San Marino, la Vaduz d’Italia

Repubblica di San Marino

di Marco Cobianchi e Nadia Francalacci

Andare a San Marino conviene. Ci sono molti motivi per varcare il confine di Stato: shopping, paesaggio, gastronomia, filatelia e numismatica, musei e luoghi d’arte. Peccato che a questo elenco, che compare sul portale ufficiale Sanmarinosite.com, manchi la voce affari. Questo sì che è un buon motivo per varcare il confine. Oltre alle bellezze del Monte Titano e a tutte le attività culturali a esso legate, si può godere delle agevolazioni per aprire nuove aziende e depositi bancari.

Proprio seguendo l’odore dei soldi depositati sui conti delle 15 banche del Titano il magistrato forlivese Fabio Di Vizio ha aperto un’inchiesta (che ipotizza reati come riciclaggio, evasione fiscale, ostacolo agli organi di vigilanza, associazione a delinquere) dai risultati clamorosi, che ha messo in grave difficoltà il governo sammarinese (di centrosinistra), possibile anticamera delle elezioni anticipate.

Ma il business determinante della piccolissima repubblica è il commercio internazionale. I numeri sono sbalorditivi. Intanto, negli ultimi 3 anni l’import da paesi terzi è più che raddoppiato: da 7.605 operazioni doganali nel 2005 a 15.800 nel 2007. La maggior parte delle merci arriva dalla Cina (24,5 milioni di oggetti per un valore di 119 milioni di euro), seguita da Stati Uniti, Taiwan e Italia (che ha esportato sul Titano beni per 3,1 milioni). Stupisce il fatto che San Marino importa soprattutto abiti: giacche e pantaloni per uomo e tailleur per donna. Solo nel 2007 ne sono stati importati per un valore che supera i 18 milioni di euro. Niente comunque rispetto all’anno precedente, quando sono state acquistate camicie da uomo per un valore di 36 milioni.

Al secondo posto ci sono i giocattoli; ne sono stati importati talmente tanti che ne toccherebbero circa 197 tonnellate per ciascun sammarinese. Seguono l’alluminio grezzo, i tessuti in cotone e le borse in pelle o cuoio. Beni che poi finiscono soprattutto nei paesi dell’Est: Romania, Russia, Ucraina anzitutto.

Come mai San Marino ha bisogno di importare, nel 2007, 18,5 milioni di euro di abiti? Considerando che ne ha esportati per 4 milioni, significa che i 30 mila sammarinesi dovrebbero avere i guardaroba più forniti del mondo. “Di fronte a uno scarto così elevato tra oggetti importati ed esportati è legittimo il sospetto che tale risultato possa essere determinato da operazioni di vendita al dettaglio effettuata in nero da commercianti italiani che acquistano la merce dalle aziende sammarinesi” avverte Giuseppe Marini, docente di diritto tributario all’Università di Bergamo. “Si tratterebbe di un fenomeno evasivo che coinvolgerebbe in negativo il mercato e l’economia italiana penalizzando seriamente gli operatori onesti”.

A spiegare questo viavai di merci è la disciplina fiscale, molto meno rigida di quella italiana. “L’imposta indiretta sugli scambi adottata da San Marino è una monofase, ovvero si applica una sola volta sul valore dei beni importati” spiega Marini. “In questo modo il commerciante viene tassato solamente al momento dell’importazione con un’aliquota pari al 17 per cento”.

Nonostante i milioni di tonnellate di vestiti, alluminio e giocattoli, è sorprendente che i settori trainanti dell’economia della repubblica non siano i commerci, bensì l’industria e le banche. Secondo la Relazione economica al bilancio di previsione dello Stato 2007, nel 2006 l’industria ha contribuito al prodotto interno lordo per il 41,1 per cento (489,23 milioni di euro), mentre banche e assicurazioni hanno contribuito per il 17,4 per cento (207,3 milioni). Sul gradino più basso del podio c’è il settore pubblico, che produce ricchezza per 159 milioni di euro.

Il sistema fiscale sammarinese spiega anche il fiorire di nuove aziende e perciò di posti di lavoro. I disoccupati sono appena il 2 per cento della popolazione, un dato ancora più straordinario se si pensa che ogni giorno 6 mila italiani “scalano” il Titano per lavorare.

Le imprese sono piccole o piccolissime: alla fine del 2006 3.292 aziende su 5.600 avevano un numero di dipendenti uguale a zero (vi lavora solo il titolare). Tra queste la maggior parte sono immobiliari, aziende di informatica, imprese commerciali, di costruzioni e impianti (454 imprese di cui 204 senza dipendenti). Anche molte imprese manifatturiere risultano senza personale, eppure una parte di questo settore, quello dell’edilizia e delle costruzioni, sarà sovvenzionata con 40 milioni di euro quest’anno e 29 il prossimo. Lo stato, infatti, si accollerà parte degli interessi concordati con gli istituti di credito. Un paradiso.

