Ab imis: cioè totalmente e dalle fondamenta. La locuzione latina serve al premier Silvio Berlusconi per dire quanto la giustizia in Italia vada riformata. Lasciando Hotel De Marigny, al termine del pranzo ufficiale per il 14 luglio, al termine del vertice Euromed, Silvio Berlusconi torna così, incontrando alcuni cronisti e ai microfoni di Sky Tg24 e Giornale Radio Rai, sulla giustizia. E a chi gli chiede se, ad ogni modo, con le ultime leggi la situazione sia “nei binari da lui auspicata”, Berlusconi ammette che è così, ma annuncia di voler andare avanti. Così, a chi gli chiede se stia pensando alla separazione delle carriere, risponde: “Credo che si debba fare di più, molto di più”.
Parlando di giustizia, il premier ha risposto a chi chiedeva se avesse sentito delle ultime notizie su Ottaviano Del Turco: “Sì ho sentito e mi sembra una cosa molto strana che ci sia una decapitazione completa, quasi una retata di un intero governo di una Regione”.
“Ho sentito anche il teorema accusatorio” ha sottolineato ancora Berlusconi “conoscendo l’attuale situazione dell’accusa in Italia…”. Poi, rispondendo a un giornalista che gli faceva osservare che questa volta la giustizia non aveva colpito la sua parte politica ma la sinistra, Berlusconi ha risposto: “Non ha nessuna importanza per me che colpisca questo o quell’altro, ma molto spesso i teoremi accusatori sono teoremi che non vengono confermati”.
- Lunedì 14 Luglio 2008
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Il 16 Luglio 2008 alle 16:12 Giustizia, la Lega frena sulla riforma: ‘’Difficile entro il 2008′’ » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Problemi di agenda. Di calendario. E di priorità. Il mese di settembre, per il Parlamento, è già troppo pieno, secondo il ministro “taglia leggi” Roberto Calderoli, per riuscire a trovare un buco in cui inserire la questione della giustizia. La riforma prima annunciata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e poi messa in programma, proprio alla ripresa dei lavori parlamentari, dal Guradasigilli Angelino Alfano. Di fatto, la Lega frena. Con queste parole: sulle riforme “Abbiamo fatto una tabella temporale” e quella della giustizia “in questa tabella non c’è”. Il coordinatore delle segreterie del Carroccio nonché titolare del dicastero per la semplificazione reputa quindi difficile che si possa fare una riforma della giustizia a partire da settembre, come auspicato ieri dal ministro e collega Alfano. Certo, Calderoli non chiude del tutto all’ipotesi di rivedere la normativa giudiziaria italiana, ma nel cortile di Montecitorio è piuttosto categorico. “Abbiamo fatto una tabella temporale delle riforme e quella della giustizia non c’è. Questo non vuol dire che la riforma non si fa ma che si fa dopo”. Per la ripresa, infatti, “abbiamo il federalismo fiscale, il codice delle autonomie e la Finanziaria. Poi c’è la riforma Costituzionale. Quella della Giustizia” ha concluso Calderoli “ci può anche stare, ma il 2008 è un anno che mi sembra pieno”. [...]
Il 22 Agosto 2008 alle 15:13 Berlusconi deluso da Veltroni: “Suddito delle frange giustizialiste” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Un attacco a Walter Veltroni e al Pd per la “sconcertante sudditanza psicologica e politica verso le frange giustizialiste”, un richiamo a Giovanni Falcone come modello cui ispirarsi per mettere mano alla riforma della giustizia, l’intenzione di mettere in capo ulteriori misure per combattere il caro prezzi (”per esempio, il bonus bebè e l’introduzione del quoziente familiare”), e una frase su Putin (”Grazie a Dio mi ha ascoltato. Altrimenti col cavolo che i carri armati russi si sarebbero fermati a quindici chilometri da Tbilisi”) poi smentita da Palazzo Chigi. È un Silvio Berlusconi a tutto campo quello che si è concesso al settimanale Tempi, che segna la ripresa dell’attività di governo dopo la pausa estiva. “L’autunno caldo lo faccio io” è questo il titolo dell’intervista rilasciata a Luigi Amicone, direttore della rivista vicina a Comunione e Liberazione. E allora via al botta e risposta. Con il segretario del Pd, in primis. Ieri l’attacco di Veltroni sul governo diviso e litgioso, oggi la replica di Berlusconi. “La sudditanza psicologica e politica del Pd verso le frange giustizialiste è sconcertante. Credo di non essere il solo deluso in questo da Veltroni. Credo che altrettanto delusi siano molti dei suoi sostenitori” dice il premier nell’’intervista al settimanale. Il Cavaliere confessa tutta la sua delusione per l’atteggiamento dell’avversario: “Avevo sperato davvero che la gestione Veltroni significasse l’apertura di una stagione nuova della politica italiana. Invece la sudditanza psicologica e politica del Pd verso le frange giustizialiste è sconcertante. Credo di non essere il solo deluso in questo da Veltroni. Credo che altrettanto delusi siano molti dei suoi sostenitori. Ecco, forse l’unica cosa è di aver dato troppo credito alla speranza di dialogo e a questa speranza non ho voluto rinunciare sino all’ultimo. Peccato, per la sinistra e per la democrazia italiana”. Alla domanda se abbia qualcosa da rimproverarsi in questi primi 100 giorni di governo Berlusconi risponde: “Ecco, forse l’unica cosa è di aver dato troppo credito alla speranza di dialogo e a questa speranza non ho voluto rinunciare