- Tags: G8, macelleria-messicana, omertà, Polizia, processo-Diaz, Zucca
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Il blitz della polizia alla scuola Diaz di Genova, durante il G8 del 2001
“Un massacro”. Non usa giri di parole il pm Francesco Cardona Albini nella sua requisitoria al processo di Genova per l’irruzione della polizia alla scuola Diaz durante il G8 del 2001. “Ed è stato questo massacro” aggiunge “e non certo il reato associativo contestato dalla polizia, ad accomunare le 93 vittime di questo processo, di varie nazionalità, che prima neppure si conoscevano”. Il Pm ha proseguito poi nella sua requisitoria raccontando i pestaggi subiti dai manifestanti che si trovavano all’interno della Diaz. Sono 29 gli agenti e funzionari imputati nel processo, 93 manifestanti furono arrestati, 60 di loro finirono ricoverati in ospedale quella sera del 21 luglio 2001. Il giorno dopo furono tutti scarcerati. Ieri l’altro pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Enrico Zucca, aveva parlato chiaramente di “omertà” all’interno delle forze dell’ordine. “Un atteggiamento che ha reso molto diffcili le indagini”. Zucca ha citato il prefetto Ansoino Andreassi, responsabile del G8 a Genova fino all’arrivo del prefetto Arnaldo La Barbera. Nella sua deposizione Andreassi spiegò che all’origine della perquisizione nella scuola Diaz vi fu la ricerca da parte delle forze dell’ordine del riscatto del loro operato e della loro immagine offuscata dai disordini e dalla morte di Carlo Giuliani, con una azione più incisiva. Andreassi inoltre rivelò che fu decisa dall’alto e dai vertici presenti a Genova. Durante le indagini, che vanno avanti da sette anni, sono stati molti i colpi di scena e i nomi importanti (uno su tutti, l’ex capo della Polizia Gianni de Gennaro, rinviato a giudizio per istigazione alla falsa testimonianza) coinvolti. Decisive alcune testimonianze di appartenenti alle forze dell’ordine, come l’ex vicequestore di Roma Michelangelo Fournier che per descrivere la scena dentro la scuola dopo l’irruzione parlò di “macelleria messicana”.
“La sera del 21 luglio, in via Cesare Battisti e nelle vie limitrofe alla scuola” ha detto Zucca “non vigeva nemmeno il codice penale”.
- Venerdì 4 Luglio 2008
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Il 17 Luglio 2008 alle 17:05 Blitz alla Diaz, le richieste dei Pm: 28 condanne e un’assoluzione » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] “Macelleria messicana”. “Omertà”. “Un massacro”. Parole che pesano hanno usato i pm per la loro requisitoria, durante il processo di Genova per l’irruzione alla scuola Diaz del 21 luglio 2001. Oggi, a quasi sette anni esatti, è arrivata la richiesta della pena per 29 tra poliziotti e funzionari protagonisti dell’ assalto ai manifestanti. Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini hanno chiesto 28 condanne e una assoluzione nei confronti dei poliziotti imputati. [...]
Il 13 Novembre 2008 alle 23:00 Diaz, arriva la sentenza: 13 condanne, assolti i vertici della polizia » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Dopo 7 anni, un processo interminabile (200 udienze) e ricco di colpi di scena, la giustizia ha emesso una sentenza sui fatti della notte del 21 luglio 2001, a Genova, alla scuola Diaz. In aula, presente il sindaco Marta Vincenzi, e una parte dei novanta manifestanti picchiati e arrestati quella notte (assenti invece i ventinove poliziotti e alti funzionari imputati) hanno potuto ascoltare le decisioni del tribunale presieduto da Gabrio Barone. Decisioni che sono state accompagnate da grida come “Vergogna!” quando poco dopo le 21 è arrivata la sentenza, che assolve i tre funzionari di vertice della polizia di stato, Franco Gratteri, oggi direttore centrale anticrimine, e Gianni Luperi, oggi numero tre dell’Aisi, (per loro il pm aveva chiesto 4 anni e 6 mesi) e Gilberto Calderozzi, oggi direttore del servizio centrale operativo della polizia. Assieme a loro, altri 13 assolti, tutti quelli accusati di aver falsificato i verbali. Sono state invece 13 le condanne, tutte ad agenti presenti nella scuola, per un totale di 35 anni e sette mesi: i pm avevano chiesto complessivamente 109 anni. 4 anni per il comandante della Mobile di Roma Vincenzo Canterini (fu il primo a fare irruzione), 2 anni a Michelangelo Fournier, il vice, 3 anni a Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti, Pietro Stranieri, Vincenzo Compagnone (erano i sottoposti di Canterini, con il grado di capisquadra nel gruppo che entrò nella scuola), 3 anni a Pietro Troiani e 2 anni e 6 mesi a Michele Burgio, accusati di aver portato le false molotov nella Diaz. Tra indulto e prescrizione, nessuno di loro rischia comunque di scontare la condanna. L’irruzione alla scuola Diaz, al di là delle vicende giudiziarie, resta l’episodio più controverso del G8 di Genova: quella notte, a manifestazioni ormai concluse, i no global che dormivano nell’istituto scolastico furono svegliati a manganellate. Michelangelo Fournier, all’epoca funzionario vice del reparto mobile, definì la scena che si trovò davanti “una macelleria messicana”. In novantatré finirono all’ospedale, nessun arresto fu convalidato il giorno dopo. L’accusa, poi archiviata, era di associazione a delinquere. Per giustificare il blitz si parlò di un “lancio di pietre” dal tetto della scuola verso una volante nel pomeriggio, furono portate nell’ edificio due bottiglie molotov sequestrate ai black bloc nei giorni precedenti. I Pm Francesco Cardona e Enrico Zucca hanno lamentato durante la loro requisitoria “il clima di omertà” che, secondo loro, ha permeato le testimonianze dei poliziotti durante il processo. Fuori dal tribunale, nel giorno delle ultime udienze, sono apparse sagome di poliziotti di cartone: hanno l’assetto antisommossa e impugnano un manganello, al contrario. [...]
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