Berlusconi non andrà a “Matrix”: “Niente gossip”

Il candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi
“No Martini, no party”, diceva George Clooney nella celebre pubblicità. E il Cavaliere ha fatto più o meno lo stesso con Matrix: “No intercettazioni, no tv”. Si potrebbe riassumere così la giornata politica di oggi che è vissuta pericolosamente sul filo e in attesa delle intercettazioni. Più o meno presunte. Più o meno hard.
Alla fine le intercettazioni sul premier, di cui si parla da giorni nei palazzi della politica, non sono uscite. Su nessun giornale. Di conseguenza Silvio Berlusconi non andrà a Matrix questa sera. Eppure l’attesa della possibile pubblicazione delle intercettazioni ha comunque movimentato la giornata politica.
Facendo lievitare enormemente le insinuazioni. Fino ad arrivare al top con il capogruppo alla Camera dell’Idv, Massimo Donadi: “Negli Usa Bill Clinton è stato al centro di una bufera mediatica per vicende sessuali con Monica Lewinsky, ma poi non l’ha fatta ministro…”. La risposta del Cavaliere a “Matrix” non ci sarà, ma Niccolò Ghedini, deputato del Pdl ed avvocato di Berlusconi, ha spiegato che la misura è colma: “L’emergenza c’è e sarà il Consiglio dei ministri, domani, a valutare collegialmente se sulle intercettazioni si procederà per decreto legge”. Il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna - al centro del massimo dei pettegolezzi - taglia corto: “Non mi occupo di intercettazioni, di gossip, di stupidaggini. Non fanno parte della delega del mio ministero, e quindi non me ne occupo”.
Il Cavaliere è stato blindato tutto il pomeriggio con i suoi più stretti collaboratori per decidere se andare o meno a Matrix e per sciogliere il dubbio tra decreto e disegno di legge sulle intercettazioni. Alla fine la decisione è stata quella di non andare a farsi “mitragliare” da Enrico Mentana. Nessuna colpa per l’anchorman del Tg5. Berlusconi ha spiegato di aver rinunciato alla diretta Mediaset per non oscurare il lavoro del governo con il gossip: “Abbiamo lavorato tanto e benissimo in questi primi due mesi”. Per questo, ha aggiunto in una nota il premier, “non mi pare opportuno e producente intervenire sui temi proposti da Matrix (giustizia e intercettazioni) che farebbero passare in secondo piano le tante cose realizzate dal Governo per cedere il passo ad argomenti e gossip negativi che inquinano ed ammorbano il dibattito politico e parapolitico di questi giorni deviando l’attenzione del Paese dai problemi concreti e dai risultati dell’azione di governo”.
Conferma invece la sua presenza prevista per la settimana prossima a Matrix il leader del Pd, Walter Veltroni: “Io parlerò di temi sociali che interessano ai cittadini e non certo delle cose cui fa riferimento il presidente del Consiglio, ovvero il gossip”. Per Veltroni non serve un decreto sulle intercettazioni, ma piuttosto sui salari.
E proprio sul provvedimento anti-intercettazioni si accendono i riflettori. Ci sarà domani nel Cdm? E sarà un decreto o un disegno di legge? Ai posteri, ma soprattutto all’ordine del giorno di palazzo Chigi che è atteso in queste ore, l’ardua sentenza.
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Commenti

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Il 3 Luglio 2008 alle 21:55 fercas ha scritto:

Il berlusca ha fatto bene a non abboccare! Andando a Matrix avrebbe avuto tutto da rimettere e nulla da guadagnare! E’ vergognoso comunque che la sinistra, utilizzando questi mezzucci, cerchi di delegittimare lui e quindi il governo! Evidentemente non gradiscono che esso funzioni come stà dimostrando! Rimango stupefatto dell’ipocrisia di tanti italiani sul fatto (eventuale) che il berlusca si sia fatto qualche velina! Visto che, come ogni tanto le cronache evidenziano, neanchè ai preti fà così male! E poi, se devo essere sincero, io il berlusca lo invidio! Perchè se a 70 anni riesce ancora a tenere la barra dritta bè, vorrei tanto essere al suo posto quando, se Dio vorrà, raggiungerò tale traguardo! Veramente che ipocriti siamo! Ci scandalizziamo se la Gregoraci dà qualche bacino o carezza al portaborse di Fini e poi lacrimiamo nel vederla in abito bianco e corriamo all’edicola per non perdere il reportage esclusivo!!! Pa perchè italioti non vi scandalizzavate quando un tal radicale faceva assurgere al rango di onorevole le pornostar? Oppure nell’attuale, quando rifondatori comunisti hanno elevato a tale rango froci e bombaroli? Domando.

