Dal fischietto anti-Cavaliere venduto dagli ambulanti alle bordate di fischi ogni volta che viene nominato, la manifestazione di piazza Navona organizzata da Antonio Di Pietro e dai girotondini ieri sera aveva un grande obiettivo: l’antiberlusconismo militante e le cosiddette leggi vergogna. Per gli organizzatori al raduno dei girotondini c’erano circa 100mila persone (15mila secondo la questura). Dal palco e nel backstage gli interventi avevano un comune denominatore: l’attacco a Silvio Berlusconi. Tanto che la serata finisce con gli insulti al premier e ai suoi ministri.
Uno degli organizzatori, il direttore di Micromega, Paolo Flores d’Arcais, ha parlato di “voti rubati alle elezioni” e di un premier “che vuole salvare se stesso e i propri amici, facendo sfregio continuo della Costituzione”. Rincara la dose l’ex direttore dell’Unità, Furio Colombo “ci troviamo, a causa delle leggi vergogna volute da Berlusconi, in una situazione più drammatica di quella del 2001”. Un altro degli organizzatori, il senatore dell’IdV Pancho Pardi, dice no a Berlusconi capo dello Stato perché “è un monopolista Tv, uno che vorrebbe rappresentare da solo il popolo e usare lo Stato in maniera privatistica”. Duro anche l’attacco del giornalista Marco Travaglio che si è accanito contro la legge sulle intercettazioni, spiegando che “a noi giornalisti ci stanno abolendo per legge. Non potremo più raccontare quello che accade nei processi. Sono qui per fare sentire la mia voce prima che mi abroghino per legge”. Per Marco Travaglio Berlusconi “va fermato prima che vada al Quirinale. Altrimenti poi avrà 12 anni di immunità fino a 87 anni. Fate una gara di solidarietà per aiutarlo a sparire prima che qualcuno gli ridia fiato come ha fatto Veltroni”. Stesso concetto ribadito dall’esponente di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero che ha attaccato il segretario del Pd, Walter Veltroni: “L’anno scorso Berlusconi era finito e Veltroni gli ha ridato fiato con il dialogo”.
Di tenore politico l’intervento del neo coordinatore della Sinistra Democratica, Claudio Fava, “non basta l’indignazione. La gente deve fare sentire la propria voce contro queste leggi fatte per il premier e i suoi amici”. Mentre l’ultimo segretario del Pci, Achille Occhetto rintraccia nella piazza “riunita stasera una possibile rinascita di tutta la sinistra”.
In collegamento telefonico Rita Borsellino ha fatto un paragone con le stragi mafiose: “Quello che accade oggi in Italia con il governo Berlusconi è altrettanto grave di quello che è accaduto negli anni tra il 1992 e il 1993 con le stragi”. Poi la Borsellino attacca il governo perché “i cittadini vogliono che le alte cariche dello stato rispondano più degli altri cittadini dei loro atti, non è la loro immunità il problema della sicurezza ma l’articolo 41 bis che si svuota dei suoi contenuti, è una misura che non può essere altalenante”.
Ad infiammare la piazza ci ha pensato il regista Moni Ovadia con una metafora musicale: “Se lasci lo strumento per un giorno lui ti lascia per una settimana e la stessa cosa vale per la democrazia. Dopo queste leggi vergogna ci vorranno tre legislature per ritornare alla normalità”.
Quindi grande ovazione per Antonio Di Pietro quando è salito sul palco per prendere la parola. Il leader dell’IdV ha esclamato subito rivolto al vicino palazzo del Senato: “Facciamo sapere al palazzo qui vicino che qui c’è la vera democrazia, la vera politica e non l’antipolitica. Qui” ha aggiunto “ci sono i cittadini liberi, in Parlamento ci sono invece i dipendenti di Berlusconi. Qui c’è la politica vera mentre l’antipolitica sono i pregiudicati che stanno in Parlamento. L’antipolitica” ha concluso “è Berlusconi che rimane impunito e che vuole far tornare in Italia la P2”.
