di Renzo Rosati e Mario Sechi
I romani ballano sull’orlo di un vulcano. E per Gianni Alemanno, il neosindaco che ha sbaragliato il “modello Roma” di Walter Veltroni e Francesco Rutelli, la festa rischia di essere molto breve. Addio a molti appuntamenti dell’Estate romana, addio quasi certo alla notte bianca. Per ora.
All’origine di tutto c’è l’enorme debito ereditato dalla giunta Veltroni (che nel 2001 lo aveva trovato in gran parte nei bilanci di Rutelli): oltre 7 miliardi di euro, che potrebbero aumentare a 9-10. A quel punto la capitale rischierebbe il default, il fallimento. E scatterebbe il commissariamento: spese ridotte all’osso; investimenti come la metropolitana a rischio; addizionale comunale al massimo di legge: dallo 0,5 attuale allo 0,8 per cento. Un salasso per i cittadini, che nel 2007 si sono visti aumentare il balzello e che già pagano l’1,4 di addizionale regionale a causa del debito sanitario. E, per il centrodestra, la vittoria del 13 aprile si trasformerebbe in un mezzo incubo.
Conto alla rovescia
Proprio per questo è scattato un affannoso conto alla rovescia tra Campidoglio, ministero dell’Economia e Palazzo Chigi. A fine maggio i tecnici della ragioneria comunale (il titolare precedente, Francesco Lopomo, è andato in pensione a marzo) hanno fatto le pulci al documento di programmazione finanziaria approvato a fine 2007 dalla giunta Veltroni e ad altri possibili scoperti. E hanno accertato che ai 7,032 miliardi contabilizzati da Veltroni e dal suo assessore Marco Causi ne andavano aggiunti altri 2 o 3: 1 derivante dai bilanci sempre oscuri di Ama e Trambus, le aziende della nettezza urbana e trasporti; 1,8 miliardi di mancati accantonamenti per contenziosi giudiziari; e debiti con enti e istituzioni, tra i quali 170 milioni della Cassa depositi e prestiti legati alla ristrutturazione, mai avvenuta, dell’Atac (autobus, altro buco nero da 13 mila dipendenti).
Il 29 maggio la ragioneria capitolina ha girato il dossier alla Ragioneria dello Stato guidata da Mario Canzio. E, con un secco documento di quattro pagine, ha imposto ai dirigenti comunali, al sindaco, agli assessori e ai presidenti dei 20 municipi romani il “blocco di tutte le spese salvo quelle che non generino ulteriore danno all’amministrazione”. Atto così tradotto da Alemanno: “Dobbiamo limitarci allo stretto necessario ai bisogni dei cittadini”.
Dopodiché il sindaco si è messo a fare la spola tra l’ufficio di Giulio Tremonti e Palazzo Chigi. Tre incontri con il ministro per scongiurare il commissariamento (che per legge compete al titolare dell’Interno, il leghista Roberto Maroni) e chiedere al governo di anticipare dei soldi. La coperta di Tremonti è tradizionalmente corta. Tuttavia, anche il ministro non pare avere interesse al default: porterebbe inevitabili polemiche sull’azzeramento dell’Ici (per la capitale vale 380 milioni), sul blocco delle addizionali e in generale sul federalismo fiscale, cavallo di battaglia suo e della Lega. Ma i tempi sono strettissimi, il conto alla rovescia è al termine: “Giovedì 19 giugno saprete tutto” promette Alemanno.
Vent’anni di debiti
Alle accuse di finanza allegra Veltroni ha sempre replicato in due modi: quando è diventato sindaco, nel 2001, ha ereditato un buco già di 6 miliardi; e poi i trasferimenti dallo Stato a Roma sono inferiori a quelli delle altre metropoli. Nel periodo 2001-2006, 276 euro pro capite, contro i 304 per Milano, i 387 per Palermo, i 553 per Napoli. Ma se questo argomento ha un fondamento, l’altro chiama in causa Francesco Rutelli, sindaco dal 1993 al 2001 e candidato del Pd nel 2008. L’ex leader della Margherita si difende a sua volta tirando in ballo la Prima repubblica. Argomento però non sufficiente a giustificare debiti che dal 1995 a oggi hanno sempre oscillato intorno ai 6 miliardi, fino al record del 2007.
