Il molestatore, l’assassino, il violentatore, raramente ha un volto sconosciuto. La maggior parte delle violenze sessuali sulle donne è commesso da conoscenti, parenti, amici, ex fidanzati, ex mariti.
E frequentemente si tratta di violenze annunciate dalle telefonate ossessive, dai pedinamenti, dalle minacce, da un’invadenza degli spazi personali che si fa sempre più pressante. In gergo si chiama stalking (in inglese persecuzione, pedinamento). “Atti persecutori”, così sono definiti nel disegno di legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri: saranno un vero e proprio reato, non più un fastidio contro il quale era inutile appellarsi. Fino a 4 anni di reclusione le pene previste, fino all’ergastolo se le minacce si concretizzano e la vittima muore. La proposta è stata portata in Cdm dai ministri della Giustizia Angelino Alfano e da quello delle Pari Opportunità Mara Carfagna. “L’introduzione del reato di stalking mette l’Italia al passo con gli altri paesi che hanno già legiferato in proposito” ha detto Carfagna, “la tutela delle vittime delle molestie insistenti è necessaria per la prevenzione di violenza sessuale e omicidi passionali”.
Da una recente ricerca citata dal guardasigilli Alfano “risulta che su 300 crimini commessi tra partner o ex partner, l’88% ha come vittime le donne e, nel 39% dei casi, si tratta di crimini annunciati poiché si consumano dopo un periodo più o meno lungo di molestie”. Un’attività persecutoria che attualmente è punita con sanzioni penali modeste.
Per l’Osservatorio nazionale stalking le molestie in un caso su due sono a opera di ex mariti, ex conviventi, ex fidanzati, ma possono essere compiute anche da conoscenti, colleghi o estranei: almeno il 20 per cento di italiani, soprattutto donne, ne sono stati vittime dal 2002 al 2007. Nel provvedimento varato, si stabilisce che “il reato consiste ‘nel porre in essere minacce reiterate o molestie con atti tali da creare nella vittima un perdurante stato di ansia o paura o un fondato timore per l’incolumità propria o di persona legata da relazione affettiva o a costringerlo ad alterare le proprie abitudini di vita”.
I limiti della pena sono stati adeguati alla gravità del reato (da uno a quattro anni) e possono essere aumentati ‘’se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata alla vittima da relazione affettiva”. La pena inoltre è aumentata da un terzo alla metà ‘’se il fatto è commesso ai danni di un minore”, se a compierlo è una persona armata o mascherata, e, infine, si tratta di una violenza ”di gruppo”.
- Giovedì 19 Giugno 2008
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Commenti
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Il 21 Giugno 2008 alle 17:20 samic ha scritto:
Riportiamo parte di un articolo scritto da Antonio Bertinelli
…. Appunto per uniformarci alle normative di altri Paesi è stato varato un DDL contro lo stalking. E’ recente l’episodio di una donna milanese che perseguitava il suo ex marito ed è di questi giorni la vicenda accaduta a Campobasso, dove la Polizia Postale ha denunciato una ragazza per molestie telefoniche ad un uomo che non aveva corrisposto le sue aspettative. Da associazioni femminili americane si apprende che il 70% delle vittime dello stalking sono donne. Chi subisce tale persecuzione, dicono gli esperti, va incontro a sofferenze psicologiche, a stati d’ansia e di paura. In via teorica non riteniamo che la sanzione penale sia da escludere, ma sono i modi ed i tempi con cui il provvedimento è stato presentato che ci lasciano perplessi. Non era forse sufficiente integrare le norme già esistenti (violenza privata, art. 610 c.p.; minacce, art. 612 c.p.; molestia e disturbo alle persone, art. 660 c.p.)? Questo DDL era rimasto nei cassetti della Commissione Giustizia insediatasi grazie alla precedente maggioranza parlamentare, di cui conosciamo fin troppo bene lo zelo antimaschile e la capillare rete di servizi che ha messo in piedi, anno dopo anno, per alimentarlo. La stessa Mara Carfagna non ha fatto mistero che tiene a cuore le sorti delle donne molestate dagli ex; non ha fatto alcun cenno alla trasversalità del fenomeno. Anche lei in linea con le martellanti fantastorie delle impari opportunità, ha preso atto che le vittime dello stalking sono per il 70% donne, ma si è dimenticata, ad esempio, che il mobbing genitoriale, connesso alle separazioni coniugali, rende vittime il 95% degli uomini, senza risparmiare rilevanti e permanenti danni ai figli. E’ forse meno dannoso questo secondo fenomeno? O è forse politically incorrect affrontarlo?
