A Macerata Salesiani con futuro incerto. Almeno da sei anni

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Presso l’Istituto Salesiano è passata quasi tutta la gioventù maceratese. E anche i tanti studenti fuori sede provenienti per lo più dal sud, soprattutto abruzzesi e pugliesi, che frequentano l’università marchigiana. Chi non è stato formato nelle sue scuole, semplicemente ha giocato a calcio nel campo che ha visto crescere anche molti campioni della Robur, squadra cittadina, o ha usato l’oratorio come punto di ritrovo o trovato ospitalità presso il pensionato universitario. Indipendentemente dal suo credo religioso.
Ma questa realtà ormai caratteristica del territorio maceratese, presente dal 1890 e aperta dal Beato Michele Rua, primo successore di Don Bosco, vive oggi un futuro incerto. È urgenza primaria, per i Salesiani, la riqualificazione dell’area in cui si trovano, con conseguente vendita di parte della proprietà per coprire i lavori e l’esposizione con gli Istituti di credito, accesa per far fronte alle spese del personale non docente, insegnanti e oneri riflessi per i circa trenta dipendenti. Ma evidentemente l’urgenza non a tutti pare così stringente e si trascina da sei anni, ancora senza risposte definitive. Infiammando la città, con una frattura aperta tra consiglio comunale e giunta.
“Intere generazioni sono cresciute nell’Istituto Salesiano, che però ha bisogno di una ristrutturazione perché l’impianto è vecchio” dice il consigliere comunale Udc Ivano Tacconi. “Da sei anni i Salesiani presentano - in pieno rispetto del Piano regolatore - un progetto, già più volte modificato secondo le direttive dell’amministrazione comunale, che eppure ancora si mostra negligente e ribatte con piani osceni per non fare nulla”. Nel consiglio comunale di fine giugno la sorte dei Salesiani era annoverata nell’ordine del giorno e la tensione tra le diverse parti è stata alta.
L’ultima proposta fatta dal Comune per “salvare” i Salesiani prevede la costruzione, su uno dei due campi sportivi dell’Istituto, quello non deputato ai campionati agonistici, di un complesso residenziale di 17mila metri cubi. Ma con una missiva datata 20 maggio i Salesiani hanno già detto al sindaco “no, grazie”. “Il piano proposto danneggia la nostra offerta formativa e riduce la capacità ricreativa” scrive il Consiglio della Casa salesiana di Macerata, con firma del direttore don Ugo Santucci. E ancora: “Il suo intervento, in realtà molto tardivo, rivoluziona completamente il piano di ristrutturazione da noi proposto cinque anni fa”. Che viene quindi rilanciato con sollecitazione ad approvarlo in tempi brevi. Il progetto permetterebbe la messa a norma della scuola paritaria, spogliatoi per la Robur, una palestra polifunzionale, locali per oratori, copertura del teatro, per lavori di un importo di circa 3.500 milioni di euro, da ricavare dalla cessione di una cubatura a destinazione commerciale e parcheggi sotterranei.

E quando sarà fatta chiarezza sul tutto? “Noi siamo pronti purché ci sia la garanzia che l’Istituto Salesiano rimanga aperto” dice il sindaco Giorgio Meschini. “È in corso una riorganizzazione dei vertici salesiani: stiamo aspettando che si insedino i nuovi organi. Non appena possibile chiederemo un incontro urgente per definire la questione nei tempi più rapidi possibili”. La giunta garantisce la volontà assoluta a far rimanere i Salesiani, anzi, la sua preoccupazione è quella contraria, che i Salesiani se ne vadano da Macerata e l’Opera venga alienata. E proprio questa “preoccupazione” presentata in consiglio comunale ha aperto una bagarre politica. “Non è giusto dire che i Salesiani vogliono andarsene, è solo una scusa: cosa ha fatto il Comune per trattenerli?” replica Tacconi, accorato, che nell’infanzia è stato scout presso l’Istituto e che ci tiene a precisare che parla da maceratese e non da politico. “L’amministrazione comunale sostiene che l’eventuale creazione di un supermercato, come proposto dai Salesiani, attirerebbe traffico, comportando problemi di natura urbanistica: ma non è vero visto che si tratterebbe di un market di quartiere, che verrebbe spostato da una zona fatiscente in cui si trova attualmente”.

Ma il “Salva-Salesiani” ancora sembra non vedere la fine. Se la situazione di stallo dovesse proseguire, il rischio che i Salesiani se ne vadano si farebbe concreto. È ignaro di questo “giallo” marchigiano uno dei piccoli maceratesi che dal campo sportivo dei Salesiani hanno spiccato il volo, Dante Ferretti. Lui però non è diventato una Scarpa d’oro del calcio, bensì una celebrità di Hollywood. Lo scenografo pluri-premio Oscar in questi giorni è nella sua città natale, emozionatissimo, per la sua prima regia di un’opera lirica, la Carmen, che per cinque serate andrà in scena allo Sferisterio maceratese. Aggiornato delle polemiche in corso, in cui non vuole entrare, ripensando all’Istituto viene percorso da un amarcord di tipo felliniano: “Anche se non era la mia scuola, da bambino andavo là a giocare a pallone, come tanti miei amici, ma ero un disastro a calcio. Un mio compagno di giochi, invece, poi è arrivato alla Fiorentina. Facevo parte della sezione lupetti. E frequentavo la saletta dell’istituto per vedere i film”. Ovviamente.

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Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo ricevono l’Oscar per la scenografia di “Sweeney Todd”

Commenti

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Il 13 Luglio 2008 alle 10:22 rammal ha scritto:

veder chiudere il luogo che ha dato educazione e cultura ad intere generazioni, me compreso, è una stretta al cuore. Trattandosi poi di una struttura salesiana significa avviarsi verso il regresso. E’ ASSURDO pensare a nuovi centri sociali quando don Bosco nell’800aveva già anticipato i temi. Quancuno che può ne parli al Presidente, sui salesiani non mancherà la sua sensibilità di ex allievo.
Leopoldo

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