Osserva l’economista Gianfranco Polillo, ex capo del dipartimento economico di Palazzo Chigi: “Non basta più ricordare lo status di capitale d’Italia. Come reagiranno i milanesi visto che il debito di Roma vale il 60 per cento di quello di tutti i comuni capoluogo?”.
Il giallo degli interessi
La lente è puntata sulla struttura degli interessi messa in piedi dal Campidoglio. Si legge a pagina 116 del dpf veltroniano: “La percentuale del debito coperta tramite derivati è attualmente del 21 per cento, un volume di swap pari a 1,35 miliardi”. In termini semplici: il Campidoglio si è indebitato negli strumenti a maggior rischio, tanto più in piena crisi dei mutui subprime.
La relazione afferma di aver conseguito risparmi per 205 milioni. Ma solo sulla carta, perché (tabella qui a fianco) la composizione del debito così rinegoziata è per il 41 per cento a tasso fisso “trasformabile in variabile” e per il 16,7 per cento a tasso variabile “trasformabile in fisso”. Insomma, il Campidoglio avrebbe scommesso su una riduzione dei tassi quando accadeva esattamente il contrario. Osserva Polillo: “Il risultato è un carico d’interessi di 500 milioni l’anno che raggiungerà i 900 entro il 2017″.
La partita politica
Alemanno ha il migliore alleato a Palazzo Chigi in Gianni Letta. Il sottosegretario di Silvio Berlusconi ha da sempre un occhio di riguardo istituzionale per Roma: fu lui, anni fa, a sbloccare i finanziamenti per la metropolitana e a benedire l’Auditorium (oggi un’impresa attiva). Ed è sempre lui, ora, a tenere aperto il canale con Walter Veltroni. Proprio Letta ha suggerito a Berlusconi la soluzione tampone: imporre alla Regione Lazio, retta dal pd Piero Marrazzo, di iniziare a restituire al Campidoglio un debito da ben 1,7 miliardi. Pena un altro commissariamento a causa del deficit sanitario.
La lettera firmata Berlusconi è partita il 6 giugno: dà a Marrazzo 30 giorni di tempo, chiede di iniziare a mettere ordine nei conti. Marrazzo non ci ha pensato due volte: a costo di una resa dei conti nel Pd ha licenziato il suo assessore alla Sanità, Augusto Battaglia. Tra fondi della regione e un possibile anticipo della futura iva “federale” concesso dal Tesoro (si parla dello 0,8 per cento) il Campidoglio si potrebbe salvare. Dopodiché si tratterà di convincere le agenzie di rating, cioè il mercato: nel 2007 la Fitch aveva corretto l’outlook sul debito capitolino da “stabile” a “negativo”, mentre la Standard & Poor’s minaccia il declassamento da A+ ad A. E poi agire con mano ferma sulle controllate: Ama, Acea, Trambus, Atac.
Questione ben nota a imprenditori come Andrea Mondello, presidente della Camera di commercio. In un rapporto del gennaio 2008 osserva: “Sia per le local utility sia per le infrastrutture partecipate dagli enti locali restano sotto il profilo dell’efficienza e della produttività forti divari tra Centro-Nord e Centro-Sud”.
Meno diplomatico Salvatore Rebecchini, ex presidente della Cassa depositi e prestiti: “Abbiamo comuni con grandi patrimoni immobiliari gestiti a condizioni non di mercato, e nello stesso tempo forti indebitamenti. Gli stessi comuni si trovano ad avere partecipazioni in società quotate, come l’Acea a Roma. Un paradosso sul lato dell’attivo e del passivo: troppi debiti e scarsissima redditività”.
Comunque vada, per Alemanno la strada è segnata: a Roma poco effimero, molto lavoro e nulla da scialare.
