Una passione ed un’ossessione. Dopo aver equamente menato colpi a destra e a manca (Walter Veltroni e Pier Ferdinando Casini, i bersagli preferiti), Famiglia Cristiana va all’attacco diretto di Silvio Berlusconi. Tema? La giustizia e il provvedimento “blocca-processi” in discussione alle Camere, nel pacchetto sicurezza. “Il Cavaliere” scrive nell’editoriale il settimanale paolino “ha un’ossessione: i magistrati. E una passione: gli avvocati. Naturalmente i primi sono contro di lui, gli altri li fa eleggere in Parlamento”.
Il pacchetto sicurezza” per Famiglia Cristiana “è inquinato dal ‘complesso dell’imputato’ (definizione di Bossi), e brucia il capitale di fiducia degli italiani (che l’hanno votato a larga maggioranza), assieme all’immagine di grande statista. Ma allontana anche il Colle più alto della politica». Insomma: un comportamento, quello di Berlusconi, che dimostra “un’ossessione personale”.
Ma tanto “fumo” e tante polemiche sui temi della giustizia, sostiene il settimanale dei Paolini, destano sospetti. E fanno pensare all’obiettivo di un “polverone sulla giustizia” che “copra la mancanza di misure a favore delle famiglie, soprattutto le più povere”, nella manovra varata la scorsa settimana e “fatta approvare dal superministro Tremonti in soli 9 minuti e 15 secondi”.
E allora via con la requisitoria “genere Beppe Grillo”, che già in passato aveva fatto accostare il settimanale alle posizioni del comico genovese: “La gente fa i conti, tutti i giorni, con il costo della vita e la difficoltà di fine mese. Il Governo progetta impegni per 35 miliardi di euro in tre anni (oltre metà della legislatura), ma dimentica le famiglie. E senza soldi nessuno farà più figli, di cui invece il Paese ha tanto bisogno. Dov’è finito il ‘piano per la maternità ’ che la Roccella ha promesso nell’intervista a Famiglia Cristiana di tre settimane fa? È sparito anche il ‘bonus bebè’. È comparsa, invece, la ‘carta per gli anziani’, notizia scoppiettante, demagogia pura. La carità diventa legge. I soldi della ‘carta’ saranno al massimo 400 euro all’anno (poco più di 30 euro al mese): si cambia così la vita dei poveri? Allora” conclude sarcastico Famiglia Cristiana “valgono molto di più i pacchi della Caritas o della San Vincenzo”.
Immediate le reazioni dal mondo politico. “Famiglia Cristiana è ingenerosa verso il ministro Alfano” commenta il ministro per l’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi. “La parola ’segretario personale’ usata nei confronti del Guardasigilli come dispregiativo è prosa arrogante e priva di misericordia cristiana”. Sorpreso Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera e deputato del Pdl vicino a Cl, che “un attacco” del genere se lo sarebbe aspettato da Liberazione o dal Manifesto e che parla di “contenuti palesemente pretestuosi” e critiche “pregiudiziali e infondate” rivolte ad Alfano. “È sbagliato non considerare” prosegue “come sembra fare Famiglia Cristiana, i richiami autorevoli venuti dal presidente della Repubblica Napolitano e dal Santo Padre, tesi a ristabilire un clima costruttivo e a mettere da parte una concezione di parte della politica intesa come scontro”.
In difesa del settimanale invece scende in campo Rocco Buttiglione, presidente dell’Udc. “L’intervento di Famiglia Cristiana sulla Finanziaria” commenta “riprende le critiche che abbiamo esposto già al momento della presentazione delle prime misure economiche del governo”.
Inosmma, dopo Veltroni, Casini, Cuffaro e Berlusconi all’appello del settimanale non manca proprio nessuno. Resta solo da capire quanto la sua posizione sia rappresentativa dell’elettorato cattolico italiano.
- Martedì 24 Giugno 2008
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Commenti
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Il 24 Giugno 2008 alle 15:33 dellelmodiscipio ha scritto:
Quella non sembra una famiglia cristiana, parla da tribù pagana.
Il 30 Giugno 2008 alle 18:04 Famiglia Cristiana: da Maroni proposta indecente sui rom » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Nuova invettiva di Famiglia Cristiana contro il governo. Dopo l’attacco al premier per le sue esternazioni sui giudici, un nuovo editoriale commenta duramente la politica del ministro Roberto Maroni. “Prima però le impronte dei parlamentari e dei figli”, titola il settimanale, riferendosi alla proposta del ministro di prendere le impronte digitali ai bambini rom. [...]
