Processo Mills, Berlusconi ricusa il giudice. E l’Anm insorge

Processo Mills

Come annunciato ieri in una lettera al presidente del Senato, Silvio Berlusconi ha depositato nella cancelleria della quinta sezione della Corte d’appello di Milano l’istanza di ricusazione del presidente della decima sezione del Tribunale, Nicoletta Gandus. Il premier è imputato per corruzione in atti giudiziari nel processo, appunto davanti al collegio presieduto dal giudice Gandus, con il legale inglese David Mills. L’istanza di ricusazione è basata su alcune prese di posizione del giudice su alcuni siti Internet contro leggi varate dal precedente governo guidato da Berlusconi. La prossima udienza del processo Mills è prevista per venerdì.

Secondo l’istanza, da parte del presidente della decima sezione del Tribunale di Milano sarebbero state fatte “reiterate manifestazioni di pensiero che appalesano una inimicizia grave nei confronti dell’imputato Berlusconi”. Già nella lettera a Schifani, Berlusconi aveva scritto: “Ho preso visione della situazione processuale e ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria”. Per il presidente del Consiglio, in particolare, il giudice Gandus avrebbe “assunto posizioni pubbliche di netto e violento contrasto” contro il suo precedente governo.

Il procuratore della Repubblica di Milano, Manlio Minale, ha risposto con una nota, in cui spiega di dover “con forza respingere le illazioni” dopo aver letto “così come riportato sulla stampa” il testo della lettera di Silvio Berlusconi. Il capo della Procura aggiunge che “il procedimento per corruzione in atti giudiziari pendente dinanzi al Tribunale di Milano nei confronti dell’attuale presidente del Consiglio e dell’avvocato Mills, al quale evidentemente si fa riferimento nella lettera sopra ricordata, è stato iscritto a seguito di precise dichiarazioni rese dallo stesso avvocato Mills in data 18 luglio 2004, alla presenza del difensore nel corso di un interrogatorio quale persona indagata in altro procedimento. Le indagini sono state condotte nel più assoluto rispetto delle garanzie della difesa e nell’esclusiva ottica dell’accertamento della verità. All’esito delle indagini preliminari è stata esercitata l’azione penale e gli atti, superato positivamente il vaglio dell’udienza preliminare, sono pervenuti al Tribunale. All’esito di un dibattimento iniziato in data 13 marzo 2007 e prossimo alla conclusione”, conclude la nota, “il tribunale deciderà in ordine alla fondazione o meno delle accuse”.

I legali di Silvio Berlusconi, nel ricusare il giudice Gandus, sottolineano inoltre come la stessa Gandus, unitamente a uno dei due pm del processo Berlusconi-Mills, Sergio Spadaro, “è stata firmataria di un appello contro la decisione del governo Berlusconi di prorogare il procuratore nazionale antimafia. Infine”, si legge nell’istanza, “si deve porre in evidenza come la dottoressa Gandus appaia tra i soggetti potenzialmente danneggiati nel processo collegato (quello sui diritti televisivi, sempre in corso a Milano, ndr) da cui nasce il presente processo, avendo posseduto azioni Mediaset ed essendo quindi fra quei soggetti che potenzialmente avrebbero potuto costituirsi parte civile anche nei confronti dell’onorevole Berlusconi e che a tutt’oggi, anche dopo la declaratoria di prescrizione del reato possiedono legittimazione attiva per proporre azione civile contro il medesimo”.

Continuano gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo: “La personalizzazione dell’inimicizia non può essere negata sol con l’osservare che il giudice avrebbe contestato le leggi e non il presidente del Consiglio che le avrebbe ispirate o volute, perché in questi anni tutta l’opinione pubblica e tutti gli avversari politici hanno di questa personalizzazione fatto bandiera costantemente garrente. E allora la dottoressa Gandus non poteva non sapere, anche se avesse potuto diversamente divisare, che i suoi strali sarebbero stati, oggettivamente, indirizzati in via diretta alla persona di Silvio Berlusconi e che come tali sarebbero stati da tutti recepiti. La dottoressa Gandus quindi si trova in stato di grave inimicizia nei confronti della persona che dovrebbe giudicare. E se anche non lo fosse, certamente lo appare. E non occorre ricordare che per giurisprudenza costituzionale consolidata il giudice, a tacer di tutto, non deve apparire condizionato”.