Preoccupa già, e non poco, che una parte della Magistratura opera in rapporto alle proprie opzioni ideologiche e/o è affetta da un grave strabismo di genere. E’ grazie a quest’ultimo che, pur in assenza di esplicite previsioni normative, si applica un vero e proprio Diritto Penitenziale nei confronti dei maschi, e segnatamente dei padri. Quando viene erogata una certa Giustizia, si condannano i maschi per sguardi “molesti”, si mettono sul lastrico padri separati anche con prole di secondo letto, si mettono in galera uomini come Don Giorgio Carli in base ai ricordi della presunta vittima. Cose emerse durante una psicoterapia (nulla di più aleatorio per la ricorrente comparsa di falsi ricordi dovuti alla pressione suggestiva degli operatori), più di dieci anni dopo i fatti. Solo alcuni ricordi, che non hanno trovato nessun riscontro nella realtà, sono stati sufficienti a rovinare la vita specchiata di un uomo.
Vorrà il nostro Governo, che si preoccupa per lo snellimento dei carichi penali pendenti nei nostri tribunali, che si preoccupa per la riservatezza violata degli italiani, preoccuparsi anche di questa nuova possibile arma impropria che verrebbe messa nelle mani di certi magistrati ossessionati dall’irredimibile colpa di cui ritengono portatore il sesso maschile?
————————————————————–
Aggiungo due indirizzi in linea con il tema di cui sopra:
http://maschiselvatici.blogsom...../#more-196
http://maschiselvatici.blogsom...../#more-218
Il 7 Agosto 2008 alle 17:36 Stalking alla rovescia: se la modella molesta l’ex amante 60enne » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Mezzanotte. Il telefono che squilla e al classico “Pronto”, dall’altro capo solo silenzio intervallato da sospiri. Così per due mesi. Poi, a mettere il punto a questa relazione notturna e telefonica, ci pensa una denuncia contro ignoti. Tutto più o meno secondo il classico copione di un normale caso di stalking, se non fosse che a fare le telefonate sarebbe stata una giovane 24enne campana, di professione fotomodella, tanto bella da posare per gli spot dei cosmetici sulle principali riviste femminili, mentre a riceverle sarebbe stato un 60enne, facoltoso e sposato imprenditore della Capitale. Scocciata e preoccupata, per scrivere la parola “fine” a questa “Attrazione fatale” all’amatriciana scende in campo la moglie del costruttore edile, convincendolo a sporgere denuncia contro ignoti. [...]
Il 7 Agosto 2008 alle 23:15 noak ha scritto:
Non c’ è da meravigliarsi. Anche le donne, pur se in percentuale minore, sono predisposte a consumare questo “reato”.
Sono dell’idea, come scritto nella parte di articolo sopra riportato, che sarebbe stato sufficiente integrare le norme già esistenti (violenza privata, art. 610 c.p.; minacce, art. 612 c.p.; molestia e disturbo alle persone, art. 660 c.p.).
