Il presidente della regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, ed altre persone, tra cui alcuni assessori, sono stati arrestati dalla Guardia di finanza di Pescara, nell’ambito dell’inchiesta della Procura della repubblica sulla sanità regionale.
Associazione per delinquere, corruzione e concussione per gestione privata nella sanità: queste le accuse che hanno portato i finanzieri ad arrestare il presidente Del Turno, nell’ambito di una vasta operazione che ha interessato anche le regioni Marche e Lazio.
Oltre al governatore abruzzese, sono stati arrestati l’assessore alla Sanità, Bernardo Mazzotta, il segretario generale della presidenza, Lamberto Quarta, l’assessore Antonio Boschetti, l’ex assessore alla Sanità del centrodestra Vito Domenici e l’ex presidente della finanziaria regionale Masciarelli.
Secondo quanto si è appreso l’inchiesta sarebbe la seconda parte di quella avviata due anni fa sulla cartolarizzazione dei debiti della sanità abruzzese per la quale finì in carcere Masciarelli, ex presidente della Finanziaria regionale e ritenuto l’artefice di un sistema per un pagamento di tangenti.
L’arresto del Presidente della Regione Abruzzo ha messo in moto tutto l’apparato regionale per capire, anche attraverso il nuovo Statuto, quanto sia concreto il ricorso alle elezioni anticipate. L’articolo 44 dello Statuto attualmente in vigore, al quinto comma, recita: “La rimozione, l’impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie del presidente della Giunta comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio”. Il presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, è riunito con gli esperti per valutare ogni singola norma riferita a questa eventualità o che consenta la prosecuzione della legislatura. Nel settembre del 1992, quando fu arrestata l’intera Giunta regionale per un’inchiesta sulla richiesta di Fondi comunitari “Pop”, non vi furono elezioni anticipate, ma solo l’elezione di una nuova Giunta. Sul problema della Sanità e del suo debito elevato la Regione Abruzzo ha rischiato il commissariamento sia da parte del precedente Governo Prodi, sia dall’attuale. Ipotesi che, nonostante l’approvazione del piano di rientro, sembra non sia ancora tramontata. Subito dopo le elezioni politiche della primavera scorsa, Del Turco aveva sollecitato un “rimpasto” in seno all’esecutivo, conclusosi nelle settimane scorse con l’ingresso anche di Antonio Boschetti. Il rimpasto, così come altre iniziative dell’esecutivo - diminuzione dei numero dei Cda delle aziende e abolizione di alcuni enti - si basava anche sulla necessità di contenere i costi della politica, riducendo al massimo gli assessori esterni.
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- Lunedì 14 Luglio 2008
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Commenti
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Il 14 Luglio 2008 alle 10:01 vincenzoaliascontadino ha scritto:
DEL TURCO E GIUNTA IN GALERA
Mi addolora e si spera la meglio ma ve lo scrissi ieri che sarebbero arrivate le manette? Bene quante volte ho rischiato la pelle con questo signore Ministro delle Tesoro o Finanze che non sapesse fare il 740? Per quale ragioni una svolta ad “U” di tanti come lui ad esempio, Benvenuto, Intini, Spini, Villetti, e tanti PSI convinti ma per tenere lo scranno hanno contribuito all’indecenza di avere un Prodi che dimostrato che solo i redditi dei Consulenti sia aumentati dalle 10 all15 quella di chi il Sindacato tramite i Sindacalisti. Ora ci sarà melina.. era solo un Socialista come per il Kompagnuzzo “ G ” , ma per Occhetto neanche a parlarne ora che è allievo di Schiavettones? Ma chi v’è dietro a questa operazione? Vogliono fare fuori Weltromarx Mix, elegantemente? Scusate ma in Campania sull’operato dell’Amministrazione di Napoli e Regione neanche a parlarne dei 3 miliardi spesi? Vincenzo Alias Il Contadino enzoaliasilcontadino@alice.it Matera
Il 14 Luglio 2008 alle 12:48 neruda55 ha scritto:
preannuncio di non essere un militante del pd anzi
e vivo nel paese del presidente del turco e credo di poter affermare che del turco non ha proprio bisogno di incassare delle tangenti, perche quello che gli viene inputato lo percepisce con circa 10 mesi di stipendio e pensioni varie, ritengo invece vergognoso
il comportamento della giunta del turco che ha portato
la regione abruzzo al collasso.