“Chi governa il paese non può denigrare e delegittimare i giudici e l’istituzione giudiziaria quando è in discussione la sua posizione personale”. Così l’Associazione nazionale magistrati è intervenuta nel dibattito. L’Anm, che ha annunciato per domani pomeriggio una conferenza stampa sulle dichiarazioni del presidente del Consiglio, parla di “accuse gravissime rivolte da Silvio Berlusconi ai magistrati del processo Mills. “Questi comportamenti”, continua il sindacato delle toghe, “rischiano infatti di minare alla radice la credibilità delle istituzioni e di compromettere il delicato equilibrio tra funzioni e poteri dello Stato democratico di diritto”.

Quelle di Berlusconi sono “invettive tanto veementi quanto ingiustificate”, affermano il presidente Luca Palamara e il segretario dell’Anm Giuseppe Cascini, che esprimono al pm e al presidente del collegio giudicante del processo Mills “piena solidarietà e sostegno. In uno Stato democratico ogni imputato può difendersi con tutti gli strumenti del diritto e con la critica pubblica; ma chi governa il paese non può denigrare e delegittimare i giudici e l’istituzione giudiziaria quando è in discussione la sua posizione personale. Purtroppo è già accaduto in passato. Ma non è possibile assuefarsi”. Nel sottolineare che questi comportamenti rischiano di minare la credibilità delle istituzioni e di compromettere l’equilibrio tra poteri dello Stato, il sindacato delle toghe chiede “alla politica ed al governo di non imboccare questa strada, di rispettare l’indipendente esercizio della giurisdizione nello spirito di un confronto sui temi della giustizia franco ed aperto e perciò capace di individuare proposte e soluzioni efficaci per il funzionamento della giustizia italiana”.

Commenti

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Il 17 Luglio 2008 alle 15:27 Caso Mills, respinta la ricusazione del giudice Gandus » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] I giudici della quinta sezione della Corte d’Appello di Milano hanno respinto l’istanza di ricusazione del giudice Nicoletta Gandus presentata da Silvio Berlusconi nell’ambito del processo in cui è imputato insieme all’avvocato David Mills. L’istanza di ricusazione era stata presentata dal presidente del consiglio attraverso i suoi legali, gli avvocati Niccolò Ghedini e Pietro Longo, lo scorso 17 giugno. La richiesta di ricusazione è stata però respinta in quanto i giudici hanno ritenuto infondati i motivi per cui era stata presentata. La difesa di Berlusconi sosteneva che la Gandus con una serie di interventi su siti internet ha dimostrato “grave inimicizia” nei confronti del premier imputato al processo che si sta celebrando davanti alla decima sezione penale del tribunale di Milano presieduta dallo stesso giudice Gandus. Le motivazioni con cui la Corte d’appello ha rigettato nel merito l’istanza sono di 16 pagine. “I documenti che dovrebbero dimostrare l’inimicizia grave tra la dott.sa Gandus e il ricusante (…) sono mere manifestazioni di pensiero relative non a rapporti personali o comportamenti dell’on. Silvio Berlusconi ma semplicemente critiche a testi di legge approvati dal Parlamento durante la legislatura 2001/2006, nella quale quest’ultimo è stato capo del governo”. E’ questo uno dei passaggi delle motivazioni con cui oggi i giudici della Corte d’Appello di Milano hanno respinto l’istanza di ricusazione del giudice Gandus presentata dalla difese di Silvio Berlusconi nell’ambito del processo nel quale il presidente del consiglio é imputato insieme all’avvocato David Mills. “Nulla di personale contro l’on. Berlusconi ha espresso in passato” il giudice Nicoletta Gandus. E’ uno dei passaggi delle motivazioni con cui oggi la quinta corte d’appello di Milano ha respinto l’istanza di ricusazione del giudice Gandus presentata dal presidente del consiglio nell’ambito del processo in cui è imputato insieme a David Mills. Gli “strali critici” di Nicoletta Gandus “si sono rivolti, a parere di questa Corte, non alla persona, bensì alla politica, segnatamente quella giudiziaria, di cui il ricusante si assume la paternità”. “La dott.sa Gandus - riporta la motivazione - non ha quindi realizzato alcun comportamento che possa indurre a ritenere che in quel processo e non in politica, essa sia prevenuta nei confronti di quell’imputato che oggi la ricusa”. “Faremo ricorso in Cassazione”, si è limitato a dire l’avvocato Piero Longo uno dei difensori di Silvio Berlusconi a proposito del provvedimento con cui oggi la quinta corte d’appello di Milano ha respinto l’istanza di ricusazione del giudice Nicoletta Gandus presentata nell’ambito del processo in cui il presidente del consiglio è imputato insieme a David Mills. Al centro del processo, che ha preso il via nel marzo 2007, c’è l’accusa secondo cui Berlusconi nel 1997 fece inviare 600mila dollari a Mills come ricompensa per non aver rivelato in due processi, in qualità di testimone - e quindi con l’obbligo di legge di dire il vero e non tacere nulla - le informazioni su due società off shore usate da Mediaset, secondo la procura, per creare fondi neri. Sia Berlusconi sia Mills hanno sempre respinto le accuse, e il gruppo di Segrate ha ribadito in più occasioni in diverse note la propria correttezza e trasparenza. [...]

