Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al disegno di legge sull’immunità delle più alte cariche istituzionali, il cosiddetto “lodo Schifani bis”. Lo si apprende da fonti governative.
Secondo il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, si tratta “di un disegno di legge, non chiamiamolo lodo, perchè il lodo implica la partecipazione di tutti e non so se sarà così”.
Quindi, “in disegno di legge”, ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi “verrà immediatamente sottoposto al Parlamento”. Dove “Immaginiamo” ha aggiunto “possa avere, per austerità di contenuto e per la scrittura che non ha lasciato spazio a eccessi (il Ddl contiene un solo articolo e otto commi, di cui l’ultimo è l’entrata in vigore”), un largo consenso parlamentare”. Secondo il Guardasigilli, infatti, “queste diposizioni verso le alte cariche dello Stato sono utili al buon funzionamento delle istituzioni e che non vi sia nessun nesso tra queste disposizione e le norme contenute nel decreto sicurezza”. Alfano è convinto che “questa iniziativa legislativa possa portare verso un più ordinato e sereno equilibrio tra i poteri dello Stato. Abbiamo fatto un lavoro serio di intervento in riferimento ai punti deboli del ‘lodo Schifani’, quelli individuati come incostituzionali dalla Corte. Crediamo inoltre di aver riaffermato i principi che invece erano stati valutati positivamente e non è detto che la Consulta debba pronunciarsi nuovamente sul provvedimento”. Infatti, secondo il ministro Guardasigilli: “Se nessuno eccepirà la costituzionalità di questa legge - ha spiegato - la Corte non avrà motivo di pronunciarsi e la legge dispiegherà i suoi effetti senza passare nuovamente al vaglio della Corte”.
Eccoli, i punti salienti del disegno legge: “La sopensione non è reiterabile, l’imputato ci può rinunciare”, ha spiegato il titolare di via Arenula spiegando il provvedimento approvato in Consiglio dei ministri. “Sono sospesi dalla data di assunzione fino alla cessazione della carica i processi nei confronti del Presidente della Repubblica, del presidente della Camera, del presidente del Senato e del presidente del Consiglio dei ministri”, ha proseguito Alfano. E ancora: “Se Silvio Berlusconi diventasse, in questa o in una prossima legislatura, Presidente della Repubblica si applicherebbe il ddl (che comunque deve ancora diventare legge) approvato oggi dal Cdm che prevede l’immunità per le alte cariche dello Stato”.
E sul ddl si sono poi espressi i rappresentanti dell’opposizione. “Qualunque discussione su un procedimento di questo genere deve vedere prima il ritiro della norma sulla sospensione dei processi”, ha risposto al ministro Anna Finocchiaro, capogruppo al Senato del Partito democratico. “Le condizioni per il consenso parlamentare si creano. Noi abbiamo posto condizioni assolutamente di buon senso. L’immunità per le alte cariche dello Stato deve valere dalla prossima legislatura, altrimenti avremo un sistema in cui si legifera ancora una volta nell’interesse personale del presidente del Consiglio. Ciò è più rischioso per Berlusconi di quanto non sarebbe affrontare serenamente un processo di primo grado. La cosa che non è possibile fare è imporre questo testo nel giro di poche settimane, avendo prima introdotto una norma sulla sospensione del processo. Inoltre non è possibile che questo venga imposto da un presidente del Consiglio che ha un procedimento a suo carico pendente e per impedire che a ottobre vada a sentenza”.
Al solito duro, il leader Idv, Antonio Di Pietro. Che contesta il metodo e merito del nuovo lodo sulla sospensione dei processi per le alte cariche: “Si tratta, in sostanza , di non far processare Berlusconi quando il processo è già arrivato alla fine”. Di Pietro ha ribadito che il suo partito proporrà un referendum abrogativo non appena il disegno di legge sarà approvato dal Parlamento.
Le norme su sollecitazione del governo e per decisione della Conferenza dei capigruppo di Montecitorio, approderanno infatti nell’Aula della Camera lunedì 28 luglio.
