Una frenata e un’accelerazione: accolta la proposta del governo, l’Aula di Montecitorio voterà il lodo Alfano (che prevede l’immunità giudiziaria per le 4 più alte cariche dello Stato e la relativa sospensione dei procedimenti giudiziari a loro carico per la permanenza della loro durata in carica) giovedì, prima del decreto sicurezza. Ed è molto probabile che la norma “blocca-processi” contenuta nel decreto venga modificata profondamente se non addirittura ritirata. È questa la conclusione di una giornata al cardiopalma sul fronte della giustizia, nella quale è saltata alla fine l’ipotesi di un’intesa tra centrodestra e opposizione. Pd e Idv hanno infatti abbandonato i lavori della commissione e il governo, sostenuto dalla maggioranza dei gruppi parlamentari (grazie anche all’astensione dell’Udc), ha deciso di andare avanti sul Lodo Alfano: la norma che punta a sospendere i procedimenti giudiziari per le quattro più alte cariche dello Stato fino alla fine del loro mandato.
Ma la vicenda del “sorpasso” in Aula tra Lodo e “blocca-processi” è piuttosto complessa soprattutto perchè si è svolta alla vigilia della manifestazione convocata dall’Idv proprio per dire basta alle leggi ad personam proposte dal governo Berlusconi. Nei giorni scorsi in molti avevano scommesso che si sarebbe potuti arrivare ad una sorta di intesa tra i poli riguardo la possibilità che il Lodo Alfano venisse discusso dall’Aula della Camera prima del decreto sicurezza. Sulla spinta anche dell’Udc che da sempre aveva dato il suo parere favorevole in linea di principio al Lodo, come confermato anche oggi da Pier Ferdinando Casini.
In cambio, però, il Pd aveva fatto capire che avrebbe chiesto il ritiro della ‘blocca-processì: la misura che avrebbe gettato lo scompiglio nei tribunali di mezza Italia come denunciato dall’Anm pronta a scendere sul piede di guerra.
Ma in giornata il filo sottilissimo che legava Pdl e Pd sul fronte di questa possibile intesa si è spezzato. Anche perché per il Pd sarebbe stato davvero difficile spiegare l’eventuale ’scambiò proprio alla vigilia della manifestazione di Di Pietro.
Così la presa di posizione del capogruppo alla Camera Antonello Soro che faceva trasparire un qualche segnale di apertura al confronto, sarebbe stata vista malissimo da un’altra parte del partito. Così, nel pomeriggio, il Pd si è visto costretto a tirare il freno a mano con il ‘nò a 360 gradi del presidente dei senatori democratici Anna Finocchiaro: “Il Lodo? Non è necessario nè urgente. E poi, solo se si fa con legge costituzionale…”.
Anche durante la seduta congiunta delle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali c’è stata un pò di tensione nel gruppo, ma alla fine Marco Minniti ha spiegato che l’ipotesi di accordo non esisteva (”È inaccettabile”) e che la proposta di togliere la “blocca-processi”, calendarizzando prima il Lodo, altro non era se non l’ammissione che la prima non era altro “che una legge ad personam fatta su misura per il premier”. E da qui è stata un’escalation e tutti i deputati del Pd hanno deciso di abbandonare i lavori di commissione per protesta.
Nemmeno nella maggioranza tutti guardano con favore alla proposta. Il deputato del Pdl e legale del premier Niccolò Ghedini parla infatti di “baratto scellerato”. Per Ghedini, infatti, “non c’è alcun collegamento” tra i due provvedimenti. “Il primo” ha spiegato Ghedini “è un provvedimento a tutela di tutti i cittadini, mentre il lodo Maccanico-Schifani-Alfano è un provvedimento per evitare che le più alte cariche dello Stato siano soggette continuamente a processi”.
Il senatore auspica, comunque, che il processo cosiddetto Berlusconi-Mills, in corso oggi a Milano, prosegua fino alla conclusione “per dimostrare l’estraneità del presidente del consiglio alle accuse”.
Alla vigilia della manifestazione, insomma, il clima tra i poli è di nuovo tesissimo, nonostante l’ottimismo del presidente della Camera Gianfranco Fini che ha considerato l’annuncio del governo di ritirare la blocca-processi dopo il “sì” al Lodo una decisione che potrebbe creare “un clima meno infuocato”.