Il 4 Ottobre 2008 alle 16:23 Processo Mills, gli atti andranno alla Consulta » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Continua lo scontro intorno al processo Mills a Milano: i giudici della decima sezione del tribunale del capoluogo lombardo hanno tramesso gli atti alla consulta affinché valuti la legittimita costituzionale del Lodo Alfano. il processo è stato sospeso per il solo Silvio Berlusconi, la cui posizione è stata stralciata, mentre continuerà per l’avvocato inglese. La Corte, presieduta da Nicoletta Gandus, giudice ricusato dagli avvocati del premier, ha ritenuto che il lodo Alfano contrasti, in particolare, con l’ art. 138 della Costituzione: quello che prevede un particolare iter per l’approvazione di norme costituzionali. Per i giudici milanesi gli argomenti trattati dal lodo sulle quattro alte cariche dello Stato sono ‘’evidentemente materia costituzionale’’. ‘’E’ andata esattamente come previsto” ha commentato il deputato Pdl e avvocato di Berlusconi Nicolò Ghedini, molto critico con la scelta dei giudici “Milano non applica le norme approvate dal Parlamento che consente al presidente del Consiglio di curare gli interessi del Paese. Loro lo vogliono al processo e non interessano loro né i rifiuti di Napoli né Alitalia’’. Per Ghedini, la decisione dei giudici crea un ‘’problema processuale straordinario e irrisolvibile’’. Mentre Antonio Di Pietro coglie l’occasione per attaccare Berlusconi: “Avrebbe potuto comportarsi” afferma il leader Idv “come un normale imputato, presentandosi ai giudici, e reclamare cosi’ la propria innocenza ma, evidentemente, si sente in colpa se è vero come e’ vero che con il ‘Lodo Alfano’ ha tentato di non farsi processare. Ora” prosegue “si ritrova con il suo processo davanti la Corte Costituzionale per essersi fatto fare una legge ad hoc solo per lui, e con il coinputato Mills che, a breve, riceverà una sentenza di condanna che finirà per travolgere anche il Presidente del Consiglio”. Un’ipotesi che Ghedini rifiuta categoricamente: “In caso di condanna di Mills”, dice, “la sentenza non avrebbe alcun valore politico né giuridico nei confronti di Berlusconi. Giuridicamente perché lo stesso Tribunale non potrebbe più giudicare Berlusconi; politicamente perché é presieduto da un giudice (Nicoletta Gandus, ndr) che noi abbiamo ricusato e di cui abbiamo dato ampia prova di orientamento politicizzato’’. [...]