- Venerdì 27 Giugno 2008
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Commenti
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Il 27 Giugno 2008 alle 15:12 vincenzo.m. ha scritto:
TANTI SCIOCCHI GIULLARI.
Pregrinando nelle piazze delle città italiane non è raro incontrare dei giullari, individui molto divertenti che, tra il riso ed il faceto, spesso amano cantare un ritornello alquanto fastidioso. Tradurlo non è semplice ma se si vuol proprio giungere ad un sunto, ebbene, eccolo a lato esposto:
Perché mai spender tempo e denari per consegnare una immunità che esiste di per sé considerando l’età dei nostri personaggi?.
Difficile dar torto a questi “giullari”.
Il 27 Giugno 2008 alle 15:44 toto47 ha scritto:
Sor Berlusconi,se non ha bisogno d’altro,per cortesia
si metta a governare.Le urgenze dei suoi connazionali
sono più urgenti delle ” sue”.Che poi sono le urgenze
che le sono servite per buttare fuori il governo Prodi
e che sono state la ” reclame ” della sua campagna Elettorale.A parte l’Ici,non si intravede altro che
distingua il malessere dei suoi connazionali.Malumore
c’era con il governo precedente,delusione e malumore
con il suo ” governo”. Ovvero,una brutta Italia.
Si ricordi che la vita non è eterna,ma può essere eterno il segno che ciascuno saprà lasciare in vita.
Il 27 Giugno 2008 alle 15:51 carlo.tosi ha scritto:
L’articolo 3 della costituzione recita così:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Il nostro caro berlusca la usa come carta igenica la costituzione, ed in barba ai giudizi negativi di mezzo mondo piega le leggi secondo le sue necessità. E chi non è d’accordo è uno sporco comunista. D’altro canto come italiani, abbiamo ciò che meritiamo, l’abbiamo rimesso sul piedistallo ed ora dobbiamo tenercelo.
Il 27 Giugno 2008 alle 19:08 Corrado Buccieri ha scritto:
Se sono persone elette,non dovrebbero ricorrere
all’immunità. Il resto si commenta da solo.
Il 27 Giugno 2008 alle 21:18 zank007 ha scritto:
Credo che il problema debba essere risolto a monte e cioè, chiunque abbia problemi con la legge, non si dovrebbe nemmeno candidare. Detto questo voi potete dire che, incidenti di percorso possono accadere anche durante una legislatura. Vero. E in questo caso, sarebbe cosa buona e giusta che colui il quale viene processato e ritenuto colpevole, debba comunque rinunciare all’immunità ed espiare l’eventuale pena che mai sconterà……….
Il 30 Giugno 2008 alle 13:28 Giustizia, sarà un’estate calda. Di Pietro non si scusa, il Pd minaccia l’ostruzionismo » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Per Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl, “Veltroni e il Pd hanno responsabilità rilevanti nell’imbarbarimento dipietrista”. Addio Walter, senza rimpianti: “Andremo avanti per la nostra strada come ci chiedono gli elettori”, scrolla le spalle Paolo Bonaiuti. Maroni conferma: “I voti li abbiamo, approveremo le leggi da soli senza di loro”. Insomma, nulla fa sperare che ci libereremo in fretta delle liti sulla giustizia. Anzi, il clima di queste ore fa prevedere che un futuro prossimo ancora più da scontro. Martedì 1 il Csm metterà il timbro sul parere che dichiara anti-costituzionali le norme blocca-processi. Mercoledì 2 la Camera dovrà pronunciarsi sulla loro costituzionalità. Martedì 8 luglio, in piazza Navona a Roma, in contemporanea con l’iter di approvazione della legge sulle intercettazioni, l’Italia dei valori manifesterà “per la libertà di espressione e per la giustizia“. Intanto, a Montecitorio per l’intero mese di luglio si prevede un corpo a corpo, senza esclusione di colpo. Tanto che il capogruppo Pd Antonello Soro ipotizza un ostruzionismo massiccio nella speranza di affondare il decreto, che la maggioranza deve convertire entro giovedì 24. Se il blocca-processi supererà lo scoglio, la guerra a quel punto si sposterà sul cosiddetto “lodo Alfano” (processi sospesi per le quattro più alte cariche dello Stato). In base al calendario parlamentare, la rissa sforerà largamente nel mese di agosto. Che, a questo punto, si prospetta più caldo del solito. [...]
