Smaltivano idrocarburi nel lago di Garda: quattro denunciati

Smaltimento illegale di gasolio sul Garda
Tubazioni sotterranee per smaltire illegalmente centinaia di litri di gasolio e oli combustibili nel Lago di Garda. Questo il metodo architettato da quattro amministratori di altrettante società, adesso denunciati dalla Procura della Repubblica di Brescia, per smaltire a costo zero e in tempi rapidissimi rifiuti pericolosi. A individuare lo scarico illegale delle miscele idrocarburiche provenienti da un’area artigianale dimessa, è stata una motovedetta dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Brescia. I militari durante un normale controllo del lago, avevano notato un’ampia macchia oleosa davanti al centro abitato di Padenghe. Iniziate le indagini, i carabinieri del Noe, in pochi giorni sono riusciti a risalire ai responsabili e a sequestrare l’intera area di circa 5.500 metri quadrati, il cui valore è stato stimato in 10 milioni di euro. L’ex area artigianale a 300 metri dalle acque del lago, infatti, è stata destinata solo pochi anni fa ad opere di edilizia residenziale.
A finire nel mirino degli investigatori, alcuni degli amministratori delle società edili che si stavano occupando della costruzione di appartamenti di lusso in una zona dove prima vi era un cantiere navale. Proprio loro, durante i lavori di edificazione avevano scoperto numerose cisterne interrate contenenti oli combustibili, miscele e gasolio abbandonate dalla attività artigianale precedente. Ma invece di denunciarne la presenza e procedere al regolare smaltimento hanno versato il contenuto prima nel terreno poi, attraverso una condotta sotterranea, in un fiumiciattolo, il VasoRì, e da qui nelle acque del Lago di Garda. Un metodo veloce per eludere i costi di smaltimento e per evitare ritardi sui tempi di costruzione. “È stato un intervento tempestivo che ha permesso di evitare che litri e litri di sostanze pericolose fossero immesse nelle acque del lago ed in particolare nelle vicinanze di centri abitati” spiega il tenente Roberto Migliori, comandante Noe di Brescia-”ma considerando che una parte di queste miscele già stata abbandonata nel terreno stiamo effettuando analisi per cercare di individuare nel sottosuolo la presenza di altri elementi inquinanti”. Ma le indagini non sono ancora chiuse. I militari del Noe e i carabinieri di Salò, sospettano che nell’area sottosequestro ci siano ancora altre cisterne interrate oltre quelle già scoperte. Per i quattro imprenditori, la denuncia per i reati di apertura scarichi industriali senza autorizzazione, illecita gestione di rifiuti speciali e getto pericoloso di cose.

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