- Lunedì 7 Luglio 2008
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Il 7 Luglio 2008 alle 19:48 Il ministro Alfano: “Presto modifiche al 41 bis: sarà più rigido” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Mentre il “lodo Alfano” si avvia a guadagnare una corsia preferenziale alla Camera con l’obiettivo di diventare legge entro l’estate, il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha dato incarico all’Ufficio legislativo “di predisporre alcune modifiche legislative dell’attuale 41bis, per risolvere le carenze dovute alle interpretazioni, spesso contrapposte, date alla norma dai diversi tribunali di sorveglianza in merito all’attuale capacità di collegamento del soggetto con l’esterno, interpretazioni che spesso hanno determinato la fine dell’applicazione per molti detenuti”. Al momento si pensa di modificare la norma che prevede la precedenza assoluta nella formazione dei ruoli d’udienza e nella trattazione dei processi a una serie di reati gravi stabiliti ‘ex lege’: l’ipotesi allo studio e’ di affidare a ciascun responsabile dei Tribunali la scelta delle priorita’ da seguire, cosi’ come gia’ fatto in passato dal procuratore di Torino Marcello Maddalena con una circolare ‘ad hoc’. “Su questo punto” continua il ministro “è mia intenzione sollecitare un’attenta riflessione parlamentare, che riguardi tutte le forze politiche, per individuare gli opportuni interventi riformatori in grado di assicurare l’assoluta impermeabilita’ delle strutture carcerarie e armonizzare il sistema che finora ha sofferto variegate decisioni giurisdizionali in materia, non sempre di segno univoco”. Il ministro ha dato anche mandato al DAP “di assicurare, con ogni mezzo, la massima efficienza nel funzionamento del regime speciale e impedire cosi’ possibili comunicazioni con l’esterno da parte dei detenuti sottoposti al regime del 41bis. Se necessario, anche attraverso l’emanazione di nuove disposizioni organizzative interne”. “Voglio continuare a sperare” conclude Alfano “che l’antimafia sia tema unificante tra gli schieramenti politici e che si abbia l’onestà intellettuale e il coraggio di riconoscere alla parte avversa gli sforzi compiuti e i risultati ottenuti. Dal primo giorno del mio insediamento ad oggi ho firmato 73 41bis (51 conferme, 22 nuove applicazioni). L’ho fatto con grande rigore e grande riservatezza perche’ credo fermamente che rientri a pieno titolo tra i miei doveri di ministro della Giustizia a garanzia della sicurezza del nostro Paese e contro le piu’ aggressive forme di criminalita’ organizzata”. [...]
Il 8 Luglio 2008 alle 11:43 Di Pietro carica la piazza anti Cavaliere. Il Pd scarica Grillo » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] “Di antidemocratico c’è Berlusconi che in stile mafioso impone ai propri ‘picciotti’ in Parlamento cosa fare”. E ancora: “Berlusconi sequestra il Parlamento a scopo di estorsione. Lui dice se volete fare le leggi che servono al Paese, prima approvate la mia legge altrimenti non potete farle. Il riscatto a questo sequestro si chiamo Lodo Alfano che prevede che davanti alla legge tutti sono uguali, tranne Berlusconi”. Scalda così, dai microfoni aperti di Viva voce su Radio 24, gli animi della piazza il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, a poche ore dalla manifestazione indetta dai girotondini nel pomeriggi a Piazza Navona. Nel mirino dell’Idv l’atteggiamento del Governo sul fronte della giustizia. L’ex pm parla di manifestazione contro le “leggi vergogna”. “Credo sia un bell’esempio di democrazia perché la promessa di Berlusconi era ‘votate me e starete tutti meglio’” spiega Di Pietro “invece la gente l’ha votato e ora sta meglio lui e qualche amico suo”. A parole tutti, da Antonio Di Pietro a Pancho Pardi, assicurano che sarà una manifestazione contro il “Caimano” e le sue “leggi canaglia” e non un processo al Partito Democratico. Ma, ancora ieri sera, non sono mancati gli scontri interni all’opposizione: da una parte il Pd impegnato a ottenere lo stralcio della blocca processi per dimostrare l’efficacia della sua opposizione, dall’altra il leader dell’Idv pronto a gridare contro “una compravendita oscena da stato di dittatura” mentre Arturo Parisi (ex ministro della Difesa e prodiano doc), che sarà a piazza Navona insieme a ulivisti come Mario Barbi e