- Tags: grembiule, Maristella-Gelmini, scuola
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Il ritorno del grembiule a scuola, almeno alle elementari, piace alla maggioranza degli italiani.
Il sondaggio svolto dalla Fn & G ricerche (600 interpellati, dati completi su www.agcom.it), mostra che è d’accordo con la proposta lanciata qualche giorno fa dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini il 57 per cento degli interpellati, contro un 35,9 contrario e un 7,1 per cento che non si pronuncia.
L’approvazione risulta del 59 per cento fra gli elettori di centrodestra e del 56,3 per cento tra quelli di centrosinistra. Il sì è più alto tra le donne (64,6 per cento) che tra gli uomini (48,9).
- Venerdì 11 Luglio 2008
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Il 14 Luglio 2008 alle 18:58 Gelmini:”Voto in condotta valga per la promozione”. Ma gli studenti bocciano l’idea » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Dopo il grembiule (promosso dalla maggioranza degli italiani), il voto in condotta. Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha in mente una scuola-revival. E in un’intervista al Messaggero propone di tornare al vecchio valore del voto al comportamento degli studenti: se troppo basso, si ripete l’anno. La titolare del dicastero della scuola trova ‘’incomprensibile che non si valuti in alcun modo il comportamento dei ragazzi’’ poiché ‘’anche la condotta ha la sua valenza ed il rispetto delle regole deve avere la giusta considerazione. Stiamo ragionando” dice poi “sull’ipotesi di legare la promozione anche alla valutazione della condotta’’. [...]
Il 1 Agosto 2008 alle 17:38 La nuova scuola torna al classico: condotta, divise ed educazione civica » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Nel ddl “Disposizioni in materia di istruzione, università e ricerca”, approvato oggi in Cdm, ricompare infatti la valutazione del comportamento degli studenti che “potrà determinare se insufficiente, a differenza di quanto accadeva fino ad ora, la non ammissione al successivo anno di corso”. Inoltre, ai fini dell’ammissione all’esame di Stato, è prevista la riduzione fino a un massimo di 5 punti del credito scolastico. Il provvedimento riguarda tutti gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. “Il comportamento” spiega il ministro Gelmini “deve concorrere alla valutazione complessiva dello studente. Valutare il comportamento significa rafforzare nella comunità scolastica l’importanza del rispetto delle regole e, dunque, la capacità dello studente, citadino di domani, di saper stare con gli altri, di esercitare correttamente i propri diritti, di adempiere ai propri doveri e di rispettare le regole poste a fondamento della comunità di cui fa parte”. Inoltre, dal prossimo anno scolastico - nel primo e nel secondo ciclo di istruzione - sarà introdotta la disciplina “Cittadinanza e Costituzione”. Verrà chiamata la nuova materia che dal prossimo anno gli studenti delle scuole secondarie troveranno accanto a quelle “classiche”. In realtà , al di là della denominazione, non è altro che la “vecchia” educazione civica. L’insegnamento avrà un voto finale come le altre, e occuperà 33 ore annuali di lezione. “Non è casuale” ha sottolineato il ministro Gelmini “che l’introduzione della valutazione del comportamento si affianchi all’introduzione della disciplina “Cittadinanza e Costituzione” in quanto la diffusione della cultura della cittadinanza e della conoscenza delle Istituzioni tra i giovani deve essere inserita a pieno titolo nel piano dell’offerta formativa”. A margine del Cdm, la Gelmini ha firmato la Circolare applicativa del provvedimento, che prevede l’obbligo per le scuole di modificare i regolamenti interni. Le sanzioni di allontanamento superiore ai 15 giorni, con esclusione dallo scrutinio o dall’esame, da scegliere proporzionalmente all’infrazione commessa (violenza privata, minaccia, ingiurie, percosse, reati di natura sessuale, incendio o allagamento); chiarimenti per un funzionamento snello ed efficace dell’impugnazione dei provvedimenti disciplinari. Tra le altre novità , la Carta dello studente “Io studio”, che fornisce agevolazioni utili per i giovani, dall’accesso gratuito alle aree aercheologiche agli sconti per i trasporti pubblici, dai biglietti ridotti per cinema e teatro agli sconti sui libri. Dal prossimo anno scolastico saranno distribuite due milioni e mezzo di carte a tutti gli studenti delle scuole secondarie superiori. Quanto alla questione delle divise (approvate dalla maggioranza degli italiani), “la competenza è delle autonomie scolastiche, ma sappiamo che molti dirigenti stanno pensando alla introduzione della divisa che è un elemento di ordine ma anche di uguaglianza tra i ragazzi”. Divisa che non sarà il vecchio “grembiulino”, ma un vestito “fashion”: “Vi è una disponibilità di alcune case di moda a cimentarsi con la divisa”, spiega il ministro Gelmini, “ma la cosa più importante è semplificare la vita alle mamme: la divisa è un elemento di ordine e di decoro, e aumenta e rafforzare il senso di appartenenza alle singole scuole”. [...]
Il 2 Agosto 2008 alle 1:53 noirpink _ modello pandemonium ha scritto:
Per chi temeva l’invasione delle aule di grembiuli senza griffe, è arrivata finalmente la rassicurazione della ministra dell’Istruzione Mariastella Gelmini: “vi è la disponibilità di alcune case di moda a cimentarsi con la divisa scolastica”. Con grande coerenza, ha anche aggiunto che il grembiule “è un elemento di uguaglianza”. Cresceranno iberi e uguali. Nel nome di Armani.
http://noirpink.blogspot.com/2.....verno.html
Il 13 Agosto 2008 alle 13:42 Scuola, a settembre si ricomincia con la nuova divisa all’italiana » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] In realtà quella che sarà presentata a settembre, e di cui tanto si è parlato in questi mesi, è una divisa simbolica il cui uso non sarà imposto da nessun regolamento. “Noi rispettiamo l’autonomia scolastica” spiega il ministro Mariastella Gelmini “il nostro è un esperimento pilota, un’idea che non copia né il vecchio grembiule, né la divisa inglese”. Se infatti è compito dei presidi invitare gli alunni a un abbigliamento consono, quello del ministro è un appello contro la corsa alle griffe, perché con la divisa tutti gli alunni sono uguali, almeno in apparenza, e i bambini non risentono delle disparità sociali. A metà strada tra innovazione e tradizione, la divisa all’italiana nasconde quindi un significato più ampio di quello legato all’ordine. “È un invito alla riflessione, perché ritorni il decoro nelle scuole” spiega il ministro Gelmini “certo i problemi della scuola italiana sono altri e sono gravi, ma se questa idea serve per aprire un dibattito sull’uguaglianza e sull’educazione nelle scuole, ben venga la divisa, e anche il voto in condotta”. A disegnare la collezione scolastica è Alessandro Brevi, stilista e presidente della Cooperativa sociale Alice, che dal 1992 opera all’interno del carcere di San Vittore, e attraverso lavori di sartoria occupa oltre 30 dipendenti, tra ex detenute e detenute (dieci lavoratrici e otto apprendiste). Saranno infatti loro a confezionare le nuove divise. “Abbiamo voluto affidarci alla cooperativa Alice perché la loro attività sociale è meritoria” racconta Gelmini. [...]
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