Pierpaolo Brega Massone resta in carcere, ma non per omicidio.
Il tribunale del Riesame lo ha formalmente scarcerato per il reato di omicidio volontario. Nelle motivazioni dei giudici del Tribunale della Libertà si spiega che le consulenze agli atti definiscono ”in termini astratti un possibile nesso di causalità” tra gli interventi chirurgici ai cinque pazienti e la loro morte, ”che però non risulta adeguatamente delineato in concreto”.
Cioè, nonostante fossero interventi “inutili”, secondo i giudici non è dimostrato che le morti fossero causate dagli interventi del primario alla chirurgia toracica della clinica Santa Rita di Milano, arrestato il 9 giugno scorso assieme ad altre 12 persone nell’ambito dell’inchiesta sui Drg gonfiati e la morte di cinque pazienti.
Il primario rimane comunque a San Vittore per “pericolo di inquinamento probatorio e reiterazione del reato”, ma limitatamente alle accuse di tutti gli altri reati contestati che sono parecchi casi di lesioni gravi e gravissime e la truffa al Servizio Sanitario Nazionale.
- Lunedì 23 Giugno 2008
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 24 Giugno 2008 alle 0:03 Santa Rita, pazienti degradati a strumenti di profitto. Brega Massone resta in carcere « Wildgreta, il blog ha scritto:
[...] Santa Rita, il Riesame scagiona il primario dalle accuse di omicidio [...]
Il 24 Giugno 2008 alle 9:51 nhico ha scritto:
L’avevano dipinto peggio di Jack lo Squartatore, evidentemente in assenza di prove tangibili. Ora incomincia la marcia indietro. Il solito vecchio film di sempre, insomma. E quando avranno finito di scrivere i rituali mille faldoni, della verità nessuno sentirà più il bisogno.
Il 24 Giugno 2008 alle 15:50 dellelmodiscipio ha scritto:
Siamo così malfidati e sospettosi verso la Giustizia, che qualunque cosa facciano ci vogliamo vedere dietro il marcio, il garbuglio, l’inganno o almeno l’ottusità. Invece, riflettendoci un attimo, mi sembra che le cose si svolgano correttamente: quel giudice preliminare deve decidere se c’è o non c’è UN elemento per trattenere in carcere, non deve accertare quanti altri elementi esistano in quel senso. Per esempio, se si trattasse di un incidente stradale, dovrebbe decidere se fosse l’ubriaco (detenzione) o fosse sobrio il responsabile; non sarebbe necessario (nel caso dell’ubriachezza) andare a cercare se l’investitore andava a 150 o a 70 km/ora, ciò sarà valutato dal successivo giudice. O vogliamo i processi sommari?
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.