Storia di Anna, da colf a lucciola per salvare la figlia malata

Prostitute sulla via Salaria a Roma.

Finita sul marciapiede, per salvare la figlia di 7 anni malata ai reni. E accoltellata al collo dai protettori delle altre prostitute, per essersi rifiutata di andarsene dall’angolo di strada che aveva occupato. È successo ad Anna, ragazza moldava di 30 anni in Italia con regolare permesso di soggiorno, che faceva la colf nell’hinterland milanese. La sua storia l’ha raccontata agli agenti del commissariato Greco Turro, diretti dal vicequestore aggiunto Manfredi Fava. I suoi aggressori, tre romeni, sono stati bloccati ieri all’alba e il pm Stefano Dambruoso ha chiesto al gip la convalida dei fermi.

Anna si trovava a Milano già da qualche anno. Riusciva a inviare un po’ di soldi alla famiglia grazie al suo lavoro: si divideva fra tre famiglie della provincia, dove faceva la colf e la badante. Poi però la sua figlia più grande, che ha 7 anni, si è ammalata ed è entrata in dialisi. L’unica speranza per lei è il trapianto di un rene. È qui che la donna ha capito di non farcela più con il denaro che guadagnava e ha deciso di cominciare a fare la prostituta. Mantenendo il suo primo lavoro, si vendeva nelle ore libere sulla statale Comasina, poco lontano dal ponte della Tangenziale. Il marciapiede qui le fruttava bene e soprattutto era vicino alle case dove prestava servizio, raggiungibili in pochi minuti di autobus.

Ma presto le altre lucciole straniere hanno cominciato a lamentarsi della sua presenza “abusiva” su una strada dove ogni metro ha la sua prostituta, secondo una mappa precisa controllata dal racket. All’inizio sono state le donne a minacciarla, visto però che Anna non ne voleva sapere di andarsene sono cominciati gli avvertimenti dei protettori. Le hanno prima offerto di lavorare con loro. La donna ha rifiutato: non voleva sfruttatori per non dover cedere a nessuno una parte dei soldi, che tanto le servivano. Il 14 giugno quindi tre uomini l’hanno aggredita con un coltello e le hanno rubato 700 euro. Anna è finita al pronto soccorso dell’ospedale Niguarda con una ferita al collo, per fortuna non grave, e il giorno dopo ha sporto denuncia alla polizia.

Le donne sfruttate dai tre romeni hanno quasi tutte rifiutato di parlare con gli agenti, per paura o perché sono le loro mogli o compagne. Grazie alla testimonianza di Anna e di un’altra ragazza, e anche a giorni di appostamento sulla Comasina, la polizia ha trovato l’appartamento occupato abusivamente nel quartiere di Quarto Oggiaro dove gli stranieri vivevano con altre sette persone (cinque donne e due minorenni). Costantin B., di 25 anni, Robert G., di 26, e Claudiu C, di 30, sono stati fermati con le accuse di rapina aggravata, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Anna, se lo vorrà, sarà affidata a una comunità.

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