunedì 16 Giugno 2008
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 16 Giugno 2008 alle 14:40 vincenzoaliascontadino ha scritto:
PD: PADELLARO-BAFFINO-PETRUS T’HAMAS INTA MUNNEZZA
VITA peggiorata, in Palestina da quanto Hamas Governa.
Università vietati alcuni siti a docenti..
Morti ammazzati e spariti: Tribunale del POPOLO FRITTO.
Taxisti senza carburante, nel motore mettono olio fritto.
Aria puzzolente.
Stanno bene i BLACBASS perché devi RESTARE muto come un pesce, altrimenti “ anuranze ” ovvero, le onoranze funebri non esistono, perché spariti!
Bene molto bene omicidi e delinquenza, sfido erano loro ad uccidere!
TRADUTTORE CON MEMORIA RIFORMATTATE!
Baffino affermò che basta essere eletti….
Petrus Schiavettones per il NO al pacchetto sicurezza: ergo meglio i Boys o Hezbollah e t’Hamas per tenere buoni questi Politicanti della pesca d’alture di Bleckbass? enzoaliasilcontadino@alice.it Matera
Il 16 Giugno 2008 alle 16:01 ppx ha scritto:
Veltroni? comandato per 3/4 dal di pietro.
Il 16 Giugno 2008 alle 16:47 linux747 ha scritto:
Signorina Vincenzoalias!
Qui si mena il Kane all’Aja. La parola d’ordine è una sola: mandare in esiglio il Govjerno Fantocccjo della Repubbbljka Sovjetika Nazzzi-kattto-bolschjevjka Itagljana. Viva il libbbero merkato senza regole, viva il kapitalismo, viva l’Amerika viva il REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA affosssatori della nascjente Europpa Sovjetika Occcjdentale.
Il 16 Giugno 2008 alle 16:58 vincenzoaliascontadino ha scritto:
PD:D PIETRO E WELTROMARX-MIX e Kompagnuzzi INCAZZATI? Sfido hanno un “ NODO “ schifato alla gola! Pensate che mi scambia per signorina….Vincenzo Alias Il Contadino enzoaliasilcontadino@alice.it Matera
Il 16 Giugno 2008 alle 17:14 linux747 ha scritto:
Scusate Signora Vincenzoalia non sapevamo ke sjete sposata. Ke significano tali diskorsi kapziosi??? Qua è ora di dare pane al pane e vino al vino.
Il 16 Giugno 2008 alle 17:45 vincenzoaliascontadino ha scritto:
DI PIETRO WELTROMAERX$KOMPAGNUZZI
Dovrebbero provare a vivere in un Paese Americano come a New York, ove mio nonno Michelangelo, ha vissuto 8 anni dopo la quarantena, per capire, studiare la lingua Inglese e imparare un mestiere. Sapere che14000 poliziotti sono morti per difendere i cittadini e la Legge in USA? Ricordate Petrosino, La Guardia e Giuliani e come il mio compaesano figlio di un contadino di Sasso de Castaldo PZ emigrato in America il suo nome è ing. Spaziale, Rocco Petrone Direttore di lancio dell’Apollo Cape Canaveral, Cape Kennedy, ove inviò i primi uomini sulla Luna, poi un’altra full immersion nel Commonwealth, come feci io vostro attuale Contadino terrunciello, si accorgeranno che, non stanno a Cuba, Birmania o Cine e persino in Russia in hotel 5****L, ti sequestrano anche le palle la cosa più seducente, dolce, chiara meglio di una Miss mondo chiamata, DEMOCRAZIA, l’Esercito e l’intercettazioni, servono, non solo in Paesi sotto dittatura Comunista o altre, per fini di solo potere, poiché se, questi “Onorevoli “ pensano a questo SERVE LO SCOPO del DDL sbagliano, perché mentono anche perché, il Comandante in Capo è uno di loro provenienza dalla Sinistra nonché Comunista! La Democrazia è un bene. Non dimentichiamo che gli eroi di Nassiriya furono umiliati da Boys, iscritti alla Sinistra, allora, quand’erano maggioranza a Sgovernare il Paese, e il PPL all’opposizione. Parole rimuginare Conflitti e “ Fa i suoi interessi. Scusate chi ha comprate le azioni del BPL, forse non la famiglia di Casini? Chi ha utilizzato terroristi in Parlamento? Forse è apprezzabile dare dell’Onorevole a chi ha lottato contro la Costituzione e stracciato tutte le Leggi, ucciso e gambizzati innocenti? Onorevole, può essere un disobbediente o un Noglobal che infila nel cranio di un carabiniere una trave ed estintore o danneggiando una città usando metodi non consoni, ad un Onorevole? Interessi di chi? Bene si rileggono questi LINK e riflettano se non hanno ‘nnu cierviedd annebbiate!