- Martedì 17 Giugno 2008

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Commenti
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Il 17 Giugno 2008 alle 17:59 Corrado Buccieri ha scritto:
A questo punto va da chiedersi…e se Veltroni andava
a palazzo Chigi con vice Rutelli….che brutta fine
per l’Italia…….il tutto serve sempre più a convincerci che l’ultima vittoria del PDL è stata molto
utile al paese.
Forse per Veltroni sta maturando l’ora di uscire anche dal PD.
Il 17 Giugno 2008 alle 18:10 vincenzo.m. ha scritto:
ECCO I RESPONSABILI.
Se anche dovesse fallire avremmo comunque una certezza: nessun dirigente si dimetterebbe, al contrario, additerebbero all’opinione pubblica quattro dipendenti di bassissimo livello quali reali responsabili del dissesto.
I dirigenti di ieri e di oggi, con incommensurabile dolore, si assumerebbero la “responsabilità” di denunciare la scarsissima produttività dei dipendenti che, guarda caso, proprio in questi giorni occupano le pagine delle cronache dedicate ai “fannulloni”.
Il 18 Giugno 2008 alle 13:33 Il Comune di Roma commissariato? « False Percezioni 2.0 ha scritto:
[...] (via Panorama.it) [...]
Il 20 Giugno 2008 alle 15:58 Veltroni esce “dall’ombra” e promette al Cavaliere un autunno caldo » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Nel pomeriggio, chiamato in causa dal segretario democratico, il premier ha replicato così: “Veltroni si preoccupi delle notizie terrificanti sui conti di Roma che vanno sotto la sua responsabilità. Su questo chiederemo a un istituto internazionale una completa due diligence. Se sono confermate le notizie si tratterà di una bancarotta e gli amministratori di Roma saranno dei falliti che non potranno continuare a governare”. Arriva da Bruxelles la risposta del premier Silvio Berlusconi agli attacchi dell’ex sindaco della capitale. E continua l’affondo: “Veramente non c’è mai stata una luna di miele in parlamento con l’opposizione. Ci sono state anzi forme di contrasto dure e direi anche eccessive”. Addio al fair play? [...]
Il 22 Giugno 2008 alle 13:00 cini ha scritto:
Adesso il Veltroni ha dichiarato una politica di feroce opposizione, come vendetta per la dovuta esposizione pubblica dell´incredibile buco nero lasciato a Roma dopo 15 anni di amministrazione di sinistra. Secondo il PD, Berlusconi ed Alemanno avrebbero dovuto trattare il caso con confidenzialità e appropriarsene della responsabilità. Mr. Veltroni non si rende conto che ogni tentativo di opposizione ostruzionistica sarà vana, vista la grande maggioranza in entrambe le camere di cui il Governo può vantare. Tra l´altro tali minacce possono soltanto contribuire ad una graduale perdita di quella poca cauta fiducia che una manciata di cittadini gli aveva inizialmente accordato. Una maturità politica anche da parte dell´opposizione è oggi più che mai desiderabile per una modernizzazione del Paese, purtroppo mancano ancor oggi segnali di una maturità politica da parte di prominenti leader dell´opposizione. Fino ad allora il Governo deve continuare dritto lungo il percorso intrapreso.
Il 25 Giugno 2008 alle 10:31 I buchi (di bilancio) di Roma. Alemanno accusa Rutelli e Veltroni » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Adesso si sanno le cifre esatte. E non sono affatto confortanti. Come Panorama ha anticipato qualche giorno fa, Roma “balla su un orlo di un vulcano”. Un debito enorme, accumulato dalle precedenti amministrazioni di centrosinistra, che nei prossimi mesi costringerà il neosindaco Gianni Alemanno a seguire una linea rigidissima in tema di spese e iniziative. Bando a “Notti bianche” e coreografie, spazio a sicurezza ed austerity. Ecco il diktat del primo cittadino, che ieri ha reso nota la relazione della Ragioneria generale dello Stato sul bilancio capitolino 2003-2008. [...]
