“Tante polemiche strumentali finiscono con il mettere in secondo piano l’interesse collettivo”. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un messaggio inviato alla Federazione italiana tabaccai in occasione di un convegno nazionale, torna sul tema della giustizia, sottolineando che il governo farà ogni “sforzo perché l’interesse di pochi non prevalga su quello di quasi tutti, continuando” scrive il premier “nella direzione che era indicata nei nostri programmi e si incarna nella nostra azione”.
Il governo, sottolinea Berlusconi, “ha scelto di mettere la sicurezza e l’ordine pubblico tra le priorità della propria azione, compresa la volontà di ridare efficienza e forza credibile ad una giustizia che, troppo spesso delude le aspettative in essa legittimamente riposte”.
Immediata la reazione dell’Italia dei Valori. “Che Berlusconi parli di interesse collettivo è quasi una barzelletta” afferma Massimo Donadi, capogruppo dell’Idv alla Camera. “E pure di cattivo gusto, visto che da quando è stato eletto ha solo pensato ai suoi affari personali e mai alla situazione del Paese, sempre più drammatica soprattutto dal punto di vista economico”. “Una situazione molto grave” conclude “che richiede la più ferma e decisa opposizione, in Parlamento e nelle piazze”.
E anche il Pd si fa sentire: le parole del premier non convincono Walter Veltroni. Che accusa “le iniziative di governo e presidente del Consiglio” di aver dimenticato l’interesse generale, “dando di nuovo priorità a vicende legate ad interessi particolari e personali e assestando un colpo mortale a quel bisogno di confronto alto tra diversi schieramenti sulle riforme e la modernizzazione delle istituzioni e della politica”. Il leader Pd aggiunge che “non torneremo mai più al clima rissoso e paralizzante di questi ultimi quindici anni” e ammonisce che “si illude chi spera di trascinarci indietro e di diminuire così le nostre potenzialità di espansione, le nostre possibilità di parlare agli italiani e di guadagnare nel tempo la loro fiducia”.
A fare da paciere ci prova “addirittura” il leader della Lega Umberto Bossi: a “Silvio” dirà “di darsi una calmata”. Poi parlerà con Veltroni “per ricucire il dialogo”, perché “per fare le riforme c’è bisogno di tutti, anche dell’opposizione”. Nell’insolita veste di “pompiere” tra Pd e Pdl, il Senatur spiega, in un’intervista sulla Stampa che è pronto a fare di tutto “per portare a casa il federalismo”. La materia, a lui che di questa riforma è il ministro, interessa molto al popolo del Carroccio. E Bossi assicura: il testo “è quasi pronto” dice ancora il ministro “e sarà collegato alla finanziaria”. La base su cui discutere con le Regioni, aggiunge, sarà “lasciare loro l’80% dell’Iva e il 15% dell’Irpef”. Ma in una fase così “decisiva per imboccare il percorso verso le riforme” è necessario ritornare al dialogo con il Partito democratico: “Il Paese è al collasso se si rompe il dialogo” spiega “per rialzarsi l’Italia ha bisogno di riforme vere, non di chiacchiere o beghe politiche”. Per questo il Senatur vuole “parlare con Veltroni, per fargli capire che dialogare serve a tutti, anche a loro. Perché tutti gli elettori, anche quelli del Pd, staranno meglio con il federalismo fiscale”. Due parole, però, le dirà anche al premier: “Sulla magistratura cerco di fermare Silvio Berlusconi. Anche se capisco che fa così, perché i giudici lo stanno legnando inutilmente”.
- Lunedì 30 Giugno 2008
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