Finale caldissimo per via del collegamento telefonico di Beppe Grillo e per l’intervento di Sabina Guzzanti che ha attaccato Berlusconi, insultato la Carfagna (facendo pesanti allusioni contro la ministra delle Pari Opportunità), il Vaticano e Papa Ratzinger che per la comica “fra trent’anni sarà all’inferno tormentato da diavoloni omosessuali”. Mentre il comico genovese in un passaggio del suo intervento ha attaccato il capo dello Stato: “Ve lo immaginate Pertini che firmava una legge che lo rendeva immune dalla legge? Pertini, Ciampi o Scalfaro non avrebbero firmato il lodo Alfano”. Grillo ha poi attaccato anche anche il segretario Pd: “Veltroni è il nuovo Mastella. È il più grande alleato di Berlusconi”.
I VIDEO da YouTbe:
Le parole al telefono di Beppe Grillo:
Il discorso di Antonio Di Pietro:
L’intervento di Marco Travaglio:
LEGGI ANCHE: Di Pietro in piazza, contro il Cavaliere o Veltroni?
Discutine sul FORUM: “Piazza Navona: non solo contro il Cavaliere, ma anche contro il PD”
- Martedì 8 Luglio 2008
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Commenti
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Il 9 Luglio 2008 alle 0:37 luanmagi ha scritto:
ma cosa si aspettava di pietro dopo giorni e giorni di tensione creata ad arte? che Grillo non parlasse di Morfeo? che la sabina non se la prendesse con il papa e la carfagna? ai due resta solo lo spazio per prendersela con Dio, e poi sono finiti perchè oltre non c’è più nulla, salvo la loro, per me immensa, stupidità. su travglio un velo pietoso per l’insipienza e la ripetitività. Quanto alla democrazia così viene stuprata per l’ennesima volta, ma chissenefrega, per rifarsi occhi e orecchi la ssplendida notte democratica di Napoli, con ragazzi sani per un concerto voluto da una ministra del cav, per napoli e per l’ambiente, perchè, alla fine i messaggi positivi, passano sopratutto con la felicità ed il senso del positivo e del concreto. in fin dei conti siamo un popolo che ha sempre sapuo ridere delle proprie disgrazie, scherzarci sopra, ed in allegria ci siamo sempre rialzati. i livori non servono, lasciamoli agli stupidi ed ai vecchi
Il 9 Luglio 2008 alle 1:25 linux747 ha scritto:
TONNINO … SEI MAGICO !!!! TONNINO … SEI TUTTI NOI!
WALTER … ORMAI.. E’ BELLO CHE BOLLITO !!!!!!!
Il 9 Luglio 2008 alle 7:27 ppx ha scritto:
che parlino pure, possono anche gridare…pochi li ascoltano per fortuna, hanno dimostrato solamente che non sanno con chi prendersela, contenti loro!!-Certo che ne hanno dette di sciocchezze.
Il 9 Luglio 2008 alle 9:48 nhico ha scritto:
Urlano, inveiscono, insultano, infangano. Sono lì sul palco per esorcizzare la loro ossessione. Senza rendersene conto hanno dimostrato ancora una volta che gli italiani bene hanno fatto a votare come hanno votato. Di cani e cagne latranti se ne fa a meno sempre volentieri.
Il 9 Luglio 2008 alle 10:17 vincenzoaliascontadino ha scritto:
Ed io accusato che non so scrivere? Minchia e chepe du’ Kazz! Lui er Schiavettones non sa nemmeno leggere! Una Piazza Scanzonata e rimbambita da slogan. Un Petrus infuocato come un napalm perchè non usa l’estintore! Così, forse sarà l’unico attrezzo che userà per farsi leggere!
Ma i suoi ex non ex, ma se la ridono o aspettano anche loro dei fischi?
Vincenzo Alias Il Contadino enzoaliasilcontadino@alice.it Matera
Il 9 Luglio 2008 alle 11:09 Paolo Maiolin ha scritto:
Ci deve essere per tutti la possibilità di manifestare per difendere idee e convinzioni, è legittimo. Ma permettetemi di dire che Grillo e la Guzzanti se li potevano proprio risparmiare.
