Si era raccomandato, Nicola Mancino: “Niente fughe di notizie”.
Bocca cucita sulle bozze di parere che il Csm doveva discutere sulla questione della norma “blocca processi” nel decreto sicurezza. Ma ieri pomeriggio, prima ancora della discussione, un’anticipazione del giudizio dell’organo superiore dei giudici era già sulle agenzie. Con opinioni come queste: “La blocca processi è un’ amnistia occulta” e “viola l’articolo 111 della Costituzione”.
Mancino si è infuriato con gli altri componenti del Csm, ma non è bastato.
La fuga di notizie infatti non è piaciuta alla maggioranza, già ai ferri corti con i magistrati. E così Filippo Berselli, relatore dell’emendamento “blocca processi” e presidente della commissione Giustizia del Senato, chiede le dimissioni di Nicola Mancino da vicepresidente del Csm, di fatto la prima carica dell’organo di autogoverno dei magistrati essendo quella di presidente assegnata dalla Costituzione al Presidente della Repubblica.
“Sarebbe un atto dovuto” dice Berselli “non eroico, perché la funzione di Mancino è garantire la riservatezza e impedire la diffusione di indiscrezioni così irresponsabili”, che, secondo il senatore del Pdl “mettono in imbarazzo il Presidente Napolitano e non possono passare sotto silenzio”.
Mancino non risponde ma striglia il Consiglio: “Il Csm” ha detto in apertura odierna dei lavori del plenum “parla solo attraverso i suoi atti ufficiali, non con personali interpretazioni. Torno a chiedere riservatezza. Non se ne può più di questa prassi di far dire ai nostri atti o ai nostri documenti non il loro contenuto ma l’interpretazione che qualcuno vuole loro dare”. Mancino ha poi dato incarico al presidente della seconda commissione del Csm Berruti di fissare un decalogo di regole a tutela della riservatezza degli atti e del lavoro dell’organo di autogoverno della Magistratura.
- Giovedì 26 Giugno 2008
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Commenti
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Il 27 Giugno 2008 alle 10:17 nhico ha scritto:
Mancino striglia il CSM, i cui membri però continuano a scalciare. Come tanti muli impazziti. E in questa confusione da circo equestre stabiliscono che il progetto di legge preso in considerazione è anticostituzionale. Perché viola l’articolo 111. Sarebbe, secondo il loro illuminato e responsabile parere, una amnistia occulta. Ora è chiaro a tutti che le direttive che tante procure hanno dato sulla necessità di concentrarsi su certi reati e di tralasciarne altri sono anticostituzionali. Come è anticostituzionale, essendo pur’essa una amnistia occulta, la pesca che fanno i singoli procuratori quando dal mucchio delle informative ricevute delle forze dell’ordine ne tirano fuori una e tralasciano le altre. Perché quell’atto discrezionale viola i dettami dell’obbligatoriatà dell’azione penale. Ma, nei fatti, quello che il CSM vieta di fare al parlamento, poi, permette che lo facciano i suoi associati. Disco rosso all’eletto del popolo. Disco verde ad una funzione, prestigiosa quando si vuole, ma sempre funzione resta, dello Stato. Se non è schizofrenia questa!
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