Giovanni Bachelet, spiega così la sua presenza: “Sarò in piazza tra i cittadini a condividere il loro disagio. Se Di Pietro non fosse stato sul palco sarei stato più a mio agio perché inizialmente la manifestazione era alleggerita dalla mancanza di partiti che l’hanno appesantita”. Il ritorno dei girotondi riporta sul palco esponenti della società civile, artisti impegnati e non poche preoccupazioni. Il timore degli organizzatori è che, magari sull’onda di un intervento particolarmente “caldo” di Beppe Grillo (che ci sarà ma solo in video), i toni dell’evento possano accendersi troppo e sconfinare in qualche forma di contestazione a Walter Veltroni, il “grande assente”, e a Giorgio Napolitano, oggetto qualche giorno fa degli strali di Flores D’Arcais. D’altra parte il comico genovese, ha già fatto sapere che tra i bersagli dei suoi “vaffa” ci sarà anche il presidente della Repubblica. E a tal proposito commenta Anna Finocchiaro, capogruppo Pd a Palazzo Madama: “Ho letto alcune affermazioni di Grillo davvero imbarazzanti. Attaccare il Presidente della Repubblica non mi sembra una scelta particolarmente efficace e mi auguro che gli organizzatori della manifestazione di oggi a piazza Navona prendano le distanze da queste posizioni. Manifestare contro i provvedimenti del governo è legittimo” prosegue Anna Finocchiaro “attaccare il presidente della Repubblica è inaccettabile”. “Non è con i vaffa e gli attacchi al Quirinale che si costruisce una alternativa a Berlusconi”. Un distinguo quello della capogruppo democratica che non mbarazza l’ex pm: “Veltroni è il leader della coalizione in cui mi riconosco e quindi lui parla anche per me”, spiega Di Pietro, precisando che tra l’Idv ed il Pd non c’è nessuna rottura. Certo, aggiunge l’ex pm: “Ognuno fa opposizione come vuole, questa manifestazione non è di rottura ma è un modo per informare i cittadini su cosa sta facendo il governo. L’appuntamento di oggi” aggiunge ancora “non è antipolitica ma politica partecipata proprio con la gente. È una novità nel Paese” conclude “perché è una manifestazione organizzata proprio in modo spontaneo”. [...]
Il 9 Luglio 2008 alle 16:05 Lodo Alfano, via libera in Commissione. Ora passa alla Camera » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Le commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera hanno approvato il Lodo Alfano. Adesso il provvedimento è atteso a Montecitorio. Tutta l’opposizione ha votato contro, con l’eccezione dei membri Udc che si sono astenuti. ‘’L’Udc non ha votato” racconta il parlamentare Roberto Rao “perché questo disegno di legge non lo consideriamo la fonte di ogni male, anche se ci sarebbe piaciuto che fosse diverso nel contenuto e nel metodo. Avremmo preferito anche noi che si fosse seguita la strada della legge costituzionale’’. Una strada chiesta anche dal Pd, che infatti, dice Roberto Zaccaria “si è opposto nel merito e nel metodo”. Nella seduta congiunta delle due commissioni, comunque, la maggioranza si è detta disponibile ad accogliere due emendamenti dell’opposizione. Si tratta di due proposte di modifica, una del Pd e una dell’Idv, che saranno ripresentate oggi pomeriggio alle 17 in Aula. Quella del Pd prevede che uno dei quattro vertici dello Stato non possa cambiare carica o funzione, nella stessa legislatura, senza che si riprenda il processo nei suoi confronti. Un esempio: se Berlusconi, che ora è presidente del Consiglio, dovesse essere poi eletto al Quirinale, sempre durante questa legislatura, non godrebbe più dell’immunità.. L’emendamento dell’Idv che il Pdl potrebbe accogliere, stabilisce invece un limite temporale: entro 30 giorni dalla fine del mandato il processo penale può riprendere il suo corso. In attesa del dibattito parlamentare, si discute del possibile “scambio” tra maggioranza e Pd: un appoggio al Lodo che sospende i processi per le quattro più alte cariche dello Stato in cambio del ritiro dell’emendamento blocca processi inserito nel Decreto sicurezza. “Irricevibile” così il ministro ombra della giustizia del Pd Tenaglia giudica il Lodo Alfano, ma stamane il suo collega di partito Boccia in televisione su La7 si era mostrato possibilista, pur in tono ironico: “Se per liberare il paese è necessario congelare Berlusconi, congeliamolo’’. [...]
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