Ho trovato l’intervento di Sabina Guzzanti di una volgarità gratuita ed esagerata, un tempo la satira era un arte, ora sembra essere diventata un mero turpiloquio.
Sono indignato.
Il 9 Luglio 2008 alle 12:30 Attacchi al Colle, Papa e Carfagna. La piazza dei girotondini si spacca » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] I Girotondi ci sono ancora: si sono fatti vedere e sentire. Ma il No Cav day di martedì a Roma contro i provvedimenti del governo sulla giustizia finisce male: soprattutto per le bordate di Sabina Guzzanti e di Beppe Grillo contro il Papa, il ministro Carfagna e il presidente della Repubblica. Attacchi che scuotono uno degli organizzatori della manifestazione, Antonio Di Pietro, leader Idv, che da subito immagina che a fare notizia non saranno i moltissimi (centomila secondo gli organizzatori, 15 mila per la questura) che hanno riempito piazza Navona. E allora quando Furio Colombo dal palco chiede e ottiene un “caldo” applauso per il capo dello Stato, Di Pietro si associa al senatore, rilancia dal palco il battimani e rilascia una secca dichiarazione: “Mi dissocio dagli attacchi al Quirinale e al Pd”, affrettandosi a precisare che “rispetta” le altre opposizioni e a riprendere Sabina Guzzanti per le cannonate irripetibili a sfondo sessuale che l’eroina dei girotondi spara contro il Papa e la ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna. Ma proprio l’applauso per il presidente della Repubblica diventa lo specchio di una opposizione che ha ben chiaro qual è il nemico a cui opporsi (il premier Berlusconi), ma ha poca fiducia in quello che dovrebbe essere il suo condottiero, Veltroni. E proprio l’antagonista, a sinistra, dell’ex sindaco di Roma, in quell’applauso spera. Spera Di Pietro che il battimani possa mitigare le polemiche che già si sentono. E che puntualmente montano: il ministro Carfagna querela Sabina Guzzanti, il leader Pd Walter Veltroni si affretta a prendere le distanze dai girotondi, il presidente di Palazzo Madama Schifani fa pubbliche scuse al Colle: “Solidarietà al presidente dela Repubblica e al Santo Padre oggetti nella serata di ieri di vergognosi attacchi verbali”. Palazzo Madama condivide convinta l’intervento del presidente che ricusa gli insulti piovuti dal palco di piazza Navona. “Del presidente Napolitano apprezziamo più che mai” dice Schifani in Aula “in questi giorni l’esempio di saggezza ed equilibrio istituzionale che quotidianamente dà a tutti noi”. E aggiunge: “Nessuno in quest’aula condivide i contenuti e le forme delle ingiurie che abbiamo ascoltato. La libertà a tutti preziosa di manifestare le proprie idee non può in alcun modo assumere i toni dell’oltraggio volgare, della consapevole falsità, dell’umiliazione vigliacca dell’altro, di qualsiasi altro e non solo delle figure autorevoli sopra ricordate e quindi anche del più avversato antagonista politico. In questo caso è dovere di tutti condannare con forza le parole usate e coloro che queste parole lanciano con intento distruttivo nelle nostre piazze”. Al ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, non sono andati giù gli insulti di Sabina Guzzanti. E infatti: “In riferimento alle parole volgari e fantasiose della comica Sabina Guzzanti” si legge in una nota diramata già in tarda serata dal ministero “il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna ha dato mandato all’avvocato di Roma Federica Mondani per adire le vie legali nei confronti della figlia del parlamentare di Forza Italia Paolo Guzzanti”. Anche Veltroni non può che disconoscere i toni usati nella piazza: “Come avevamo previsto, la manifestazione, credo anche in contrasto con lo spirito di molti dei partecipanti nella piazza, è stata più contro il Quirinale e il Partito Democratico piuttosto che contro Berlusconi”. Lo aveva detto nei giorni scorsi, lo ha ripetuto a manifestazione conclusa. Così il segretario del Partito Democratico, prende le distanze dal popolo del “No Cav. day” e punta il dito contro quella fetta di sinistra che ha preferito scendere in piazza anziché “combattere” in Aula. “Gli insulti di Grillo e Travaglio al Partito democratico non ci sorprendono e non sono nuovi” continua l’ex sindaco di Roma “quello che è per me intollerabile è ascoltare gli attacchi al capo dello Stato. Giorgio Napolitano sta garantendo, in un momento difficile, il rispetto della Costituzione con rigore e determinazione. Le sue scelte sono e saranno da noi condivise”. [...]