Il 4 Luglio 2008 alle 8:49 vincenzoaliascontadino ha scritto:

L’UNTÀ DI PADELLARO SI CREDE GIORNALISTA PER NOTIZIE DI GOSSIP?
Niente di strano e vero, ma la stranezza per un quotidiano Politico come L’Unità, menti d’elite Marxiani, che sanno scrivere bene, ma dove si vuole arrivare? Insomma, come dire che a Napoli non v’è monnezza ma sola Margherita di Jervolino, Verdi di Pecoraro e ricchezza di Bassolino? Allora, spiegatemi, ci sono disoccupati organizzato, disubbidienti e deficienti inutili? Questi come mai non vanno a lavurà? Chi paga le bollette, viaggi e vivande, visto che tutti con pensioncina falciata dall’inflazione a mala pena arrivano alla 3^ settimana ed io, da 13 anni non riesco a fare un viaggio? Io credo che Padellaro se laureato, sa scrivere bene, ma non debba nuotare in fondo un acquario per pulire l’acqua sporca, ma spiegare, cosa e come risolvere le cose non scrivere bene non serve si arrivano risultati da cappotto: questo dottò Padellaro è un biscotto, se non l’inzuppi di verità, diventa come un boomerang ed giornalista finto, io contadino vero, Le dico e Le insegno, se non zappi, concimi, diserbi innaffiando con verità col C* che raccogli i frutti: ma evidente che L’Unità con Lei alla Direzione, sia con evidenza diventato un fucile che spara nel mucchio come in una riserva , mentre il cacciatore racconta al bar sport di quanto è bravo a sparare. Vincenzo Alias Il Contadino enzoaliasilcontadino@alice.it Matera

Il 4 Luglio 2008 alle 10:39 luanmagi ha scritto:

Moshe Dian ebbe modo di dire “domani uscirà un’altro giornale, e così via finchè non si stancheranno e non farà più notizia” è una lezione di un grande, speriamo che qualcuno la raccolga. Le parole del Donadi mostrano una certa invidia per non essere l’oggetto della “levinsky” ma che un parlamentare della Repubblica ricorra a certi argomenti dà da pensare sulla qualità dell’uomo politicus dell’idv. forse è meglio parlare di pompe che dei suicidi di gente sbattuta in carcere per estorcere confessioni, d’altronde chi ha mai detto che gente come Torquemada non esista più. Non vedo però un così alto livello in figuri che sputt**nano il mio paese, piuttosto dei mancati savonarola, rompib**** d’eccellenza per i quali, visto il costo del carburante non è più possibile ricorrere al rogo, sarebbe da stupidi gettare tanto denaro. Quanto al Walter, poveraccio, delle due l’una, o scrive la lettera al Presidente lamentandosi del troppo lavoro fatto dal governo, o sostiene che il governo non fà altro che articoli per tutelare il premier. Io il lavoro e le norme emanate me le leggo, non sono il massimo? è molto ma molto di più del nulla precedente, Unipol esclusa, ovviamente.

