Decreto “blocca processi”: tregua tra governo, Anm e Csm

Angelino Alfano e Nicola Mancino

Parola d’ordine: raffreddare gli animi. All’insegna di questo auspicio è trascorsa la giornata al Csm, il giorno dopo le tensioni del week-end seguite alle anticipazioni della bozza di parere al dl sicurezza, in particolare quel giudizio di incostituzionalità sulla norma che sospende i processi per i reati puniti con meno di 10 anni che ha provocato l’intervento del Quirinale.
Ragioni di “opportunità” hanno spinto, così, ad una doppia mossa. Innanzitutto, a rinviare di 24 ore la discussione in Sesta Commissione sul documento al quale finora hanno lavorato “soltanto” due relatori. Il confronto con i colleghi non è neppure iniziato, meglio - è stata la scelta unanime - aspettare il voto del Senato sul dl per discutere pacatamente su una materia “complessa e delicata”, facendo di tutto per arrivare ad una soluzione il più possibile condivisa.
Atteggiamento che ha ispirato anche le decisioni sull’altro “fronte” aperto a Palazzo dei Marescialli: la pratica a tutela dei giudici milanesi del processo Mills accusati dal presidente del Consiglio di agire “per finalità politiche”. La Prima Commissione ha deciso, su richiesta del consigliere laico del centrodestra Gianfranco Anedda, che per ora verranno acquisiti alcuni documenti: la copia del resoconto stenografico della seduta del Senato durante la quale il presidente Schifani ha dato lettura della missiva inviata da Berlusconi, l’istanza di ricusazione del giudice Nicoletta Gandus presentata il giorno dopo dai legali del premier, il parere del pg di Milano che ha giudicato “inammissibile” la ricusazione stessa. I tempi per una presa di posizione sulle accuse di Berlusconi si allungano, se ne riparlerà a fine settimana, se tutto va bene.
Ma nella “tregua” con le toghe spunta anche la decisione di presentare il “Lodo bis” (la riedizione aggiornata e corretta della proposta Schifani del giugno 2003) per bloccare i processi alle alte cariche dello Stato, su cui è al lavoro il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, intervistato dal Sole24Ore. Il provvedimento (”molto asciutto, con uno scudo per il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio e i Presidenti delle due Camere”, fa intendere il ministro) non dovrebbe tuttavia arrivare in Consiglio dei ministri questa settimana, bensì la prossima.
Una proposta che non dispiace al segretario dell’Anm, Giuseppe Cascini, in una intervista a La Repubblica. Fermo restando che per l’Anm “le norme che sospendono i processi devono essere espunte dal decreto” perché “si creerebbe un caos senza precedenti”, Cascini spiega che sono tre le questioni sul tavolo e devono restare separate. Da un lato c’è “la riforma della giustizia” che richiede “dialogo, ponderazione, analisi prudenti, qualche convergenza”. Poi bisogna smettere di “aggredire singoli magistrati” per tornare a una “leale collaborazione tra le istituzioni”. Infine c’è la proposta di fermare i processi per le più alte cariche dello Stato, scelta che “spetta all’autonomia della politica”, che non va confusa con “con i meccanismi che fanno funzionare i processi né può essere accompagnata da una campagna di aggressione contro alcuni magistrati”. Offre la mano al segretario dell’Anm, l’ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli, che chiede “una tregua subito”. Castelli si dice preoccupato per lo stop al dialogo tra maggioranza e opposizione a causa degli scontri sulla giustizia. “La situazione è patologica” spiega “e nessuno nel Paese vuole più la lotta, ne va del futuro dell’Italia e della sua immagine internazionale”. Perché tutti “abbassino i toni e cerchino una soluzione politica condivisa” la strada potrebbe allora essere quella di andare avanti sul lodo Schifani, “corretto in base alle osservazioni della Consulta”, spiegando che “nessuno vuole l’immunità della ‘casta’ ma una soluzione che permetta a chi è stato eletto di governare” e di essere sottoposto a giudizio dopo.

Commenti

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Il 24 Giugno 2008 alle 12:21 vincenzoaliascontadino ha scritto:

TEMPO DI LAVORARE DI FARE NON DISFARE!
I TIME FOR DANCING:
COME DIRE in pugliese : “Son cambiate le cose! ”
Io credo che in Italia (Pugliese): “ Son cambiate le cose! “ Le cose come si vede scontro CSM-ANM che ancora persistono a modificare cambiando le regole Istituzionale dei TRE POTERI.
Piaccia o no, il Presidente l’Onorevole Silvio Berlusconi ha ragione per mille motivi:
1) Abbiamo chi fa le Leggi, chi deve applicarle e per niente criticarli che sarebbe come intromettersi nell’Esecutivo e nel Governo e nel Parlamento.
2) IL Parlamento, ovvero, l’Onorevole può e deve criticare, per il semplice fatto d’essere Parlamentare eletto e di cui deve dare conto, ecco qui scaturire la dovuta immunità nell’esercizio Parlamentare per l’intera Legislatura, poi, se ha commessi reati rinviato a giudizio per er direttissima: condanna o assoluzione.
3) Perché il CSM (non togati), Magistrato deve essere superiore a DIO, senza mai essere interdetto (salvo eccezioni, persino discutibile). Abnorme, contrasta senza regola non scritta da nessuna parte, poiché il CSM deve essere libero di premiare, licenziare o punire Amministrando la Giustizia, ma decide Il Governo, Esecutivo con Direttive con DL e DDL che il Parlamento delibera.
Fatti e misfatti del giorno e degli altri giorni: secondo voi quanti Magistrati siano al top della loro capacità? Un carabiniere lavora sul campo e negli anni ha un bagaglio di esperienza che nelle indagini può dare il massimo: poi abbiamo il fattore interpretativo (omicidio o …) che è dovuta all’esperienza e non al suo titolo di studio! In poche parole assistiamo anomalie e questo lo pagano i cittadini e i Magistrati, bravi, silenziosi senza usare i Midia e minacciando che vogliono rivoltare l’Italia come calzini, facendo capire che tutti i cittadini, tranne loro mancasse l’aureola sotto DIO e altri in casa avevano una discarica di munnezza! Eccoli finiti in movimenti Sindacale o Politico chiassosi o appiccicati sotto il ponte di Brooklyn non Perfetti alla Magistratura o Politici così assistiamo uno spettacolo indecente come quello Schiavettones alias Petrus che più Berlusconi va su l’amaro gli ritorna su: questo non è un bene per la Democrazia, salvo per IDV! Ergo, Mancino da che parte Politica viene? Giusto immobilizzare la Politica, Magistratura e Infrastrutture, in un periodo da FARE e non DISFARE? Credo che l’abbia fatta grossa schierandosi con i Magistrati, invece di stare zitto e schierandosi per la Bilancia unica a pesare innocenza e colpevolezza. Vincenzo Alias Il Contadino enzoaliasilcontadino@alice.it Matera

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