Impronte ai bimbi rom, la Ue non ferma il governo

Bambini nomadi

Il Parlamento europeo censura Roma sull’identificazione dei bimbi rom attraverso le impronte digitali e il governo italiano insorge. “Siamo indignati”, contrattacca Roberto Maroni; “un voto pregiudiziale e politico”, e insieme una “indegna accusa di razzismo” verso il governo, puntualizza il titolare degli Esteri ranco Frattini. Poi il responsabile del Viminale precisa: “Impronte solo in quei casi in cui non è possibile una identificazione certa attraverso i documenti”,a nche perché “Noi, al contrario di quanto si afferma nella risoluzione, non abbiamo mai parlato, in nessun documento, di etnia rom”, ma di “campi nomadi abusivi”. Tutto ha inizio questa mattina quando a Strasburgo passa la risoluzione presentata dai gruppi del centrosinistra e liberaldemocratici che boccia le misure di emergenza nei campi nomadi italiani proposte dal ministro Maroni.
La replica da Roma arriva in una conferenza alla Stampa estera: Maroni e i suoi colleghi, il ministro degli Esteri Frattini, e per le politiche comunitarie Ronchi, si dicono “indignati”. “Una parte del Parlamento europeo” attacca Maroni “sfrutta il sentimento di pietà nei confronti dei bambini e delle minoranze etniche per attaccare l’azione di un governo europeo che per la prima volta pone mano a questa situazione di degrado sociale e umano per affrontarla e risolverla nel modo giusto”. E ancora: “il governo andrà avanti fino in fondo, nel pieno e totale accordo con la Commissione Europea, perchè censire i campi nomadi e restituire dignità a chi vi abita è una battaglia di civiltà”.
Più tardi, il ministro dell’Interno prova a smorzare i toni e argomenta: “Le impronte digitali per chi vive nei campi nomadi, anche minori, sono uno strumento che viene utilizzato solo in quei casi in cui non sia possibile una identificazione certa attraverso i documenti disponibili”. La prima fase di attività, afferma il ministro, “ha fatto emergere un limitato uso di tale strumento e tutte le procedure vengono eseguite nel rispetto della persona ed in condizione di riservatezza”.
Nel testo della risoluzione approvata a Strasburgo si esorta l’Italia “ad astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei rom, inclusi i minori, e dall’utilizzare le impronte già raccolte in attesa dell’imminente valutazione delle misure previste annunciata dalla Commissione, in quanto questo costituirebbe chiaramente un atto di discriminazione diretta fondata sulla razza e l’origine etnica”.
Frattini puntualizza: il voto di Strasburgo “non impedirà al governo di andare avanti. La Commissione Europea è l’unico organismo competente a valutare la legittimità del provvedimento”. Il titolare della Farnesina quindi osserva: “pensate quanto è comodo per i trafficanti di bambini e di organi che ci siano bambini senza identità”. Al contrario, “con la raccolta delle impronte digitali, ma anche di altri dati, si potranno fornire all’Interpol gli strumenti per ritrovare i ‘bambini spariti’ e rimasti magari vittime di pedofili”.
Ma lo stop di Strasburgo ha scatenato il dibattito politico: il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha esortato il governo ad andare avanti, ma di segno opposto sono i commenti del centrosinistra. Secondo Marco Minniti, ministro ombra degli interni del Pd, la risoluzione conferma che “la raccolta delle impronte per i bambini rom evoca odiose discriminazioni”.
Dello stesso avviso la presidente dei senatori del Partito democratico, Anna Finocchiaro, e l’ex prefetto di Roma e senatore del Pd Achille Serra, che osserva: “Sorprendente come neanche il pronunciamento del Parlamento europeo riesca a scalfire le assurde certezze della destra”. Per la vicepresidente del Senato, la radicale Emma Bonino, è un voto “importante, anche se non vincolante, frutto di una grossa battaglia politica perché il Ppe ha cercato fino all’ultimo di rinviare la votazione”. Secondo l’ex ministro della solidarietà sociale ed esponente del Prc Ferrero: “È ora che Maroni si rimangi la sua folle decisione e, soprattutto, che i prefetti di tutt’Italia fermino immediatamente la schedatura dei bambini rom”.

Il VIDEO servizio:

Commenti

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Il 12 Luglio 2008 alle 7:55 ppx ha scritto:

il governo fa bene ad andare avanti così

Il 14 Luglio 2008 alle 18:57 Impronte sì o no? Il branco del rom “Ufo” incastrato da infiltrati e Dna » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Impronte digitali come garanzia di sicurezza. Schedatura degli stranieri che arrivano in Italia. Censimento degli occupanti dei campi nomadi. Ipotesi, per ora: per riconoscere e controllare le persone che sfuggono all’anagrafe. A priori o in caso di problemi con la giustizia. Ma quando le forze dell’ordine hanno la necessità di trovare un immigrato sospettato di aver commesso un crimine e che per le autorità italiane è un “fantasma” irrintracciabile, la difficoltà diventa concreta. [...]

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