Il 4 Luglio 2008 alle 12:11 Intercettazioni: il Consiglio dei ministri oggi non parla del decreto » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “Non si è parlato del decreto legge sulle intercettazioni” nel Consiglio dei ministri di oggi. Lo ha riferito il ministro delle Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, al termine della riunione. Anche Massimo D’Alema è intervenuto sul tema delle intercettazioni: “La sistematica pubblicazione di materiali coperti da segreto istruttorio è un problema in uno stato di diritto e in Italia non è mai stato processato nessuno per questo reato”. “Noi siamo contrari” ha evidenziato D’Alema “alle leggi ad personam ma siamo garantisti e il governo Prodi, nel quale c’era pure Di Pietro, aveva presentato un ddl che affrontava con equilibrio questa materia”. “Non ritengo di dover manifestare con Di Pietro perché dissento dal suo modo di condurre la battaglia politica” ha detto a Piero Fassino, ministro ombra degli Esteri del Pd, sulla manifestazione indetta l’8 luglio a Roma per protestare contro la politica in materia di giustizia del governo. “Secondo me ci andrà tanta gente, e anche tanta gente che vota il Partito democratico” ha affermato Fassino “e non ho niente da obiettare. Ma io avrò diritto di non andarci?”. “Non aderiamo alla manifestazione” ha spiegato il parlamentare del Pd “perché il taglio dato dagli organizzatori avvita ancora di più la politica in questa spirale di rissa, di radicalismo estremo alla fine del quale raccoglieremo solo macerie”. Intervenendo poi nella polemica degli ultimi giorni sulle intercettazioni che riguardano il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Fassino ha detto: “Dove sta scritto che i giornali, quando vengono in possesso di un’intercettazione, devono pubblicarla? Come se fosse un obbligo morale. Non si pubblica qualsiasi cosa per vendere quattro copie in più e sputtanare il mondo”. LEGGI ANCHE: Berlusconi non va a Matrix: Niente gossip” [...]

Il 4 Luglio 2008 alle 16:43 Berlusconi: “Soddisfatto della squadra e del lavoro” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Il premier, nella nota in cui motivava ieri il suo no a Matrix, spiegava che non voleva offuscare quanto fatto in questi due mesi di governo andando in una trasmissione a parlare di gossip. E oggi al termine del Consiglio dei ministri, dove non si è parlato di intercettazioni, si è presentato nella sala stampa di palazzo Chigi per tracciare un bilancio di questi primi sessanta giorni di esecutivo. Un governo che per Silvio Berlusconi è stato “eccezionale a dispetto del gossip dei giornali e del fango gettato da certa magistratura”. “A due mesi dall’inizio dell’attività del governo sono estremamente soddisfatto della squadra e del lavoro che siamo riusciti a fare”. E’ questo l’esordio in conferenza stampa affiancato dai ministri Maurizio Sacconi, Roberto Calderoli, Mara Carfagna, Angelino Alfano, Ignazio La Russa, Gianfranco Rotondi e Stefania Prestigiacomo. Poi entra nel merito di tutte le insinuazioni di questi giorni: “Nonostante tutto questo fango che, senza fondamento e senza base, viene gettato sul governo e su singoli ministri, i sondaggi ci premiano e continua a crescere la fiducia degli italiani”. Una fiducia che il premier indica essere cresciuta nelle ultime settimane ancora di uno 0,3%”. Come spesso gli accade agli attacchi Berlusconi risponde non mollando, ma anzi attaccando: “Non ci facciamo impressionare dagli attacchi delle toghe. Sui giornali in primo piano campeggiano continui attacchi da certa magistratura. Vogliono sovvertire il voto degli italiani, ma il tentativo fallirà. Quel tentativo che è riuscito nel 1994 non riuscirà questa volta non 2008”. Quindi la frase nuova. Dopo aver ribadito che non si avvarrà della norma blocca-processi e aver detto che non si tratta di una norma salva-premier, ma di una norma salva tutti esclama: “Il premier non ha bisogno di essere salvato. Si salva da solo: ha un’autorevolezza che va oltre i magistrati militarizzati e militanti”. E riguardi ai suoi processi si fa sfuggire una frase che frena subito dopo: “Alcuni non sono processi… li definirei in altro modo ma non voglio acuire la polemica”. Il premier quindi spiega che il governo dovrà non solo lavorare, ma anche spiegare agli italiani i risultati conseguiti. E per questo accanto a lui in conferenza stampa siedono tanti ministri a cui non risparmia lodi: “Sono estremamente soddisfatto della squadra di governo e voglio ringraziare l’entusiasmo la passione di ministri nuovi e giovani che ci hanno già fatto realizzare alcuni impegni elettorali”. Per spiegare agli italiani le cose fatte dal governo il premier sceglie la strada, già attuata con Forza Italia, dei gazebo: “Vogliamo comunicare i risultati del nostro lavoro e ogni fine settimana il Pdl, tramite i gazebo in tutta Italia, farà conoscere i risultati del governo”. Un’idea a cui si aggiunge la conferenza programmatica che ha annunciato il ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi per il 24 luglio: “sarà la prima, poi gireremo le cento città italiane in tutta la legislatura, per raccontare quel che il governo ha fatto, ascoltare le proposte dei cittadini ed essere presenti sul territorio”. Il presidente del Consiglio, dopo aver promesso che i rifiuti di Napoli verranno rimossi entro il 20 luglio, ha quindi svolto una ricognizione dei provvedimenti – ha parlato contandone 67 – approvati del governo. E così i ministri che erano in conferenza stampa con lui. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi oltre alla promessa “per il mese di luglio di una riforma della giustizia sul lavoro”, ha ricordato quanto già fatto: “dalla detassazione degli straordinari e dei premi di produttività alla deregolazione della gestione dei rapporti di lavoro, fino all’abolizione del divieto di cumulo tra pensioni e redditi da lavoro”. Per il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il lavoro è stato tanto “e lo abbiamo fatto in completa coerenza con il nostro programma elettorale”. Ma Alfano ha parlato anche di giustizia civile: “Non di sola giustizia penale si vive e – ha aggiunto il Guardasigilli - Berlusconi ha voluto un grande impegno sul fronte della giustizia civile, la cui riforma è inserita nella manovra del governo”. Mara Carfagna, ministro delle Pari Opportunità, spiega che ci sarà presto “un garante per l’infanzia” e ha parlato dell’introduzione della nuova figura di reato, lo stalking e del ddl contro la violenza sessuale che tende a rafforzare la tutela penale introducendo delle aggravanti”. Il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha parlato di lavoro da smaltire per colpa di un’eredità pesante del precedente governo: “Abbiamo dovuto smaltire l’eredita’ del governo Prodi che ci ha lasciato 159 provvedimenti in materia ambientale non portati a compimento”. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha sottolineato la compattezza politica dell’esecutivo: “Questo è il governo più compatto e unito che si sia visto. Non dimentichiamo quello che succedeva nei precedenti governi, anche di centrodestra: contrasti e frizioni, cosa che non accade con questa squadra che sta lavorando per risolvere i problemi della gente”. Finale del Cavaliere con stilettata ai giornali: “Sto per partire per il Giappone per il G8. E lì parleremo e dovremo risolvere problemi quali la fame, il prezzo del petrolio, quello del grano, parleremo di ambiente e mutamenti climatici: quelli sono problemi molto seri. Mentre le pagine dei nostri provincialissimi giornali sono piene di polemiche da cortile”. LEGGI ANCHE: Il Consiglio dei ministri non parla di intercettazioni [...]