Il 25 Giugno 2008 alle 10:57 Veltroni contrattacca: “Il buco di Roma? Una bufala: è inferiore a quello di Milano” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] “Cancella il debito”. La canzone-slogan pro-Africa di Jovanotti e Bono viene bene anche cantata dal loro fan Walter Veltroni: “Il debito di otto miliardi del comune di Roma? Una bufala gigantesca e mediatica”. Durante una conferenza stampa il leader Pd ed ex sindaco della capitale ribatte alle accuse lanciategli da Berlusconi e Alemanno: “Il neosindaco di Roma” dice Veltroni “ha subito una campagna decisa dal presidente del Consiglio per attaccare il capo dell’opposizione”. Al leader Pd non è certo andato giù quell’epiteto, “fallito”, rivoltogli da Berlusconi: “Lui è l’ultimo” dice “a poter parlare, visto che il suo governo ha lasciato 30 miliardi di debito”. Veltroni spiega, mostra tabelle e cifre “il buco è di 6,8 miliardi come certificato dalla Ragioneria generale di Stato, non ci sono dati occulti”. [...]
Il 19 Luglio 2008 alle 11:39 Le verità nascoste di Veltroni in un sondaggio che condannava Rutelli » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Ma a Rutelli il sondaggio era stata consegnato? “No, non ne sapevamo niente”, giurano i suoi fedelissimi che, sospettosi, attendono “la pubblicazione della rilevazione per capire meglio la faccenda”. Né conoscevano la ricerca i prodiani. Gente che però non si stupisce. Basta guardare le date, suggeriscono, “per capire che Veltroni è fuggito da Roma per salvarsi dal disastro mediatico”. Dissesto finanziario compreso. Il risultato è il tutti contro Veltroni: prodiani, rutelliani e dalemiani, ché intorno a Massimo sono anni che si cristallizzano i nemici di Walter. L’ultima rissa è andata in onda il 14 luglio, al seminario di Italianieuropei sulla legge elettorale. Un pretesto per contarsi in vista di un congresso sempre più certo. Ma, visto il quadro, a essere incerta è la sopravvivenza del Partito democratico: non serve l’Ipsos per certificarlo. [...]
Il 19 Luglio 2008 alle 17:38 luanmagi ha scritto:
e po dicono roma ladrona, povera urbe non è lei ma isuoi rpimi cittadini, e anche i secondi ed i terzi…..
Il 24 Luglio 2008 alle 16:11 Manovra: ecco le misure tra Robin tax e tagli alla spesa » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Dalla Robin Tax ai tagli a scuola e sicurezza, dal piano casa agli interventi per Roma: sono molte le novità introdotte dal decreto legge che anticipa la finanziaria e che è stato approvato dalla Camera. Il pacchetto vale circa 13 miliardi di euro, più di un terzo del valore del Piano triennale di finanza pubblica che è pari a 35 miliardi. Ecco alcune delle principali novità. Robin Tax. Per le società energetiche viene innalzata dal 27,5% al 33% l’aliquota Ires. Per banche e assicurazioni il maggior prelievo sarà ottenuto con un allargamento della base imponibile. Social card. Per i meno abbienti 400 euro in buoni sconti sui prodotti alimentari e sulle bollette: la misura riguarda 1,2 milioni di cittadini, ma bisognerà avere la cittadinanza italiana. Ad alimentare il fondo saranno i conti bancari dormienti. Contratti statali. Secondo le stime iniziali del governo le risorse a disposizioni per questo capitolo sono 2.240 milioni. I soldi arrivano dal Fondo per interventi strutturali di politica economica, che pero è più corposo e finanzia diverse voci. L’Esecutivo assicura che nonostante gli spostamenti effettuati su questo ‘gruzzolo’ (con tagli di 400 milioni per finanziare altre misure) per gli statali non c’è alcuna sforbiciata. Nuovi tagli ai ministeri. Otto miliardi di ‘risparmi’ nel 2008, ai quali si aggiunge in extremis un nuovo pacchetto di tagli di 300 milioni con cui si finanzia lo stop ai ticket. I tagli alla spesa della P.A sono del 30%; le Autorità indipendenti sono escluse. Stretta