È iniziata in Senato, e terminerà martedì con il voto finale, la discussione sul decreto sicurezza. E visto che il clima è ormai diventato di scontro, tra gli schieramenti politici non poteva che esserci una seduta molto accesa.
Tra gli emendamenti approdati a palazzo Madama anche i due ribattezzati dall’opposizione “salva-premier”, di fronte ai quali è subito iniziato l’ostruzionismo da parte dell’Idv e del Pd. Ad accendere la miccia la lettura fatta ad inizio seduta dal presidente di Palazzo Madama, Renato Schifani, della lettera inviatagli ieri dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
E quando Schifani è giunto ai passaggi dove il premier parlava di “aggressione della magistratura di estrema sinistra”, dai banchi dell’opposizione si sono levate forti proteste verbali. Udc, Idv e Pd sono stati uniti nel chiedere il ritiro degli emendamenti. Così come ha chiesto il Pd: “Berlusconi faccia un passo indietro altrimenti il Pd farà un’opposizione durissima”, ha detto Antonello Soro, capogruppo del Partito democratico alla Camera, che poi ha aggiunto: “L’idea di attacchi dei magistrati al premier è campata in aria”.
Dura la reazione del leader dell’Idv, Antonio Di Pietro che, oltre a parlare di “strategia criminale da parte di Berlusconi”, aggiunge: “Non si devono sospendere i processi di un premier in carica se questi processi preesistevano alla sua elezione e quindi la sua elezione è né più e né meno una condizione per non essere più processato. D’ora in poi se dovesse valere questo principio, a Provenzano dovrebbe convenire candidarsi piuttosto che fare il latitante”. Dal palco del seminario di Italianieuropei, organizzato da Massimo D’Alema, l’ex ministro degli Esteri ha parlato di “turbamento creato da Berlusconi”, quindi è intervenuto anche il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, che ha giudicato “dissennata la scelta del governo di inserire l’emendamento cosiddetto ‘salva premier’ nel provvedimento sulla sicurezza: “Mi auguro che il governo rifletta – ha aggiunto il leader centrista - non vada avanti con le forzature e ritiri l’emendamento. Detto questo, però iniziative dissennate non debbono attenuare il dialogo necessario sulle riforme”.
Le repliche della maggioranza sono arrivate per bocca del capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto: “Sembrava che la sinistra avesse archiviato la stagione dell’uso politico della giustizia. Invece c’è una ripresa dell’iniziativa giudiziaria contro Berlusconi che richiede un intervento. Il dialogo con Veltroni? – si chiede Cicchitto - Dipende da lui se saprà fare quel salto di qualità politica che è abbandonare l’uso improprio della giustizia”. Poi il capogruppo azzurro rispondendo sul rischio della rottura del dialogo ha aggiunto: “Veltroni ha di fronte un bivio: se fare un salto di qualità politica e buttare le armi improprie della giustizia o continuare a usarle. Allora noi non possiamo fare altro che lavorare per disinnescarle con uno strumento legislativo”.
Anche il portavoce di Forza Italia, Daniele Capezzone attacca l’atteggiamento dell’opposizione: “Veltroni rischia di divenire un prigioniero politico dei reduci di Mani Pulite e Pierferdinando Casini può puntare a fare il vice di Di Pietro all’Italia dei Valori”.
Molto critica anche l’Associazione Nazionale Magistrati che per domani annuncia una conferenza stampa nella quale risponderà al Cavaliere: “In uno Stato democratico – scrivono in una nota il presidente e il segretario dell’Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara e Giuseppe Cascini - ogni imputato può difendersi con tutti gli strumenti del diritto e con la critica pubblica, ma chi governa il paese non può denigrare e delegittimare i giudici e l’istituzione giudiziaria quando è in discussione la sua posizione personale”. Per l’Anm “Berlusconi ha rivolto accuse gravissime nei confronti del presidente del collegio giudicante e del pubblico ministero del processo che lo vede imputato a Milano di corruzione in atti giudiziari”.
Il VIDEO servizio:
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Commenti
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Il 18 Giugno 2008 alle 1:52 vincenzoaliascontadino ha scritto:
SCHIAVETTONES DIFFICILE AVVIARSI L’ORLOGIO SFIDO È SOVIETICO!
In sordoni non concedere più la fiducia a Silvio Berlusconi, poiché monellaccio!
Ebbene sì, finalmente un Politico che le P** e non un quaquaraquà a dire signorsì all’ex PCI con ancora l’orologio a corda dell’Urss e non digitale! Subordinato e caparbi che, pensano di potere cavalcare la tigre con l’aiuto der Schiavettones e l’ANM, Politicizzato ancor più del tempo di Violante pensano costoro di scavalcare il Parlamento?
Io ho sentito, letto e mi sono documentato non v’è nulla da capire se non il loro fallimento di avere avuto in mano, 60 di Politica ed hanno fallito: solo per avere avuto fette di Mortadella davanti agli occhi a scapito della Giustizia! Vincenzo Alias Il Contadino enzoaliasilcontadino@alice.it Matera
Il 18 Giugno 2008 alle 9:39 bepiro ha scritto:
Provenzano for President?
Il noto animale livoroso è intervenuto sulla vicenda degli emendamenti cosiddetti salva premier ed in particolare sul lodo Schifani, affermando più o meno questo:
“Non si devono sospendere i processi di un premier in carica se questi processi preesistevano alla sua elezione e quindi la sua elezione è né più e né meno una condizione per non essere più processato. D’ora in poi se dovesse valere questo principio, a Provenzano dovrebbe convenire candidarsi piuttosto che fare il latitante”
Ecco il punto: se Provenzano si candidasse a Presidente del Consiglio, e con libere elezioni il popolo sovrano, ben conscio dei di lui crimini, lo volesse comunque a guidare il Paese… Provenzano avrebbe il diritto e il dovere di governare il Paese e di essere salvaguardato da azioni giudiziarie per tutta la durata del mandato.
Perché il popolo sovrano è l’autorità più grande, importante e decisiva che ci possa essere in qualsiasi nazione.
Il popolo sovrano è, in una sola parola, il PADRONE.
E qualsiasi atto contrario alla volontà del padrone non è consentito, mai e da nessuna parte al mondo.
http://bepiro.myblog.it
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