Il 10 Luglio 2008 alle 10:24 Veltroni rompe con Di Pietro. Apre a Casini e sgrida il Cav » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Piazza Navona è stato uno spartiacque. Non si torna più indietro. E quindi rottura con Di Pietro, senza appello. Walter Veltroni a Matrix ha tagliato i ponti con l’ex pm. Una settimana dopo il forfait di Silvio Berlusconi, il leader del Pd va davanti alle telecamere Mediaset di Enrico Mentana per condannare la manifestazione di piazza Navona e per lanciare un ultimatum all’ormai ex alleato Tonino: “Scelga tra Beppe Grillo e il Pd”. Durante la trasmissione arriva la replica pronta dell’ex pm: “Io non mi dissocio dal senso vero delle parole di Beppe Grillo, dalle parole di Travaglio e dalla piazza”. E allora Veltroni dà l’ultimo colpo, stavolta definitivo: “Ne prendo atto. È una decisione politica definitiva. Un elemento di chiarezza”. Veltroni è stato molto duro nel giudizio su Di Pietro e sulle esagerazioni della manifestazione di due sere fa, spiegando di essere contento per non aver portato il partito in piazza “Altrimenti oggi il Pd sarebbe un cumulo di macerie”. E poi ancora contro il leader Idv: “Io lezioni di etica politica da Di Pietro faccio fatica a prenderne. La contraddizione è sua: deve dire se vuole continuare a fare manifestazioni con Travaglio e Grillo o se tornare nel recinto riformista. Deve decidere se stare con chi insulta il capo dello Stato o con noi”. Insomma dopo piazza Navona non si torna più indietro: “Dopo quella piazza” ha aggiunto Veltroni “cambia tutto”. [...]

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