sino all’ultimo. Peccato, per la sinistra e per la democrazia italiana”. “Avevo sperato davvero che la gestione Veltroni significasse l’apertura di una stagione nuova della politica italiana. Invece la sudditanza psicologica e politica del Pd verso le frange giustizialiste è sconcertante”. E a proposito di giustizia, ecco come il governo Berlusconi intende varare una riforma che punti a “mettere in pratica molte delle idee di Giovanni Falcone: separazione dell’ordine degli avvocati dell’accusa dall’ordine dei magistrati, indirizzo dell’azione penale superando l’attuale ipocrisia della finta obbligatorietà, criteri meritocratici nella valutazione del lavoro dei magistrati. Vogliamo valorizzare i tanti magistrati seri, che svolgono il loro lavoro in modo coscienzioso, con spirito di sacrificio e spesso rischi personali” spiega Silvio Berlusconi. “Purtroppo il loro lavoro è offuscato da pochi altri che, per pregiudizio ideologico unito a smania di protagonismo, proiettano con comportamenti deviati un’immagine distorta della magistratura italiana. Noi siamo dalla parte dei magistrati, non delle frange ideologizzate e giustizialiste”. E poi, ancora: i temi etici. “Credo sia dovere di tutti agire perché la legge 194 sia applicata anche e soprattutto nelle parti orientate all’aiuto alla vita, finora trascurate”. Sempre sullo stesso capitolo, il premier conferma la libertà di coscienza come linea ufficiale del Pdl, ma spende parole in difesa della vita. “Condivido pienamente con il Santo Padre” dice Berlusconi “l’idea della sacralità della vita, in ogni suo aspetto e in ogni suo momento. E da uomo di governo mi considero profondamente impegnato a tutelarla”. “È del tutto evidente” continua il Cavaliere esprimendo la sua posizione sul caso Englaro “che non permetteremo mai alla magistratura di esercitare una supplenza rispetto al potere legislativo, cosa che alcuni magistrati tendono a fare su questo come su altri temi” Per quanto riguarda la caolizione che sostiene il proprio esecutivo, il premier non concede dubbi: “Il rapporto tra noi e la Lega è forte e consolidato: non è un’alleanza tattica” dice “né semplicemente numerica; la Lega esprime esigenze complementari a quelle di chi vota per noi, i valori di riferimento sono comuni e i programmi sono omogenei”. “Il federalismo fiscale non è solo un tema della Lega, la riforma della giustizia non interessa solo noi” ribadisce Berlusconi. “La Lega esprime, con un linguaggio diverso dal nostro, e ponendo l’accento su alcuni temi, lo stesso progetto politico che ci ispira… In prospettiva, vedo per la Lega un ruolo complementare al nostro, un rapporto che almeno in parte potrebbe somigliare a quello che unisce in Germania Cdu e Csu”. Infine, la riforma elettorale: “Quanto alla riforma della legge elettorale europea, serve a rendere queste elezioni più omogenee alle altre: non ha senso che il cittadino ogni volta che si reca alle urne debba fare i conti con un sistema elettorale diverso. Su tutto questo” assicura il Cavaliere “vogliamo intervenire, anche per dare il giusto valore all’appuntamento elettorale per l’Europa”. [...]
Il 24 Agosto 2008 alle 13:19 Adduso ha scritto:
I magistrati devono continuare ad essere nominati solo per concorso … ma …
Esprimo un modestissimo parere.
Ci sono notoriamente interi distretti giudiziari che visibilmente, tranne per chi non può o vuole vedere, sono in mano a vere e proprie organizzazioni (senza generalizzare) di magistrati, avvocati, consulenti, baroni universitari, politici, parenti, amici e compari, i quali tutti insieme gestiscono il loro distretto come “cosa loro”. Questi “sistemi” sono a detta di tutti pressoché “intoccabili”, poiché poi è chiaramente innaturale e pure umanamente irrazionale che a dovere indagare e giudicare queste, chiamiamole per comodità … “logge”, dovrebbero essere altri “colleghi” in quanto, almeno personalmente, non credo agli “inviati di dio sulla terra”.
Invece sulla riforma della giustizia sarei d’accordo solo su tre aspetti. Primo, con le obbligate e civili garanzie, velocizzare le procedure processuali, perché la giustizia di oggi assomiglia ad un “obitorio”. Secondo, dividere le carriere tra inquirenti e giudicanti ma a condizione che si crei una figura di super-PM-specializzato inquirente e requirente. Terzo, che non avvenga mai e poi mai che ad esempio i PM siano eletti dalla politica, ma nominati solo ed esclusivamente attraverso concorsi seri e ferrei, come chiunque entri nello Stato, ed anzi, ma questo dovrebbe valere per tutte, dico tutte le cariche medio e alte dello Stato (e non vessare lo sportellista da 800-1200 euro), si dovrebbe sottoporre ogni sei-sette anni circa, tutti, dico tutti, persino “i 4 del lodo Alfano”, ad un test attitudinale e psichico.
Poi se dovesse essere definitivamente consentito il cosiddetto federalismo fiscale, che invece, sempre a mio modesto avviso, ha il sapore di un “federalismo mafioso” in cui governatori regionali, presidenti di provincia, sindaci, la politica nativa, la magistratura di distretto, i baroni provinciali, la locale polizia, ecc. possono decidere e fare ciò che vogliono nel proprio “feudo”, allora è evidente che noi italiani ci siamo bevuti anche l’ultima parte di cervello indipendente rimastaci …
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