http://www.washingtonpost.com/.....d=topnewso
Vincenzo Alias Il Contadino enzoaliasilcontadino@alice.it Matera
Il 16 Giugno 2008 alle 18:01 osservatrice ha scritto:
chiedo alla redazione come mai i miei interventi sono spariti.
Il 17 Giugno 2008 alle 10:07 Norma blocca-processi, Berlusconi scrive a Schifani: tutela per tutti » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] È finito il dialogo. Il dialogo, che addirittura il Santo Padre aveva lodato, è finito lunedì 16 giugno. Ed è finito sulla giustizia. Il leader del Pd, Walter Veltroni, ieri aveva minacciato che se il governo non avesse cambiato rotta su quelle che l’opposizione considera le “leggi ad personam”, la stagione di confronto con il Cavaliere sarebbe terminata. E in serata è arrivata la bomba. A lanciarla, a sorpresa, è stato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Che ieri sera ha reso pubblica una lettera inviata al presidente del Senato Renato Schifani. Una lettera durissima, che rompe gli indugi e replica alle critiche dell’opposizione sul pacchetto sicurezza e alla cosiddetta norma stoppa processi su cui nella giornata di ieri era stato annunciato l’emendamento Berseli/Vizzini dove veniva fissato il limite di 10 anni di pena detentiva e la data del 31/6/2002 come discriminante per la sospensione dei processi in corso. E quindi tutti i processi relativi ai casi in oggetto “vengono sospesi per un anno”, salvo che “non sia l’imputato a chiedere al presidente del tribunale che il suo processo non venga sospeso”. Berlusconi nel testo diffuso da palazzo Chigi spiega che è “indispensabile introdurre anche nel nostro Paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione per la loro durata in carica. Questa norma è già stata riconosciuta come condivisibile in termini di principio anche dalla nostra Corte Costituzionale”. E ancora. Berlusconi ha anche lanciato un nuovo anatema contro la magistratura ‘di estrema sinistra’ rea di aver ‘inventato molti fantasiosi processi’ contro di lui. Come quello milanese ancora in corso, per il quale il premier fa sapere che ricuserà il presidente del Tribunale di Milano Elisabetta Gandus. Non solo. Berlusconi annuncia che porterà gli emendamenti presentati dai relatori al decreto sicurezza in Consiglio dei ministri, perchè tutto il governo li approvi compatto. Insomma Berlusconi ha riaperto la guerra contro le toghe rosse e contro chi lo rimprovera di promuovere leggi ad personam. “Vogliono la mia fine, ma io non lo permetterò” è stata la parola d’ordine con la quale il presidente del Consiglio è tornato in trincea. Da qui la decisione di presentare un emendamento al decreto sicurezza che consente di bloccare i processi meno gravi per un anno. Primo atto per arrivare al vero obiettivo: una legge che ricalchi il cosiddetto lodo Schifani che “congela” i procedimenti per le alte cariche dello Stato per tutto il periodo del loro mandato. “Secondo l’opposizione” continua la lettera di Berlusconi al presidente del Senato “l’emendamento presentato dai due relatori, che è un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività, non dovrebbe essere approvato solo perchè si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto”. E ciò, non ha dubbi Berlusconi, “non ha eguali nel mondo occidentale”. Parla chiaro il capo del governo e dice di essere stato “aggredito” da infiniti processi “che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici” e che la norma “di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato” deve essere portata avanti e difesa ad ogni costo. Ovviamente si scatena la reazione dell’opposizione. In prima fila Antonio Di Pietro. “Berlusconi è allergico alla giustizia” accusa l’ex magistrato che parla di “ennesima furbata”. Critico pure il leader Udc, Pier Ferdinando Casini che si augura il ritiro da parte del governo di tutte le norme incriminate. In queste condizioni, difficile sostenere che il dialogo non sia finito… [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.