In Afghanistan il governo italiano ha deciso di rafforzare il contingente nella zona “calda” di Farah, dove ammette che i nostri militari combattono già da un anno e dove per questo, nei prossimi mesi, invierà più uomini ed elicotteri. Lo ha annunciato ieri il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, in visita nel Paese.
A partire dal 5 agosto, quando l’Italia cederà ai francesi il comando della regione di Kabul dove attualmente ha circa 1.300 militari, 500 verranno spostati dalla capitale alla regione Ovest, tra Farah - dove adesso si trovano circa 200 uomini comprese le forze speciali della Task Force 45 - e Delaram, enclave meridionale inserita l’anno scorso nella Regione Ovest per facilitare le operazioni contro le infiltrazioni di ribelli verso nord.
“Gli uomini saranno aumentati complessivamente di un battaglione in concomitanza con la cessione del comando della regione di Kabul… verranno spostati lì”, ha detto La Russa parlando della Regione Ovest, dove oggi ha visitato i militari italiani presenti a Herat e Farah.
“Il rischieramento sarà a regime da novembre”, ha spiegato ai giornalisti il generale Vincenzo Camporini, capo di Stato maggiore della difesa, che ha accompagnato il ministro nella sua visita assieme al generale Giuseppe Valotto, capo del Comando operazioni di vertice interforze (Coi).
Intanto con la visita e l’annuncio fatto oggi dal ministro è stata ufficializzata la presenza stabile di un contingente italiano a Delaram e delle forze speciali a Farah, a ridosso del sud dove gli alleati della Nato sono in piena guerra con i talebani. “Non c’è un’escalation (di violenze): c’è un’escalation di informazione. (Gli italiani) combattono così da un anno, ma sui giornali italiani non se ne parlava”, ha spiegato La Russa. “Prodi l’ha tenuto sottocoperta” nel tentativo di evitare problemi con la sinistra radicale, ha detto La Russa a proposito della presenza degli italiani a Farah, pur ammettendo che al suo posto avrebbe seguito la stessa linea. Tra forze speciali - Comsubin e Col Moschin - e forze d’élite - 4° Alpini paracadutisti e 66° Aeromobile - sono un centinaio i militari italiani a Farah.
Con il rischieramento in programma, l’obiettivo, spiegano i militari, è di raddoppiare le capacità operative sul terreno, arrivando a un migliaio di “operativi”.
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Commenti
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Il 3 Luglio 2008 alle 15:50 Afghanistan: si combatte nel settore italiano » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Dopo che il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha “sdoganato” ufficialmente durante la sua visita in Afghanistan il ruolo delle truppe italiane anche nei combattimenti sostenuti contro i talebani, dall’Afghanistan Occidentale giungono notizie di nuovi scontri in corso in queste ore nel settore a guida italiana. Nell’area di Shindand, a sud di Herat, fonti americane dell’operazione Enduring Freedom segnalano scontri con i talebani da tempo arroccatisi tra i monti di questa zona dove è operativa una base che ospita forze speciali afgane con istruttori e consiglieri militari americani e italiani e dove recentemente è stata schierata anche una compagnia di marines del 7° reggimento. Almeno 25 guerriglieri talebani sono stati uccisi mercoledì nel corso di aspri combattimenti contro le forze di sicurezza afgane e le truppe spagnole della Nato nella provincia di Badghis, dove Madrid schiera circa la metà degli 800 militari del contingente dislocato in Afghanistan. L’esercito e le forze di polizia afgane affiancate da alcuni soldati spagnoli con compiti di consiglieri militari e di supporto hanno lanciato un’operazione ancora in corso in queste ore nel distretto di Muqur scattata in seguito a un’imboscata tesa dai talebani a un convoglio militare. Il capo della polizia della provincia, generale Mohammad Ayub Niazyar, ha riferito che “almeno 25 talebani sono stati uccisi e molti sono rimasti feriti durante i combattimenti iniziati quando i guerriglieri hanno attaccato le nostre truppe”. Secondo il vice governatore della provincia, Abdul Ghani Saber, un soldato afgano è rimasto ferito e due veicoli sono stati incendiati mentre il comandante talebano Mullah Qudus ha riferito che i suoi miliziani avrebbero ucciso dieci soldati afgani e alleati. A Badghis, come in tutte le quattro province dell’ovest, è segnalata da tempo una crescente presenza talebana complice anche la limitata presenza di truppe alleate e afgane. Durante la visita di La Russa a Herat, il generale Francesco Arena che guida il Regional Command-West della NATO, ha sintetizzato efficacemente le difficoltà a controllare un territorio così ampio spiegando che “a Herat abbiamo circa la metà degli uomini che servono per garantire la sicurezza in una partita come Roma-Lazio”. La Russa ha confermato che da settembre il contingente italiano nell’Ovest verrà rinforzato con 500 soldati e altri 3 elicotteri, disponibili dopo il drastico ridimensionamento del contingente schierato a Kabul, attualmente 1.400 militari che saranno ridotti a 500 entro settembre. [...]
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