Il 14 Luglio 2008 alle 12:56 fercas ha scritto:
Era ora che la magistratura iniziasse ad indagare oltre al circuito berlusconiano! C’è da rimanere stupiti che uno con la licenza media sia riuscito a diventare ministro delle finanze! Delle finanze dico, non delle pari opportunità!!! E come ha fatto costui per effettuare si tanta scalata? Certo che non poteva succhiare e allora? Molto probabilmente ha busterellato e ci ha preso un gusto tale che poi è rimasto incastrato!!! Peccato che, come ha detto Vincenzo Alias il Contadino, la magistratura in Campania sia stata sin’ora silente!!! Come mai sig. Di Pietro? Lei che è un’esperto giurista, come se lo spiega? Ci facci il favore lo spieghi pure a noi e non mi venga a dire che cosa ci azzecca!!! Cordialità.
Il 14 Luglio 2008 alle 13:12 flintstone ha scritto:
Ecco un altro campione di mariuolo formatosi alla scuola della CGIL e che per il profitto
dimostrato è stato elevato al rango di Governatore della Regione Abruzzo. Da sindacalista ha appreso l’arte della combutta e da politico l’ha messa in pratica. Bravo Ottaviano, hai pure l’aggravante di aver ricoperto la carica di Presidente della commissione Antimafia. Si vede che a forza di parlare di mafiosi ti sei reso conto che è meglio stare da quella parte e non da quella delle Istituzioni che hai avuto la sfacciataggine di rappresentare. Mi dispiace per te ma evidentemente Bassolino e la Jervolino hanno più di qualche santo in Paradiso, a cominciare da S.Gennaro. La Redazione è sollecitata vivamente di tenerci al corrente dell’incriminazione de “O Governatore” perchè da quando è stato rinviato a giudizio, non se ne sa più nulla. Il giudice è forse in ferie? Fa troppo caldo per procedere ai ritmi forsennati tenuti dai loro colleghi che “lavorano” su Berlusconi? Fateci sapere per favore e restate vigili. In quanto al più nobile degli abruzzesi, Totonno manettaro di Pietro, una domanda: arrestato il governatore dell’Abruzzo con mezza giunta, arrestato il Sindaco di Pescara, ma è possibile che un questurino sempre vigile come Lei non si è mai accorto che la sua regione è un covo di associati per delinquere? Quando si deciderà ad aprire gli occhi che tiene puntati sempre su gli altri ed organizzerà una bella manifestazione in piazza, magari all’Aquila, contro la massa dei suoi corregionali ladri?
Il 14 Luglio 2008 alle 18:33 Corrado Buccieri ha scritto:
Forse è arrivata l’ora di controllare tutte le Regioni.
Si parla tanto di lotta all’evasione fiscale..di tagli
alla sanità..e giammai di controllo sulle spese inerenti la gestione delle tangenti intorno alla spesa
pubblica—delle famigerate regioni.. e intanto per
risanare queste malefatte..si continua a ricorrere al
pagamento del tiket sui poveri pazienti.
E’ solo uno schifo leggere queste notizie…che nessun
governo…riuscirà a risanare..
Il 14 Luglio 2008 alle 18:41 Corrado Buccieri ha scritto:
Se si va un controllo sulla Regione Mòlise,che sta
fuori bilancio per la sanità…..cosa verrebbe fuori?
Così per la regione Liguria….dove esiste un presidentissimo..che viaggia anche contromano con l’auto.
Ora che ci siamo…fateli un pò di controlli,gli italiani..ve ne saranno riconoscenti.
