- Tags: maturità , Mitì-Vigliero-Lami, scuola, stupidario
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L’ultimo libro letto? “Il fu Mattia Bazar”. Chi era Artù? “Il cavaliere di punta della tavola rotonda”. Sono queste alcune delle perle uscite dagli esami di maturità dell’anno scolastico 2006-2007. E chissà quante ce ne regaleranno (oltre a quelle già partorite dal Ministero della pubblica istruzione sulle tracce degli scritti) gli orali della maturità 2008. Ormai nel vivo, con una durata a macchia di leopardo, diversa da istituto a istituto, rappresentano il momento cruciale di un quinquennio di studi. Anche a livello di gaffe possibili, di fronte a una schiera di commissari più o meno minacciosi.
Di “stupidari” già sorti a raccogliere le grandi quanto colorite castronerie pronunciate da alunni in tilt da esame (o semplicemente un po’ ignoranti) ce ne sono diversi. Siano fondati o un po’ inventati, hanno comunque un comune denominatore: strappare risate. Anche alle persone più tese. Ecco perché la blogger Placida Signora, ovvero Mitì Vigliero Lami, l’autrice di uno dei primi stupidari della maturità datato 2001, invita gli stessi maturandi a leggersi qualche estratto dal suo libro, per rilassarsi e sdrammatizzare (oltre che per ricordare che è meglio studiare). Presenta così delle “meravigliose follie tratte da temi e interrogazioni riguardanti il capolavoro manzoniano”, I Promessi sposi. Come ad esempio, “Lucia, la notte dell’Innominato, stette sveglia imprecando la Madonna di salvarla”. O il sospetto: “E chi ci dice che Lucia non avesse fatto la scema con don Rodrigo?”. Evoluzione precoce: “Allora Gertrude telefonò ad Egidio”. Fino al gossip scandalistico: “Perpetua era la convivente di don Abbondio”.
Ale & Franci, invece, gli autori del nuovo e più recente stupidario della maturità , sugli esami del 2007, Prof, parlerò dello sbarco in Lombardia, sostengono che “test scientifici hanno dimostrato che leggere questo libro la notte prima degli esami porta bene al candidato”. Sempre che non sorga un incosciente spirito di emulazione! Che, oltre agli strafalcioni stile “Il fu Mattia Bazar”, potrebbe regalare uscite tipo: “E così Enea incontrò la sibilla cubana”. O, alla domanda del prof: “Che cos’è Narciso e Boccadoro?”, la risposta non troppo convinta: “Ehm… un film con Cicciolina?”. Fino a perle dantesche: “Nella Divina commedia i dannati all’inferno subiscono la pena del contrabbasso”.
Insomma, il consiglio primario? Studiate, ragazzi, studiate.
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Commenti
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Il 2 Luglio 2008 alle 11:56 simona.santoni ha scritto:
Il libro “Lo stupidario della maturità ” di Mitì Vigliero Lami è datato 1991, non 2001.
Il 2 Luglio 2008 alle 18:20 MitiVigliero ha scritto:
Magari! Sarei mooolto più giovane ;-)
Grazie per la citazione, e un caro saluto.
Il 3 Luglio 2008 alle 12:35 Elena Sofia Ricci e i suoi ricordi dell’esame di maturità » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
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