Per la morte di Federica Squarise adesso c’è una pista. E un ricercato. “El Gordo” si chiama Victor Diaz Silva, ha 28 anni e non 30 come era stato detto sino a che la Polizia di Blanes (il distretto da cui dipende Lloret de Mar) non ha diffuso i suoi dati e le sue foto alle pattuglie.
Ma Victor è sparito. “El gordo”, un protagonista delle notti di Lloret, è adesso irreperibile. Anche se già da ieri era lui il principale indiziato per la morte della ragazza padovana ventitreenne il cui corpo in decomposizione è stato ritrovato lunedì in un giardino pubblico. Secondo il quotidiano locale Diari de Girona il risultato dell’autopsia comproverebbe l’ipotesi peggiore sulle sue ultime ore: una morte violenta, per soffocamento (o un colpo in testa), preceduta da una violenza sessuale.
Sul corpo, ritrovato una settimana dopo la scomparsa in pessimo stato, non ci sono segni di arma da fuoco o coltelli. La causa del decesso però non è ancora stata resa pubblica dalle autorità. Oggi si faranno nuovi esami per verificare eventuali lesioni agli organi interni. Il corpo è stato identificato ieri dai tatuaggi e dal brillantino sull’incisivo, i fratelli di Federica non hanno voluto vederlo e ci sarà da attendere ancora per la conferma ufficiale, tramite l’analisi del Dna.
Secondo molti cittadini della capitale del turismo della Costa Brava (il sindaco Xavier Crespo si è detto “preoccupato” per l’immagine della città in Italia) il corpo di Federica sarebbe stato portato nel luogo del ritrovamento giorni dopo la morte, perché si tratta di un giardino frequentato abitualmente da bambini e cani e un cadavere sarebbe stato notato prima. “El gordo”, il cameriere uruguayano che dice di essere stato l’ultimo a vedere la ragazza e il cui Dna era stato prelevato, adesso si è volatilizzato. I “Mossos d’esquadra” cercano lui e un altro giovane di nazionalità tedesca.
Intanto il legale della famiglia Squarise, arrivato sul luogo da Padova, ha subito attaccato il modo in cui sono state condotte le indagini: “Qui sanno di più i camerieri italiani che la polizia, questi non sanno niente”. Oggi per la prima volta ha parlato il padre di Federica Squarise, la ragazza uccisa a Lloret de Mar, in Spagna. “Voglio giustizia per mia figlia”: ha detto Ruggero Squarise, parlando fra le lacrime con i giornalisti di fronte a casa sua, a San Giorgio delle Pertiche. “Se lo prendono” ha aggiunto, con riferimento all’assassino di Federica “spero che gli facciano fare la stessa fine che ha fatto mia figlia”.
Restano comunque tanti gli interrogativi ancora da chiarire: sembra assoldato che lo stato di decomposizione del corpo dimostrerebbe che la morte potrebbe risalire a sette giorni prima, secondo il vicedirettore dell’Istituto di Medicina legale di Girona, prof. Bardalet. Magari alla stessa notte del 30. Il corpo era in un parco pubblico molto centrale. I residenti nel quartieri continuano a sostenere che è assolutamente impensabile che il cadavere fosse lì da una settimana. In tanti che transitano dal parco lo avrebbero visto - sostengono - e i cani (”chiunque ha un cane a Lloret lo porta a spasso lì”, dicono) lo avrebbero trovato. È possibile che Federica sia morta la stessa notte della sua scomparsa e che qualcuno abbia trasportato il corpo nel giardino in un secondo momento? Se fosse così, dove è stato tenuto il corpo durante quei giorni?
A questa e a tante altre domande la polizia sta cercando di trovare una risposta. Mettendosi sulle tracce di Victor.
- Mercoledì 9 Luglio 2008
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Commenti
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Il 9 Luglio 2008 alle 18:55 carlo.tosi ha scritto:
Grandissimo dispiacere per la tragica fine di Federica e commosse condoglianze ai famigliari, una considerazione a margine di questa bruttissima storia: Scommettiamo che se la polizia spagnola riesce ad acciuffare con prove certe il colpevole, sicuramente non se la passerà liscia ed avrà la pena che merita, non di sicuro come succederebbe in Italia. Abbiamo sotto gli occhi ogni giorno criminali ed omicidi che se la spassano liberi o vengono liberati subito dopo i crimini accertati. In nessun paese al mondo, c’è una giustizia così ingiusta come quì da noi. Non riusciamo più a venire a capo di nessun processo, nonostante l’impegno delle forze dell’ordine e gli stratosferici stipendi e parcelle di avvocati e sopratutto giudici.
Si dovrebbe detrarre da questi stipendi e parcelle delle pesanti penali ugniqualvolta un processo non viene concluso in tempi ragionevoli.
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