Il 14 Luglio 2008 alle 19:36 Contro Del Turco anche Di Pietro: “Nuova Tangentopoli” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Terremoto abruzzese e strascichi romani: a tenere banco nei Palazzi della politica è l’arresto di Ottaviano Del Turco. Che diventa motivo per Antonio Di Pietro per parlare di “ritorno di Tangentopoli” e ordinare ai suoi uomini abruzzesi di rompere con il Pd a costo di andare subito ad elezioni anticipate. Walter Veltroni invece, che un anno fa volle Del Turco nel comitato nazionale del Partito democratico, non si sbilancia. Il leader dell’opposizione parla di “stupore e amarezza”, di “vicinanza umana” al presidente della Regione Abruzzo, ma anche di “piena fiducia nella magistratura”. Toni più duri invece quelli dell’ex pm. Per il leader dell’Idv: “È tornata tangentopoli, difficile invece - ha aggiunto - che torni mani pulite dal momento che in Parlamento si fanno le leggi per non fare i processi e invece di occuparsi della giustizia si occupa di fermare la giustizia”. Secondo il leader dell’Idv, “al di là della responsabilità penale di cui si occuperà il giudice, in Abruzzo c’è la necessità di un ricambio generazionale della classe politica per chè questo sistema politico non ha nulla da invidiare a quello della prima repubblica”. E allora, in attesa che l’inchiesta segua il suo corso, l’Idv chiede ai suoi uomini in regione l’immediata uscita dalla Giunta abruzzese, il ritiro delle deleghe da parte dell’assessore al Lavoro Augusto Di Stanislao - nominato nel rimpasto di poco più di un mese fa - elezioni anticipate. Ipotesi che nemmeno Lanfranco Tenaglia, ministro ombra della Giustizia del governo ombra del Pd, esclude: “Nell’attuale grave situazione economica ed istituzionale devono tornare al centro dell’attenzione il rispetto delle regole, nell’interesse dell’Abruzzo e degli abruzzesi che hanno diritto ad avere un Governo regionale autorevole e pienamente legittimato”. “Perciò” ha concluso Tenaglia, esprimendo solidarietà agli indagati “da una parte, auspichiamo un rapido accertamento dei fatti e dall’altra non escludiamo la possibilità di ricorrere alla volontà sovrana dei cittadini”. Rifondazione Comunista definisce “assordante il silenzio di Veltroni e Marini” sugli arresti di Ottaviano Del Turco e degli assessori abruzzesi, invitando il Pd a commissariare il partito in quella Regione. Solidarietà a Del Turco è arrivata dal ministro Renato Brunetta. “Ottaviano è un amico” ha spiegato. “Una persona che conosco e quindi dal punto di vista personale questa notizia è un dolore”. “L’atteggiamento che ha avuto la mia parte politica, negli anni” ha aggiunto “è sempre stata quella del totale garantismo e continueremo ad averlo”. Per Daniele Capezzone, esponente Pdl e portavoce di Forza Italia, occorre chiedersi “in termini di metodo, se fosse necessario, procedere all’arresto. Esisteva davvero un concreto e imminente pericolo di fuga?” [...]
Il 15 Luglio 2008 alle 15:21 Del Turco, tre giorni in isolamento. Polemiche sulle misure di sicurezza » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Gliene restano altre due, in isolamento. Ma la prima notte di carcere per il Presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco è trascorsa in uno stato di dormiveglia. Le indiscrezioni provenienti dal carcere di Sulmona parlano di un uomo con la barba incolta, spesso sveglio, “seduto sul letto con lo sguardo meditabondo”. Situazione delicata la sua: “L’ho trovato molto sereno, con la sua solita bonomia e anche un filo di ironia”, lo descrive l’onorevole Pierluigi Mantini, segretario della Commissione Giustizia della Camera dei deputati, dopo un breve incontro avuto con Del Turco. “Del Turco” ha raccontato Mantini “attendeva i dieci libri che aveva preparato e mi ha manifestato un po’ di preoccupazione per l’impossibilità di partecipare questa sera all’incontro di Palazzo Chigi per la Conferenza Stato-Regioni, durante il quale bisognava discutere della vicenda dei debiti della sanità abruzzese e del possibile commissariamento. Pensa alle sue nipotine e ai suoi due cani. Ha fatto l’elogio alla direzione del carcere per l’organizzazione e per il suo puntuale funzionamento”. E infatti, la direzione del penitenziario, per gestire questa “fase di emergenza” (Del turco rimarrà in isolamento per tre giorni), ha richiamato dal turno di riposo diversi agenti. Il carcere di Sulmona, negli anni passati, è balzato alle cronache nazionali per il suicidio della direttrice del penitenziario e del sindaco di Roccaraso, oltre a diversi tentativi di suicidio di reclusi per reati associativi poiché il carcere è classificato di “massima sicurezza”. L’interrogatorio di garanzia per il governatore dovrebbe avvenire tra giovedì e sabato prossimi, nel frattempo la Procura della Repubblica di Pescara continua i riscontri e gli interrogatori degli indagati per acquisire ulteriori elementi nel quadro dell’inchiesta sulle presunte tangenti nella sanità abruzzese. Il Procuratore Capo, Nicola Trifuoggi, (che ieri aveva detto di avere tra le mani “prove del pagamento di una barca di soldi, di una marea di soldi, circa 30 miliardi di vecchie lire, 15 milioni di euro che avrebbero potuto far funzionare l’ospedale di Pescara e tutti quelli abruzzesi, invece di arricchire qualcuno…”) stamane ha ascoltato i deputati Tommaso Ginoble (Pd) e Sabatino Aracu (Fi), anche loro indagati nell’ambito dell’inchiesta. Sul piano politico si rincorrono una serie di prese di posizioni a livello regionale. Fernando Fabbiani, assessore regionale all’ambiente, del Pdci ha rimesso nelle mani del partito il mandato di giunta, così come l’assessore di Rifondazione Comunista Betty Mura. Forza Italia chiede elezioni subito, mentre Rifondazione Comunista chiede che alle prossime elezioni i candidati siano tutti “immacolati”» sotto il profilo penale. A preoccuparsi invece del trattamento ricevuto dal presidente del Turco è il portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone: “Fermo restando il fatto che non posso e non voglio esprimermi sul merito dell’inchiesta che riguarda Ottaviano Del Turco, continuo a porre domande sugli aspetti di metodo”, dice. “Siamo dunque dinanzi a un trattamento da boss della mala, o peggio?” si chiede, incrociando le idee dell’ex compagno di partito Marco Pannella: “Non mi piace il carcere di Sulmona, non mi piace la storia del carcere di Sulmona. Non mi piacciono gli isolamenti nel carcere di Sulmona. Voglio dirlo: non mi piacciono carceri nei quali ci sono suicidi, e quando dico suicidi nelle carceri credo che nella grande maggioranza dei casi si tratti di omicidi. Non mi piace che Ottaviano Del Turco sia in isolamento al carcere di Sulmona” dice il leader radicale. [...]
