Adinolfi: Veltroni faccia come me, si dia al poker

Mario Adinolfi
Mario Adinolfi, 37 anni a Ferragosto, è stato tra i cinque che si sono sfidati alle primarie del Partito Democratico: quarto posto finale il suo dietro i tre big (Veltroni, Bindi, Letta), seimila voti raccolti che gli hanno valso un posto tra i cento che hanno scritto lo statuto del Pd, un’elezione sfiorata alla Camera che dovrebbe/potrebbe concretizzarsi tra un anno quando qualcuno dei big si candiderà alle europee, un ruolo di membro di diritto della direzione nazionale confermato la settimana scorsa dall’Assemblea costituente. E proprio il giorno dopo questa riunione non proprio trionfale per Veltroni e il Pd, sul suo blog Adinolfi ha annunciato di essere in partenza per Las Vegas dove ora è tra i giocatori che si stanno sfidando per il titolo di campione del mondo di poker.

Adinolfi, Veltroni è nella bufera e lei se ne va a giocare a poker?
A Veltroni qualche giretto nel mondo del poker servirebbe, forse imparerebbe anche a gestire meglio una mano andata molto male come quella delle elezioni politiche. Comunque, il segretario non apprezza molto i miei consigli, sono sempre troppo schietto, posso permettermi un paio di settimane qui a Las Vegas, non ne soffrirà.

Sul suo blog lei ha scritto che il poker è come la politica. Ci spiega?
Più banalmente ho scritto sul blog che i due campi hanno parecchio in comune. Quando inizi una mano di poker devi aver chiaro che potrà essere ordinaria amministrazione oppure il momento in cui ti devi assumere il massimo dei rischi. Per vincere a poker verrà sempre l’attimo del rischio assoluto, del dentro o fuori. I politici nostrani sono invece dei giocatori estremamente “tight” (gergale per “chiusi”), non vogliono mai sentirsi dire “player out” (sei fuori) e per loro l’importante è tenere vivo il posto al tavolo, anche se il trascorrere del tempo erode le loro chips e di conseguenza immobilizza ogni loro potenzialità.

Lei Veltroni lo conosce bene, lo ha sfidato più volte, prima per il Campidoglio poi per la segreteria del Pd. Come si comporterebbe a un immaginario tavolo di gioco?
Veltroni m’è apparso colui che meglio di altri sa gestire i rilanci, ora ha perso una grossa mano, è “short” (ha poche chips rimaste) e dovrebbe essere estremamente coraggioso se sapesse giocare a poker. Lo “short” che prova a gestire poche chips invece di giocarsi tutto con un coraggioso “all in” è condannato all’eliminazione. Spero che trovi presto questo coraggio. L’ho detto, un giretto con me qui a Las Vegas potrebbe fargli bene.

La versione televisiva del poker all’americana sta facendo ascolti enormi anche in Italia. Come spiega questo successo?
Il poker nella versione Texas Hold’em che sto giocando ora a Las Vegas è estremamente spettacolare, mette alla prova le qualità migliori di un individuo: intelligenza, tenacia, propensione al rischio, capacità di lettura dell’avversario. In più, è facilmente comprensibile a chiunque, le regole sono semplici. E’ un gioco chiaro, si vince e si perde senza ambiguità, senza possibili recriminazioni, senza territori grigi. Forse anche questo piace all’italiano, che non ne può più di vedere imbrogli e intrighi e melma dietro ogni angolo.

Adinolfi, se dovesse tornare in Italia da campione del mondo, con quel premio favoloso da dieci milioni di dollari?
Non cambierebbe molto nella mia vita. Avrei realizzato un sogno personale e continuerei a dare una mano per una politica rinnovata e migliore di quella che abbiamo. Il poker mi insegna qualche trucco in più per continuare la battaglia contro i vecchi arnesi politici nostrani. Non a caso, qui a Las Vegas, i risultati migliori li ottengono i giovanissimi che si sono formati giocando sul web e stanno battendo tutte le vecchie glorie. Accadrà presto anche nella politica italiana.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 3 Luglio 2008 alle 12:07 Adinolfi: Veltroni faccia come me - Italia Poker Forum ha scritto:

[...] Adinolfi: Veltroni faccia come me Adinolfi: Veltroni faccia come me, si dia al poker » Panorama.it - Italia Mario Adinolfi, 37 anni a Ferragosto, è stato tra i cinque che si sono sfidati alle primarie del Partito Democratico: quarto posto finale il suo dietro i tre big (Veltroni, Bindi, Letta), seimila voti raccolti che gli hanno valso un posto tra i cento che hanno scritto lo statuto del Pd, un’elezione sfiorata alla Camera che dovrebbe/potrebbe concretizzarsi tra un anno quando qualcuno dei big si candiderà alle europee, un ruolo di membro di diritto della direzione nazionale confermato la settimana scorsa dall’Assemblea costituente. E proprio il giorno dopo questa riunione non proprio trionfale per Veltroni e il Pd, sul suo blog Adinolfi ha annunciato di essere in partenza per Las Vegas dove ora è tra i giocatori che si stanno sfidando per il titolo di campione del mondo di poker. Adinolfi, Veltroni è nella bufera e lei se ne va a giocare a poker? A Veltroni qualche giretto nel mondo del poker servirebbe, forse imparerebbe anche a gestire meglio una mano andata molto male come quella delle elezioni politiche. Comunque, il segretario non apprezza molto i miei consigli, sono sempre troppo schietto, posso permettermi un paio di settimane qui a Las Vegas, non ne soffrirà. Sul suo blog lei ha scritto che il poker è come la politica. Ci spiega? Più banalmente ho scritto sul blog che i due campi hanno parecchio in comune. Quando inizi una mano di poker devi aver chiaro che potrà essere ordinaria amministrazione oppure il momento in cui ti devi assumere il massimo dei rischi. Per vincere a poker verrà sempre l’attimo del rischio assoluto, del dentro o fuori. I politici nostrani sono invece dei giocatori estremamente “tight” (gergale per “chiusi”), non vogliono mai sentirsi dire “player out” (sei fuori) e per loro l’importante è tenere vivo il posto al tavolo, anche se il trascorrere del tempo erode le loro chips e di conseguenza immobilizza ogni loro potenzialità. Lei Veltroni lo conosce bene, lo ha sfidato più volte, prima per il Campidoglio poi per la segreteria del Pd. Come si comporterebbe a un immaginario tavolo di gioco? Veltroni m’è apparso colui che meglio di altri sa gestire i rilanci, ora ha perso una grossa mano, è “short” (ha poche chips rimaste) e dovrebbe essere estremamente coraggioso se sapesse giocare a poker. Lo “short” che prova a gestire poche chips invece di giocarsi tutto con un coraggioso “all in” è condannato all’eliminazione. Spero che trovi presto questo coraggio. L’ho detto, un giretto con me qui a Las Vegas potrebbe fargli bene. La versione televisiva del poker all’americana sta facendo ascolti enormi anche in Italia. Come spiega questo successo? Il poker nella versione Texas Hold’em che sto giocando ora a Las Vegas è estremamente spettacolare, mette alla prova le qualità migliori di un individuo: intelligenza, tenacia, propensione al rischio, capacità di lettura dell’avversario. In più, è facilmente comprensibile a chiunque, le regole sono semplici. E’ un gioco chiaro, si vince e si perde senza ambiguità, senza possibili recriminazioni, senza territori grigi. Forse anche questo piace all’italiano, che non ne può più di vedere imbrogli e intrighi e melma dietro ogni angolo. Adinolfi, se dovesse tornare in Italia da campione del mondo, con quel premio favoloso da dieci milioni di dollari? Non cambierebbe molto nella mia vita. Avrei realizzato un sogno personale e continuerei a dare una mano per una politica rinnovata e migliore di quella che abbiamo. Il poker mi insegna qualche trucco in più per continuare la battaglia contro i vecchi arnesi politici nostrani. Non a caso, qui a Las Vegas, i risultati migliori li ottengono i giovanissimi che si sono formati giocando sul web e stanno battendo tutte le vecchie glorie. Accadrà presto anche nella politica italiana. [...]

Il 12 Ottobre 2009 alle 8:31 Adinolfi è una schiappa anche a poker : Giornalettismo ha scritto:

[...] politica. Penserete subito ai bari che popolano entrambi i tavoli, ma il parallelo è molto più raffinato e profondo: “Quando inizi una mano di poker devi aver chiaro che potrà essere ordinaria amministrazione [...]

Il 4 Dicembre 2009 alle 16:47 Il No B Day di Adinolfi: “Di Pietro ci mette il cappello, la caserma del Pd tentenna” - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] con la vittoria di Bersani e il ritorno a logiche da “partito comunista”, ha preferito darsi alla sua vera passione: il poker. Mario Adinolfi, giornalista, editorialista di Europa (foglio del Pd vicino agli ex Margherita), [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101