Il 12 Agosto 2008 alle 16:25 Ancora bordate di Famiglia Cristiana al governo: “Gioca ai soldatini” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Altro che Di Pietro. Altro che Pd. Da qualche editoriale a questa parte, pare proprio che la vera opposizione al governo Berlusconi la faccia il settimanale dei paolini, Famiglia Cristiana. Nell’ultimo capitolo della “guerra” tra Famiglia Cristiana e l’esecutivo (dopo le bordate “sull’ossessione del premier” verso i giudici, sulla proposta “indecente” di Maroni sule impronte ai bimbi rom), il giornale cattolico stigmatizza l’uso dei militari nelle strade e il divieto di accattonaggio, sposando in pieno le dichiarazioni del cardinale Martino che ha sollevato un “dubbio atroce”: la proibizione dell’accattonaggio serve a nascondere la povertà del Paese e l’incapacità dei governanti a trovare risposte efficaci, “abituati come sono alla ‘politica del rattoppò, o a quella dei lustrini?”. La verità - scrive il periodico diretto da Antonio Sciortino - è che “il Paese da marciapiede” i segni del disagio li offre (e in abbondanza) da tempo, ma la politica li toglie dai titoli di testa, sviando l’attenzione con le immagini del “Presidente spazzino”, l’inutile “gioco dei soldatini” nelle città , i finti problemi di sicurezza, la lotta al fannullone (che, però, è meritoria, e Brunetta va incoraggiato)”. Non è mancata una nota di carattere economico: “È troppo chiedere al Governo di fugare il sospetto che quando governa la destra la forbice si allarga, così che i ricchi si impinguano e le famiglie si impoveriscono?”. E il giornale fornisce i dati, sottolineando che a una crescita delle imprese corrisponde una diffusione del disagio tra le famiglie: “Alla fine della settimana scorsa sono comparse le stime sul nostro prodotto interno lordo e, insieme, gli indici che misurano la salute delle imprese italiane. Il Pil è allo zero, ma le nostre imprese godono di salute strepitosa, mostrando profitti che non si registravano da decenni. L’impresa cresce, l’Italia retrocede. Mentre c’è chi accumula profitti, mangiare fuori costa il 141% in più rispetto al 2001, ma i buoni mensa sono fermi da anni”. Ma essendo il fronte delle critiche piuttosto ampio, nel mirino dell’editoriale cattolico è finito anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, perché vorrebbe vietare ai poveri di rovistare nei cassonetti. Iniziativa che per il periodico dei Paolini scatenerebbe “una guerra tra poveri”. Pronta la replica del primo cittadino capitolino: “Le ordinanze antidegrado” spiega, riferendosi al direttore e ai lettori del settimanale “che ci apprestiamo a emanare sono tutte finalizzate alla lotta contro il racket e lo sfruttamento e non hanno nulla a che fare con la guerra ‘ai poveri’ costretti per fame a rovistare nei cassonetti”. Lo dimostra il fatto che “che sin dall’inizio ci siamo impegnati a confrontare questi testi con le organizzazioni di volontariato, cattoliche e non, che sono impegnate in prima linea nella lotta contro la povertà urbana”. Non si scompone nemmeno il ministro della difesa, Ignazio La Russa, colpito dalle critiche di Famiglia cristiana proprio mentre annuncia di voler inviare i militari anche per la sicurezza nei cantieri e nelle fabbriche: “Noi giochiamo coi soldatini? Lo vadano a dire ai cittadini. A me sembra che ci siano reminiscenze pseudo-ideologiche che vengono da sinistra ma anche da certi cattocomunisti con il solito atteggiamento post-sessantottino, duro a morire”. Gaetano Quagliarello (Pdl) ironizza: “Cambi nome e si chiami Famiglia Cristiana per il Socialismo“. Perentoria invece Isabella Bertolini, deputata del Pdl: “L’astio di Famiglia Cristiana per il governo è così grande da fare andare fuori bersaglio tutte le accuse”. Per il segretario della DcA-PdL e ministro dell’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi, per “Famiglia Cristiana sarebbe meglio un linguaggio cristiano se non democristiano”. [...]
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