Euro 2008, delusione azzurra, gioia spagnola: “È cambiata la storia”

“Cambia la historia”. Così festeggia Marca, il più venduto quotidiano sportivo spagnolo. Le Furie rosse non passavano i quarti di una competizione internazionale dall’84, non battevano l’Italia in partite ufficiali da 88 anni, il 22 giugno era una data maledetta in cui avevano collezionato 3 umiliazioni (Messico ‘86, Inghilterra ‘96, Corea 2002) sempre ai rigori. Insomma, la cabala non gli sorrideva.

Eppure, la storia cambia e “Casillas mette fine alla maledizione” così la vede la tedesca Bild, che già si preoccupa per una possibile finale coi panzer.
Le parate del portiere spagnolo sono state la chiave della partita, lo sottolinea anche il sito della francese Equipe che titola in spagnolo “Gracias Casillas” (un “grazie” per aver eliminato l’Italia, consumando la vendetta di Berlino 2006?) e si lamenta per “la noia profonda” della partita e riporta una eloquente intervista a Luìs Aragones: “È stato lento”. Infinita la partita, lunghi i rigori, lunga la storia di un allenatore come lui, che arriva alla migliore notte della sua carriera a 71 anni suonati. Ed è già diventato “el mejor” allenatore della storia per El mundo.
Comprensibile che a Madrid festeggino come se avessero già vinto la finale: “16 milioni di persone davanti alla tv” dice As.com, mentre elmundo.es racconta di come sia dovuta intervenire la polizia per porre un freno ai festeggiamenti. Ma anche a Barcellona, di solito freddina nei confronti della “roja”, si sono fatte le ore piccole, e per una volta la nazionale ruba la copertina al mercato del Barça anche per Sport, quotidiano “culè” (supporter del Barça e della Catalunya e nemico giurato di tutto ciò che significa Madrid).
In Inghilterra l’uomo copertina è Fabregas numero 10 della Spagna, autore del rigore decisivo ma soprattutto faro del centrocampo dell’Arsenal: “Fabba Dabba Doo” titola il Sun prendendo in prestito l’urlo di Fred Flintstone e dando al centrocampista il merito di “aver rotto il voodoo” spagnolo.
Insomma la storia cambia. O si ripete, a seconda dei punti di vista: per gli azzurri uscire ai rigori non è certo una novità e riporta alla memoria i tristi finali di Italia 90, Usa 94, Francia 98. Qualcosa che si credeva lasciato dietro le spalle con la notte di Berlino e ancora prima i miracoli di Toldo nell’Italia Olanda del 2000. Ma adesso non ci resta che la copertina beffarda dell’ Equipe: “L’ Italia cade così”.

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