Il 15 Luglio 2008 alle 16:53 Corrado Buccieri ha scritto:
Se i fatti sono veri …..sono gravissimi,per cui è
inutile cominciare a scendere nella pietà…..a fatto
grave pena più grave.. Non meritava certamente una
camera d’albergo.
Ma al di là di tutto…….i 15 milioni di euro……
li restituisce?….magari anche a rate.
Il 16 Luglio 2008 alle 19:56 6stelle ha scritto:
Il DiLorenzo pur condannato, uscì dal carcere (con certificazioni mediche false) e i soldi delle tangenti prese svanirono nel nulla. I 15 milioni di Del Turco? e dove li trovi? ma perchè 15 ? potrebbe essere la punta dell’iceberg, la voragine della sanità abruzzese ne contiene molti di più. Qualcuno prova pietà per Del Turco in isolamento? ma v………..
Il 16 Luglio 2008 alle 21:46 fercas ha scritto:
Capezzone dice che Del Turco non andava incarcerato perchè non vi era il pericolo di fuga, vero in quanto tale individuo non si sognerebbe mai di scappare perchè confermerebbe l’accusa! Ma lo sà Capezzone che il carcere è previsto anche per l’inquinamento delle prove e la reiterazione del reato? Due cose possibilissime per il Del Turco. Bene ha fatto la magistratura ad ingabbiare lui e qualcun altro e non mi si snoccioli l’art. 27 della Costituzione! Se il magistrato che cura le indagini non avesse sufficienti prove per i provvedimenti adottati, sarebbe da radiare dalla magistratura, come quel tale che impiegò otto anni per depositare le motivazioni della sentenza! Mi domando quanto sono costati in tangenti mafiose quegli otto anni d’inerzia!!! A proposito d’inerzia, perchè la magistratura campana è inerte nel caso dello scandolo monnezzaro di Napoli? Forse perchè alla Regione ed al Comune campano non c’era Berlusconi? Domando.
Il 19 Gennaio 2010 alle 15:02 Anniversari e polemiche: quel che resta di mani pulite - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] conseguenze politiche quando arrivano i carabinieri”. Davigo potrebbe forse discuterne con Ottaviano Del Turco, l’ex presidente dell’Abruzzo arrestato per corruzione nel luglio 2008 e poi tenuto in carcere [...]
Il 19 Gennaio 2010 alle 18:04 Zione ha scritto:
Illustre Contadino, nel mentre mi compiaccio di aver letto delle sacrosante verità, mi permetto di far osservare che se ci sarà, come giusto che debba esserci, una doverosa e severa Inchiesta che faccia luce sull’operato di Mani Sporche (di Sangue Innocente) è necessario che la stessa abbia inizio dagli anni 80 e che, pur sorvolando (per praticità …) sul caso Teardo, abbia ad indagare anche e principalmente sugli efferati misfatti compiuti nelle Famigerate Botteghe Piemontesi, dove una volta si amministrava la buonanima della Giustizia.
Certi malfamati gaglioffi, dediti alla Barbarie, per interesse di (ristretta) casta e per congenita malvagità, pur di raggiungere reconditi e illegali loro traguardi, hanno portato a termine esecrande azioni direttamente a danno del Partito Socialista, ma di riflesso anche su persone morigerate, incensurate e apolitiche; moralmente distrutte dall’Infamia di questi Scellerati magistrati, che grazie all’Alto Tradimento fatto al Popolo, hanno fatto una brillante e grassa carriera, grazie al reciproco passaggio del testimone, in certi criminali covi di mutuo e brigantesco soccorso.
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