Il 7 Luglio 2008 alle 19:19 Lodo Alfano alla Camera, ma è scontro sulla “blocca processi” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Una frenata e un’accelerazione: così il governo si appresta a stoppare la norma “blocca-processi”, anticipando contemporaneamente l’esame da parte di Montecitorio del lodo Alfano (che prevede l’immunità giudiziaria per le 4 più alte cariche dello Stato e la relativa sospensione dei procedimenti giudiziari a loro carico per la permanenza della loro durata in carica). Più che di scambio si potrebbe parlare allora di sorpasso. Tutto comincia questa mattina quando, nell’ufficio di presidenza delle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali di Montecitorio, riunito per fare il punto sull’ordine dei lavori riguardanti il decreto sicurezza, la maggioranza cala la sua carta a sorpresa: viste le polemiche che si sono create a proposito della norma blocca-processi, è la proposta illustrata dal presidente della prima commissione Donato Bruno, questa si potrebbe anche togliere dal provvedimento, ma il Lodo Alfano si dovrà calendarizzare subito perché l’obiettivo è quello di votarlo in Aula addirittura prima del decreto. E le intenzioni del governo “di anticipare in aula l’esame del lodo Alfano rispetto al decreto sicurezza e alla manovra” sono confermate anche dal ministro per i Rapporti con il parlamento Elio Vito. L’intenzione, ha assicurato, è comunque di “garantire i tempi di conversione dei decreti, che sono stretti”. L’eventuale stralcio infatti, a norma di regolamento, si potrebbe configurare come una richiesta di decadenza dell’articolo da parte del relatore in aula, quindi non prima di mercoledì. In caso di decadenza dell’articolo, il testo del decreto dovrebbe tornare all’esame del Senato per il voto definitivo dopo la modifica apportata dalla Camera. Ma l’accelerazione divide il centrosinistra. Il Pd, con il capogruppo della Camera Antonello Soro, fa capire che di questo “scambio” si può anche parlare: “Auspichiamo che stasera insieme alla proposta di invertire l’ordine del giorno arrivi anche una contestuale decisione di ritiro di quella parte del decreto…”. Al contrario l’Idv non sente ragioni. “Noi di baratti non ne facciamo”, dice il responsabile Giustizia del partito Federico Palomba. E, alla vigilia della manifestazione indetta per protestare proprio contro le “leggi ad personam” del governo Berlusconi, annuncia “battaglia in Aula e nelle piazze” (e domani è infatti previsto il girotondo di Di Pietro-Grillo, a piazza Navona). Mentre l’Udc preme perché l’accordo si faccia. Del resto é stato proprio Pier Ferdinando Casini a proporre lo ’scambio’ in un’intervista al Corriere. Non tutti comunque nella maggioranza guardano con favore alla proposta. Il deputato del Pdl e legale del premier Niccolò Ghedini parla infatti di “baratto scellerato”. Per Ghedini, infatti, “non c’è alcun collegamento” tra i due provvedimenti. “Il primo” ha spiegato Ghedini “è un provvedimento a tutela di tutti i cittadini, mentre il lodo Maccanico-Schifani-Alfano è un provvedimento per evitare che le più alte cariche dello Stato siano soggette continuamente a processi”. Il senatore auspica, comunque, che il processo cosiddetto Berlusconi-Mills, in corso oggi a Milano, prosegua fino alla conclusione “per dimostrare l’estraneità del presidente del consiglio alle accuse”. [...]
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