Province metropolitane e comunità montane, arrivano i tagli

Giulio Tremonti

Le forbici di Tremonti si avvicinano alle Province delle grandi città e alle comunità montane. Un taglio netto per quest’ultime, una trasformazione in città metropolitane per le altre. Il ministro dell’Economia ha studiato una manovra 2009-2011 da quasi 35 miliardi, 13 dei quali da reperire il prossimo anno. Con tagli consistenti alla macchina burocratica, a partire da comunità montane, Province metropolitane, enti considerati inutili. Sono oltre 3 i miliardi di risparmi attesi sul fronte degli enti locali.
Quindi le province delle aree metropolitane, cioè quelle di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli potrebbero scomparire. È questa - secondo quanto l’ANSA è in grado di anticipare - una delle misure allo studio per la messa a punto della prossima manovra. L’abolizione arriverebbe alla prima data di cessazione dei consigli dopo l’entrata in vigore della manovra, e lo Stato e le regioni provvederebbero poi a trasferire le competenze soppresse ai comuni. Stessa sorte toccherebbe a tutte le comunità montane. I presidenti di Provincia coinvolti non sono certo felici del metodo scelto da via XX settembre, anche se alcuni restano possibilisti.
”Apprendiamo dalla stampa dell’intenzione del Governo di abolire le Province metropolitane. Passare dalla costruzione delle aree metropolitane all’abolizione pura e semplice delle Province, mi sembra davvero un’ipotesi originale”. A sostenerlo è Fabio Melilli, presidente dell’Upi, l’Unione delle Province d’Italia e della provincia di Rieti. ”Sono certo che la riflessione del Governo sarà più approfondita e non improvvisata”.
Il “no” ad una abolizione per decreto è unanime: ”Solo una prova di forza del Governo” dice il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, “come può pensare di abolire il prossimo anno le Province di Torino e Milano, il cui mandato quinquennale scade nel 2009, senza aver prima costituito almeno le rispettive città metropolitane”. La reazione più sarcastica arriva da Milano: da Palazzo Isimbardi fanno notare che “le Province citate sono tutte governate dal centrosinistra”.

Ci sono però anche voci più aperte al confronto: il neoeletto alla provincia di Roma Nicola Zingaretti ritiene “giusto dotarci di nuovi enti che sostituiscano le Province”, da Genova Alessandro Repetto apre: “Le città metropolitane sono già previste dalla Costituzione” ma precisa “bisogna tutelare i piccoli comuni dell’entroterra che non c’entrano con le metropoli”. ”La semplificazione del quadro istituzionale, con l’abolizione di alcune Province, stava già nelle proposte di Walter Veltroni che ho convintamente appoggiato” ricorda il presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi “il problema è capire se questo Paese è nelle condizioni di aprire una pagina nuova, più semplice e più efficiente”. Il sindaco di Torino Chiamparino, ministro ombra per le riforme del Pd, preferisce non commentare “finché non ci sarà una proposta precisa non dirò niente, sono stufo di questa politica degli annunci”.

Sostegno a Tremonti invece dalla maggioranza, con il vice capogruppo del Pdl alla Camera e vice responsabile Enti locali di Forza Italia Osvaldo Napoli che parla di ”tappa decisiva” nella riforma dello stato.

Sul fronte delle comunità montane, invece, significativa la reazione di Gian Antonio Stella, uno degli autori de La Casta, libro che aveva denunciato proprio gli sprechi e gli abusi degli enti locali: “Messa in questi termini” scrive sul Corsera “la scelta di spazzare via tutte le comunità montane sembra un boccone di demagogia dato in pasto alla plebe affamata di atti simbolici. E invece Dio sa quanto ci fosse bisogno di abolire la montagna falsa, ridicola, clientelare, per salvare la montagna vera. Quella che giorno dopo giorno, se non è benedetta dal turismo, muore.”

Il VIDEO servizio:

Commenti

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Il 20 Giugno 2008 alle 1:05 “Una piccola rivoluzione” e Vittime del terrorismo « Due Notizie ha scritto:

[...] La bella notizia prende le mosse dalla  demagocica proposta tremontiana di soppressione totale delle Comunità Montane. Enti, questi ultimi, che in troppi casi si sono rivelati inutili oltre che parassitari per i quali già la Finanziaria 2008 aveva previsto un intervento di forte razionalizzazione (con relativo taglio di 33,4 milioni per il 2008 e di 66,8 per il 2009), demandato alle Regioni; in tanti altri casi, però, come è stato dalle nostre parti e come ha ben ricordato Giandomenico Tomei, le Comunità montane sono stati buoni strumenti di governo della montagna e non “soltanto carrozzoni in riva al mare”. [...]

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