Il 10 Luglio 2008 alle 11:14 Veltroni rompe con Di Pietro. Apre a Casini e sgrida il Cav » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Piazza Navona è stato uno spartiacque. Non si torna più indietro. E quindi rottura con Di Pietro, senza appello. Walter Veltroni a Matrix ha tagliato i ponti con l’ex pm. Una settimana dopo il forfait di Silvio Berlusconi, il leader del Pd va davanti alle telecamere Mediaset di Enrico Mentana per condannare la manifestazione di piazza Navona e per lanciare un ultimatum all’ormai ex alleato Tonino: “Scelga tra Beppe Grillo e il Pd”. Durante la trasmissione arriva la replica pronta dell’ex pm: “Io non mi dissocio dal senso vero delle parole di Beppe Grillo, dalle parole di Travaglio e dalla piazza”. E allora Veltroni dà l’ultimo colpo, stavolta definitivo: “Ne prendo atto. È una decisione politica definitiva. Un elemento di chiarezza”. Veltroni è stato molto duro nel giudizio su Di Pietro e sulle esagerazioni della manifestazione di due sere fa, spiegando di essere contento per non aver portato il partito in piazza “Altrimenti oggi il Pd sarebbe un cumulo di macerie”. E poi ancora contro il leader Idv: “Io lezioni di etica politica da Di Pietro faccio fatica a prenderne. La contraddizione è sua: deve dire se vuole continuare a fare manifestazioni con Travaglio e Grillo o se tornare nel recinto riformista. Deve decidere se stare con chi insulta il capo dello Stato o con noi”. Insomma dopo piazza Navona non si torna più indietro: “Dopo quella piazza” ha aggiunto Veltroni “cambia tutto”. [...]
Il 19 Settembre 2008 alle 12:06 Il ministro Alfano “salva” la Guzzanti: niente inchiesta sulle frasi contro il Papa » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Sabina Guzzanti “salvata” dal Guardasigilli: non ci sarà nessuna inchiesta con l’ipotesi di vilipendio nei confronti del Pontefice al “No Cav Day”. Lo ha deciso il ministro Angelino Alfano: non autorizzerà i pm a procedere nei confronti dell’attrice. “Ho deciso di non concedere l’autorizzazione” ha spiegato Alfano “ben conoscendo lo spessore e la capacità di perdono del Papa”. “La stagione delle riforme impone di spegnere i focolai e di non appiccare nuovi incendi”, ha concluso il Guardasigilli. Una mossa a sorpresa da parte del titolare della giustizia, che ha comunicato la sua decisione parlando ad un incontro all’Università Cattolica (dove si è laureato in Legge, ndr). “Da cittadino e cattolico” ha spiegato il ministro “ho ascoltato anche io gli insulti lanciati da Piazza Navona e ho provato tristezza e vergogna. Ma dopo aver sentito il parere degli uffici che concludono per la procedibilità ho deciso comunque di non concedere l’autorizzazione a procedere” ha aggiunto il Guardasigilli “anche perché l’accusata si è assunta le responsabilità di quello che ha detto”. Il tutto quando gli uffici di via Arenula avevano già dato l’ok a procedere. Lo stop arrivato dal Guardasigilli Alfano però chiude definitivamente le polemiche seguite alla manifestazione organizzata da Antonio Di Pietro (Idv) e Beppe Grillo. Il Pdl dimostra così di voler cominciare a dialogare in vista della riforma della giustizia, impegno che la maggioranza spera di affrontare in autunno. [...]
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