“Le intercettazioni in Italia sono un’anomalia”. Il Garante della privacy, Francesco Pizzetti, nell’audizione annuale a Montecitorio si schiera a fianco del governo sulla questione delle telefonate intercettate.
Se “oggetto di pubblicazione e di diffusione al di fuori dei processi” sono, secondo Pizzetti, “oltre che strumento di indagine una delle forme più invasive della nostra sfera personale” e “incidono pesantemente su quella libertà di comunicazione che l’art.15 della nostra Costituzione considera un diritto fondamentale, comprimibile solo con atto motivato dell’autorità giudiziaria”.
Il garante si dice quindi convinto della necessità di limitare il diritto di cronaca. Secondo Pizzetti nel ddl sulle intercettazioni “è stato dato al garante il potere di imporre la pubblicazione dei provvedimenti volti a censurare comportamenti scorretti da parte della stampa”. Una misura preventiva che la stessa authority aveva chiesto da tempo. Il garante boccia invece la raccolta delle impronte digitali e di dati biometrici, che, dice, “si sta diffondendo a macchia d’olio”. “Ci vuole moderazione” secondo l’Authority nella schedatura perché è “potenzialmente lesiva della dignità delle persone” e non va usata “secondo criteri discriminatori”.
Critica, secondo il garante, la situazione degli uffici giudiziari: un colabrodo.”La nostra Autorità ” spiega “si è misurata più volte col tema della giustizia. Il primo aspetto che ci interessa da vicino è se e come sono protetti negli uffici giudiziari e da parte di tutti gli operatori della giustizia, i dati dei cittadini. Si pensi a quanti dati delicati e sensibili possono essere contenuti in una causa di separazione o in una controversia ereditaria o in un’azione di interdizione o in una causa di lavoro”.
La parola d’ordine per il presidente del Garante per la protezione dei dati personali è ‘’semplificazione”, ad esempio con l’uso di ‘’simboli grafici che rendano più comprensibile la presenza di un trattamento di dati personali”. Un lucchetto chiuso e un lucchetto aperto. “Il primo per indicare che il trattamento dei dati deve avvenire nei limiti ristretti delle finalità per le quali essi sono stati forniti. Il secondo per consentirne un uso per finalità di altra natura, indicate nell’apposita informativa”.
Il garante affronta poi il tema della rete: “Assistiamo con vigile attenzione al diffondersi di Youtube e dei nuovi social network quali, tra i tanti, Myspace, Facebook, Asmallword, che consentono a milioni e milioni di persone di scambiarsi notizie, informazioni, immagini, destinate poi a restare per sempre sulla rete”. Un fenomeno che, secondo Pizzetti, ”può determinare in futuro, specie nel momento dell’accesso al lavoro, rischi gravi per giovani e giovanissimi, che spesso usano queste tecnologie con spensieratezza e inconsapevolezza”. Peccati mortali, nell’epoca delle tracce digitali.
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