Il 5 Ottobre 2008 alle 2:36 SuccedeOggi » Blog Archive » Processo Mills, gli atti andranno alla Consulta ha scritto:

[...] Continua lo scontro intorno al processo Mills a Milano: i giudici della decima sezione del tribunale del capoluogo lombardo hanno tramesso gli atti alla consulta affinché valuti la legittimita costituzionale del Lodo Alfano. il processo è stato sospeso per il solo Silvio Berlusconi, la cui posizione è stata stralciata, mentre continuerà per l’avvocato inglese. La Corte, presieduta da Nicoletta Gandus, giudice ricusato dagli avvocati del premier, ha ritenuto che il lodo Alfano contrasti, in particolare, con l’ art. 138 della Costituzione: quello che prevede un particolare iter per l’approvazione di norme costituzionali. Per i giudici milanesi gli argomenti trattati dal lodo sulle quattro alte cariche dello Stato sono ‘’evidentemente materia costituzionale’’. ‘’E’ andata esattamente come previsto” ha commentato il deputato Pdl e avvocato di Berlusconi Nicolò Ghedini, molto critico con la scelta dei giudici “Milano non applica le norme approvate dal Parlamento che consente al presidente del Consiglio di curare gli interessi del Paese. Loro lo vogliono al processo e non interessano loro né i rifiuti di Napoli né Alitalia’’. Per Ghedini, la decisione dei giudici crea un ‘’problema processuale straordinario e irrisolvibile’’. Mentre Antonio Di Pietro coglie l’occasione per attaccare Berlusconi: “Avrebbe potuto comportarsi” afferma il leader Idv “come un normale imputato, presentandosi ai giudici, e reclamare cosi’ la propria innocenza ma, evidentemente, si sente in colpa se è vero come e’ vero che con il ‘Lodo Alfano’ ha tentato di non farsi processare. Ora” prosegue “si ritrova con il suo processo davanti la Corte Costituzionale per essersi fatto fare una legge ad hoc solo per lui, e con il coinputato Mills che, a breve, riceverà una sentenza di condanna che finirà per travolgere anche il Presidente del Consiglio”. Un’ipotesi che Ghedini rifiuta categoricamente: “In caso di condanna di Mills”, dice, “la sentenza non avrebbe alcun valore politico né giuridico nei confronti di Berlusconi. Giuridicamente perché lo stesso Tribunale non potrebbe più giudicare Berlusconi; politicamente perché é presieduto da un giudice (Nicoletta Gandus, ndr) che noi abbiamo ricusato e di cui abbiamo dato ampia prova di orientamento politicizzato’’. [...]

Il 25 Febbraio 2010 alle 23:39 Zione ha scritto:

Mills, Cassazione: reato prescritto; ma quando arriva questa benedetta Riforma della Giustizia ?

La Cassazione avrebbe dovuto tener presente che Mills disse al fisco inglese di aver avuto i soldi da un persona di Berlusconi, solo per una sua comoda praticità, in quanto sapeva che tale incaricato era morto e non poteva smentirlo; non immaginando che tale fatto sarebbe stato comunicato al nostro Erario e il casino che avrebbero combinato poi i nostri Valorosi Giudicioni.

In seguito ha detto il vero e ha fatto il nome di un armatore napoletano che stà in Svizzera (?), che gli ha pagato quanto convenuto per la sua collaborazione nell’acquisto di due navi; ragion per cui in questi anni, coll’intento di colpire il Presidente, si è fatto solo un’ennesima dilapidazione delle maltrattate risorse del Popolo Italiano e speriamo che sia finito; almeno per un pò …

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