Il 9 Febbraio 2009 alle 14:02 didi70 ha scritto:
Ciao, da 2006 che sono vittima di un stalking. Ho già fatto la denuncia ai carabinieri e la magistratura già ha dato l’ok per avere i tabulati. Voglio sapere cosa posso fare dopo? Sono quasi tre anni che provo a soppravivere a questa tortura e mi auguro che nessuno passi per quello che sto passando. Non lo so fino a quando potrei aspettare per avere giustizia. Ho paura per me e la mia famiglia.Ho cambiato il numero di telefone di casa, ma questa persona ha scoperto il nuovo numero. é una donna…Sto pensando di cambiare casa, paese per avere un pò di pace, questa persona mi chiama tutti i giorni per tre anni!!!
Il 17 Marzo 2009 alle 18:50 Stalking da febbraio è reato, ma solo il 17% dei giovani lo denuncia » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il sito dell’Arma dei carabinieri parla chiaro. “La parola stalking deriva dal linguaggio tecnico-gergale della caccia e letteralmente significa ‘fare la posta’. In termini psicologici, lo stalking è un complesso fenomeno relazionale che viene indicato anche come sindrome del molestatore assillante”. E lo stalker, colui che molesta la vittima anche solo con sms per un periodo di tempo piuttosto lungo, dallo scorso 23 febbraio, data in cui il disegno legge del 18 giugno 2008 è stato convertito in decreto legge, rischia grosso davvero: dai sei ai quattro mesi di reclusione. [...]
Il 17 Marzo 2009 alle 19:27 Stalking da febbraio è reato, ma solo il 17% dei giovani lo denuncia - GREG NOTIZIE ha scritto:
[...] Il sito dell’Arma dei carabinieri parla chiaro. “La parola stalking deriva dal linguaggio tecnico-gergale della caccia e letteralmente significa ‘fare la posta’. In termini psicologici, lo stalking è un complesso fenomeno relazionale che viene indicato anche come sindrome del molestatore assillante”. E lo stalker, colui che molesta la vittima anche solo con sms per un periodo di tempo piuttosto lungo, dallo scorso 23 febbraio, data in cui il disegno legge del 18 giugno 2008 è stato convertito in decreto legge, rischia grosso davvero: dai sei ai quattro mesi di reclusione. [...]
Il 17 Marzo 2009 alle 19:58 Stalking: da febbraio è reato, ma solo il 17% dei giovani lo denuncia - GREG NOTIZIE ha scritto:
[...] Il sito dell’Arma dei carabinieri parla chiaro. “La parola stalking deriva dal linguaggio tecnico-gergale della caccia e letteralmente significa ‘fare la posta’. In termini psicologici, lo stalking è un complesso fenomeno relazionale che viene indicato anche come sindrome del molestatore assillante”. E lo stalker, colui che molesta la vittima anche solo con sms per un periodo di tempo piuttosto lungo, dallo scorso 23 febbraio, data in cui il disegno legge del 18 giugno 2008 è stato convertito in decreto legge, rischia grosso davvero: dai sei ai quattro mesi di reclusione. [...]
Il 20 Marzo 2009 alle 16:16 Violenza di genere: leggi e interventi sugli uomini violenti | MIA - Mujeres Italianas Argentinas ha scritto:
[...] Mentre in Italia prosegue lo stillicidio di titoloni da prima pagina sulle violenza perpetrate dagli stranieri e comincia, timido, il dibattito sul recente provvedimento approvato che istituisce e punisce il reato di “stalking” (atti persecutori), in Argentina è stata approvata una legge integrale per prevenire, sanzionare e sradicare la violenza contro le donne in tutti i loro ambiti di relazione interpersonale. [...]
Il 26 Maggio 2009 alle 22:17 faustino67 ha scritto:
Sembra che il reato di stalking sia il reato degli uomini persecutori contro le donne vittime.
Non è così! esistono tante donne accusate di stalking:
http://violenza-donne.blogspot.....esults=100
http://violenza-donne.blogspot.....esults=100
Il 26 Ottobre 2010 alle 11:04 Angela Merkel ha uno stalker come la Hunziker ha scritto:
[...] che già alla seconda minaccia/appostamento/abbordaggio molesto si può parlare di stalking. Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Stalking, in un caso su due le minacce sono a opera di [...]
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