Militari in città. La Russa d’accordo con Maroni: decida il Parlamento

Militari al lavoro a Caserta

L’annunciato emendamento al decreto legge sulla sicurezza che prevede l’utilizzo di 2500 militari in pattuglie miste nelle città, non sarà presentato. Sarebbe questa la decisione presa nel corso di un incontro a Milano, tra il ministro dell’Interno, Roberto Maroni e quello della Difesa, Ignazio La Russa. Quest’ultimo infatti intende prima illustrare il provvedimento al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Pur esprimendo l’auspicio che l’emendamento sui soldati da utilizzare nelle città entri a far parte del pacchetto sicurezza, La Russa ha sottolineato la volontà che sia oggetto di un voto del Parlamento. “Questo emendamento non è stato messo ancora nel decreto” ha detto il ministro”perché non vogliamo che entri in vigore nemmeno per un solo minuto senza il voto del Parlamento. Perché diventi legge deve essere dunque votato dal Parlamento”. Il ministro della Difesa ha precisato che la dotazione di questi 2.500 militari sarà messa a disposizione del Viminale che a sua volta potrà affidarla alle città metropolitane o alle aree densamente abitate su richiesta dei prefetti, sottolineando di non vedere “dunque alcun tipo di allarme”.
Nemmeno nei rapporti tra esponenti dell’esecutivo, ha ribadito il ministro della Difesa. Che proprio per dimostrare la piena sintonia tra i ministri in merito al decreto sicurezza ha incontrato oggi in Prefettura a Milano il ministro dell’Interno Roberto Maroni con il quale, alla presenza di giornalisti, fotografi e operatori tv, si è abbracciato: “Non sognatevi mai che in questo governo ci siano situazioni di contrasto come spesso accadeva in quelli precedenti”.
Il ministro della Difesa, conversando con i giornalisti, ha precisato anche che buona parte dei 2.500 militari d’ausilio alle forze dell’ordine nelle città metropolitane, potrebbero essere carabinieri. “Pochi sanno” ha detto “che i carabinieri sono forze armate, ma su 120 mila circa quasi tutti sono impegnati in servizi di ordine pubblico e quindi sono già a disposizione del Viminale: ne restano circa 10 mila che hanno compiti specifici al servizio della Difesa e nessuno vieta che una parte di questi 2.500 uomini, o una buona parte di essi, siano attinti dalle forze dei carabinieri a disposizione della Difesa”.
Dello stesso tono l’opinione del ministro Maroni: “Non ci sarà alcuna militarizzazione delle città: quella dell’esercito è una disponibilità che va accolta perché permette interventi in situazioni a rischio”, ha rassicurato il responsabile del Viminale. “Il contenuto dell’emendamento prevede la possibilità per il ministro dell’Interno di utilizzare fino a 2.500 militari accanto alle Forze dell’Ordine in alcune determinate situazioni. È una decisione che spetta al ministro dell’Interno e quindi non c’è alcuna militarizzazione delle città ma un presidio e un controllo di aree a rischio. È una soluzione buona perché mette tutto nelle mani del Ministero dell’Interno, e quindi non c’è nessuna invasione di competenze da parte delle Forze Armate”.
“Prevediamo di inserire nel Ddl sulla sicurezza” ha poi annunciato Maroni “il reato di induzione all’accattonaggio, che determinerà la perdita di quella che un tempo era definita patria potestà dei genitori che si macchiano di questo reato”. Il responsabile dell’Interno ha spiegato che grazie a questo provvedimento normativo “saranno modificati molti atteggiamenti che avvengono anche nei campi nomadi regolari”. In nome della tutela della sicurezza, ha spiegato ancora Maroni, i controlli sui campi nomadi saranno condotti a 360 gradi. “Interverremo in tutte le realtà” ha precisato “anche nei campi regolari. Nessuna situazione di già autorizzata sarà salvaguardata dal punto di vista del rispetto della legalità e della sicurezza”.

Secondo voi, è giusto che l’esercito pattugli le strade per garantire una maggiore sicurezza dei cittadini?

Commenti

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Il 16 Giugno 2008 alle 18:26 cini ha scritto:

Se uno stanziamento di militari nelle città servisse, per garantire un ristoro dell´ordine e il ritorno di un livello accettabile di sicurezza per i cittadini che desiderano farsi la passeggiata serale, allora ben vengano e qualsiasi critica fatta dall´opposizione venga addebitamente ignorata.
Ignorati anche dovrebbero essere fatti i commenti critici fatti da politici europei o extraeuropei.

Il 19 Giugno 2008 alle 13:04 Militari in città: il Senato dice sì » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] L’aula del Senato ha approvato (con 158 sì e 122 no) l’emendamento del governo al decreto sicurezza nel quale si prevede la possibilità di impiegare unità delle Forze Armate, fino a tre mila militari e per non più di sei mesi, per affrontare situazioni di emergenza sul territorio italiano. Nella proposta di modifica si parla anche di costi: la possibilità di utilizzare militari dell’Esercito costerà alle casse dello Stato 31,2 milioni di euro per il 2008 e 31,2 milioni di euro per il 2009, da prelevare presso i fondi accantonati del ministero dell’Economia, della Giustizia e degli Esteri. [...]

Il 29 Luglio 2008 alle 11:27 Sicurezza, i militari pattuglieranno a piedi le città » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Dal 4 agosto tremila militari presidieranno le città italiane alle prese con i maggiori problemi di sicurezza. L’annuncio è stato dato a Brescia dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, il quale ha siglato con il sindaco Adriano Paroli e con il prefetto Francesco Paolo Tronca il Patto sulla Sicurezza. “Martedì”, ha annunciato Maroni, che in mattinata a Milano aveva incontrato il capo della Polizia, il questore e il Prefetto proprio per studiare il dislocamento dei militari nel capoluogo lombardo, “riunirò il comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza, quindi mi incontrerò con il ministro La Russa per firmare il decreto che destina 3 mila militari nelle città”. [...]

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