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Con titoli di credito nazionali e esteri falsi tentavano truffe milionarie agli istituti bancari italiani, svizzeri e spagnoli.
Due titolari della “Garanzie Nord-Est”, una società con sede a Padova fondata nel 2005 da Lorenzo Necci, l’ex amministratore delle Ferrovie dello Stato, erano riusciti a falsificare titoli di credito, conti correnti e libretti al portatore per ottenere dalle banche fideiussioni per cento milioni di euro da investire in partecipazioni societarie, immobili e ristoranti. Ad indagare sulla truffa internazionale è stato il Nucleo di polizia tributaria di Venezia e Padova, dopo la segnalazione del direttore di una filiale del Monte dei Paschi di Siena che aveva ricevuto dalla società padovana una richiesta di fideiussione per 30 milioni di euro. I titoli presentati per la richiesta della garanzia bancaria presentavano delle anomalie e l’istituto ha bloccato la pratica segnalando il fatto alla Procura della Repubblica e al 117.
Nel corso delle indagini durate due anni e che hanno visto il coinvolgimento di tredici persone adesso tutte denunciate, i finanzieri hanno scoperto che la “Garanzie Nord-Est” aveva chiesto ad una banca spagnola, una fideiussione di 50 milioni di euro per una società di Lorenzo Sanz, ex presidente del Real Madrid. Una truffa che non è andata a buon fine solo perché la garanzia era vincolata, secondo la Finanza, alla proprietà di Sanz della società sportiva. L’ignaro ex presidente madrileno sarebbe stato uno delle possibili vittime della truffa milionaria organizzata dalla società italiana.
Tra il materiale e la documentazione falsa ritrovata nelle perquisizioni che sono state effettuate in Veneto, Lombardia, Toscana, Lazio ma anche in Spagna, Svizzera, Germania e Gran Bretagna sono stati ritrovati anche due libretti al portatore di un istituto di credito sammarinese per un importo pari a 10 milioni e 200 mila euro.
La cifra, in realtà era stata falsificata. Su entrambi i libretti (circa 5 milioni ciascuno) erano stati depositati solamente 200 euro. Tra gli indagati anche un cittadino sammarinese che sembrerebbe essere direttamente coinvolto nella falsificazione dell’importo dei due libretti. Da ormai alcuni mesi il pm Paolo Luca della Procura della Repubblica di Padova ha presentato la richiesta per la rogatoria nei confronti dello stato di San Marino per cercare di riuscire a capire gli eventuali collegamenti tra la società padovana e l’istituto di credito sul monte Titano, ma ad oggi ancora senza esito.
La Guardia di Finanza, per il momento, ha arrestato tre persone per reati che vanno da false comunicazioni sociali, costituzione fittizia di capitale, falso in scritture private alla truffa aggravata ai danni di istituti di credito ed al falso bancario. Arresti anche per i due di nazionalità straniera coinvolti nelle indagini, attualmente ricercati all’estero. Sono state indagate anche tredici persone mentre per un direttore di una banca nel centro di Padova è scattata interdizione dall’esercizio per aver concesso una fideiussione milionaria alla società.
- Lunedì 7 Luglio 2008
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