anche sulle consulenze (-30% rispetto al 2004). I tagli più criticati riguardano la scuola, con una sforbiciata di 87.000 docenti, e la Sanità, con proteste dei governatori, a partire da Formigoni. Via ticket per tre anni. Stop ai ticket sulla diagnostica anche nel 2009. Costo 834 milioni: il governo ne metterà la metà ma lo stanziamento diventa triennale. L’altrà metà è a carico delle Regioni. Freno a falsi esenti sanità. Più rigore sulle richieste di esenzione dai ticket: via libera a controlli incrociati e, se l’autodichiarazione risulterà falsa, le Usl recupereranno le somme non pagate. Taglio ai posti letto negli ospedali e del 20% sugli stipendi dei dirigenti sanitari. Roma capitale. Ok ai 500 milioni di euro per il 2008 per superare il deficit di liquidità del comune. Alemanno è il nuovo commissario straordinario del governo. Impronte digitali. Impronte digitali per tutti dal primo gennaio 2010. Saranno sulla carta d’identità. Sicurezza. I tagli alle forze dell’ordine, che hanno suscitato le proteste degli operatori (3,2 Miliardi), sono in parte compensati con 300 milioni ai quali verranno aggiunte le risorse che arrivano dai beni confiscati alla mafia (valutato in circa 1 miliardo). Università. Le università pubbliche (statali e non) potranno trasformarsi in fondazioni di diritto privato. Casa, fondo giovani coppie. Viene istituito un “fondo speciale di garanzia” per l’acquisto della prima casa da parte di single con figli piccoli. Aiuti anche agli studenti fuori sede e gli immigrati regolari a basso reddito residenti da almeno 10 anni nel territorio nazionale. Limitazioni uso contante. Si torna indietro: si eleva da 5mila a 12500 euro la soglia massima per l’uso di contante. Stop al bollo di 1,50 euro per gli assegni non trasferibili. 5XMille anche a sport; arriva tax cinema. Sì al 5xmille per le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni. Ok al credito d’imposta per investimenti nella “filiera del cinema”. Class action. Proroga di sei mesi (quindi al 1/0 gennaio 2009) dell’entrata in vigore dell’azione collettiva risarcitoria introdotta dalla finanziaria 2008. Giustizia civile, notifica via web. Nell’ambito del processo civile le notificazioni devono essere effettuate esclusivamente per via telematica. Stretta turn over p.a. Avanzamenti di carriera ‘congelati’ per un anno. La manovra prevede anche una riduzione del turn-over. Assunzioni, tornano i paletti. Obbligo per le imprese di comunicare l’assunzione il giorno prima dell’inizio del lavoro. Servizi pubblici locali. Arriva la tanto attesa riforma, che introduce il sistema delle gare. Ma su richiesta della Lega la gara potrà essere evitata se la società è pubblica oppure mista e partecipata dall’ente locale. Patto stabilità interno. Sanzioni per chi sfora e meccanismi premiali per gli enti ‘virtuosi’. Stretta sull’uso dei derivati da parte degli enti locali e stop ai prestiti senza rimborso contestuale di interessi e capitale. Pesante il giro di vite su Regioni e Enti locali: le Autonomie dovranno rinunciare a 3 miliardi quest’anno, oltre cinque nel 2009 e nove nel 2010. Sindaci virtuosi e comunità montane. La sforbiciata colpirà solo i sindaci dei comuni con i conti in rosso, e saràperò del 30%. Taglio invece di 30 milioni all’anno per le comunità montane, ma a pagare di più saranno quelle in ‘pianura’. Taglia-leggi, taglia-enti e taglia carta. Saltano 3.500 leggi “inutili”; stop agli enti pubblici non economici con meno di 50 dipendenti. Dal 2009 la Gazzetta Ufficiale sarà on-line. Fas va a Mzzogiorno, nasce la banca sud. Il fondo per le aree sotto utilizzate, guarda soprattutto al Sud: gli stanziamenti del quadro strategico nazionale dovranno essere indirizzati per l’85% al Mezzogiorno. Nasce la Banca per il Sud. [...]
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