Temperature africane, città roventi, sole che non dà tregua: la morsa del caldo (guarda LA GALLERY) che da giorni assedia l’Italia non accenna ad allentarsi. Da Aosta a Napoli e passando per l’Alto Adige (dove si sono registrati livelli di ozono nell’aria superiori alla media) le temperature massime hanno superato abbondantemente i 30-35 gradi sfiorando, in alcuni casi, i 40. E tra mercoledì e giovedì saranno 11 le città colpite dalle ondate di calore: Bolzano, Brescia, Verona, Milano, Torino, Firenze, Perugia, Rieti, Civitavecchia (dove è prevista per giovedì la temperatura record di 39 gradi), Roma e Latina. Una situazione che secondo gli i meteorologi si protrarrà almeno fino all’inizio di luglio.
La buona notizia, stando alle parole dell’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti, è che non dovrebbero verificarsi black out a causa del caldo opprimente. “I rischi di blackout” dice Conti “possono soltanto dipendere da incendi, temporali o fulmini che cadono sulle linee di trasmissione o di distribuzione, ma non possono certo capitare per mancanza di capacità produttiva. Anche perché abbiamo margini di riserva molto ampi e in grado di fornire energia a tutti gli italiani”.
Rischi o no, i dati contenuti nei bollettini del Sistema di sorveglianza del Dipartimento della Protezione Civile dicono che saranno ben 11 su 26 le città che raggiungeranno il “livello 3″ di allarme, quello che indica appunto “la presenza di ondate di calore con condizioni meteorologiche a rischio che persistono per tre o più giorni consecutivi” e contro le quali “è necessario adottare interventi di protezione mirati alla popolazione a rischio”. Ma la situazione non è migliore nel resto dell’Italia: delle 26 città monitorare dal sistema, anche Bologna, Frosinone, Genova, Reggio Calabria e Trieste sono a rischio ondate di calore e raggiungeranno nelle prossime ore il “livello 2″ di allerta. Quello che indica temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono comunque avere effetti negativi sulla salute delle popolazioni a rischio, bambini, anziani e soggetti con patologie cardiovascolari.
E mentre diverse regioni hanno già allertato gli ospedali affinché si attrezzino a fronteggiare una eventuale emergenza, sono proprio gli anziani e i bambini i soggetti su cui ci concentra la maggiore attenzione rinnovando loro i consigli a non uscire nelle ore più calde, a mangiare leggero, a vestirsi con abiti comodi. E a bere molta acqua, come sottolinea Federanziani. “Gli anziani, per un problema ormonale, perdono lo stimolo alla sete e non si rendono conto di non assumere abbastanza liquidi - dice il presidente Roberto Messina - E dunque è fondamentale che familiari e conoscenti svolgano una vigilanza attiva, facendoli bere molto spesso”.
Il VIDEO servizio:
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