Ma se le importazioni aumentano, cresce anche l’evasione fiscale nei confronti dello Stato italiano accertate dalla Guardia di finanza sulle aziende sammarinesi. Nel 2003 le verifiche dei finanzieri su 398 aziende accertarono un’evasione totale ai fini Irpef di 12,647 milioni di euro e dell’Iva pari a quasi 20 milioni di euro.

Non migliorò la situazione nel 2004, quando a una diminuzione dei controlli (377) corrispose un aumento dell’evasione del 130 per cento. Percentuale destinata ancora a salire nel biennio 2005-06, quando la Finanza intensificò la lotta all’evasione e con poco più di 1.000 verifiche accertò oltre 1miliardo di euro di tasse evase. Lo scorso anno le aziende sammarinesi controllate sono state 557 e l’Irpef evasa accertata pari a oltre 338 milioni; 156 milioni l’evasione dell’Iva.

A dare il colpo di grazia al governo sammarinese è stata l’inchiesta forlivese del pm Di Vizio. Il magistrato sembrava avesse toccato i nervi scoperti mettendo sotto inchiesta 47 tra italiani e sammarinesi con accuse dal riciclaggio alla costituzione di fondi neri, all’evasione fiscale. L’inchiesta, battezzata Re Nero, e alla quale lavora la squadra mobile di Forlì, è partita proprio seguendo persone normali che incappavano nella rete dei controlli della Finanza mentre trasportavano contanti nelle banche di San Marino. A volte nascondendo le banconote nelle mutande.

Un terremoto? Sì, ma ancora niente rispetto a un altro filone dell’inchiesta Re Nero che è partito da una verifica dei rapporti tra la sammarinese Asset Banca e la controllata italiana Banca di credito e risparmio di Romagna, nata nel 2006. Di Vizio scopre che uno dei conti correnti della sede forlivese della Banca di credito e risparmio è intestato a una finanziaria, la Smam, controllata sempre dalla Asset, sul quale giaceva 1 milione di euro versati con assegni di 1.000 euro ciascuno. Quel conto era però stato catalogato dai bancari italiani come appartenente a un soggetto italiano. L’Asset poteva fare qualsiasi operazione su quel conto senza che il sistema informatico segnalasse agli organi di vigilanza, cioè la Banca d’Italia, che dei soldi passavano dall’Italia a un soggetto di paese extracomunitario.

Parte il controllo su larga scala. Ben 52 banche della provincia di Forlì vengono invitate a fornire i dettagli dei conti correnti aperti in nome e per conto di soggetti sammarinesi. Si scopre che nell’80 per cento dei casi i conti erano stati iscritti come appartenenti a soggetti italiani. Suona l’allarme e si va ancora più a fondo. Ad attirare l’attenzione degli inquirenti è soprattutto un conto, quello che la Cassa di risparmio di San Marino ha aperto presso il Monte dei Paschi di Siena di Forlì.

Di Vizio accerta che in 4 anni la Cassa di risparmio di San Marino ha versato 800 milioni di euro in banconote di piccolo taglio, mentre ha prelevato 1,2 miliardi in banconote da 500 euro. Una fetta di questi soldi proveniva addirittura dalla sede forlivese della Banca d’Italia che, allarmata, ha inviato nel capoluogo romagnolo Giovanni Castaldi e Renato Righetti, i massimi responsabili nell’istituto centrale per la lotta al riciclaggio.

Il sopralluogo deve essere stato molto interessante visto che il pm Di Vizio, all’inizio di giugno, è volato a Roma in via Nazionale per riferire sullo stato delle indagini. Quello del riciclaggio è più di un sospetto. E il fango schizzato sulle grisaglie dei compassati banchieri sammarinesi potrebbe far dimettere il governo.

Importazioni ed export di San Marino nel 2007

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 23 Giugno 2008 alle 8:21 chuck66 ha scritto:

Bell’articolo, peccato che tra le merci prese in esame manchino l’elettronica e le forniture per ufficio: lì le sorprese sarebbero ancor più eclatanti. Date un’occhiata a http://www.antikarnak.it

Il 23 Giugno 2008 alle 15:56 ppguardigli ha scritto:

anche questo articolo, come quello apparso sempre qui su Panorama il 6 giugno scorso dal titolo “Maxi operazione anti riciclaggio: coinvolti 2 istituti di credito” contiene approssimazioni e gravi inesattezze  Sanmarinosite.com, ad esempio, non è affatto un sito ufficiale); anche questa volta, quindi, suggerisco cautele nella lettura e mi dispongo a capire il perché di tutto questo improvviso interesse per la Repubblica del Titano. Panorama ogni tanto potrebbe anche gettare uno sguardo sulle piccole ma interessanti ‘eccellenze’ espresse da San Marino.
Pier Paolo Guardigli
Direttore di
http://www.sanmarinonotizie.co.....m

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101