I giudici della quinta sezione della Corte d’Appello di Milano hanno respinto l’istanza di ricusazione del giudice Nicoletta Gandus presentata da Silvio Berlusconi nell’ambito del processo in cui è imputato insieme all’avvocato David Mills. L’istanza di ricusazione era stata presentata dal presidente del consiglio attraverso i suoi legali, gli avvocati Niccolò Ghedini e Pietro Longo, lo scorso 17 giugno. La richiesta di ricusazione è stata però respinta in quanto i giudici hanno ritenuto infondati i motivi per cui era stata presentata. La difesa di Berlusconi sosteneva che la Gandus con una serie di interventi su siti internet ha dimostrato “grave inimicizia” nei confronti del premier imputato al processo che si sta celebrando davanti alla decima sezione penale del tribunale di Milano presieduta dallo stesso giudice Gandus. Le motivazioni con cui la Corte d’appello ha rigettato nel merito l’istanza sono di 16 pagine.
“I documenti che dovrebbero dimostrare l’inimicizia grave tra la dott.sa Gandus e il ricusante (…) sono mere manifestazioni di pensiero relative non a rapporti personali o comportamenti dell’on. Silvio Berlusconi ma semplicemente critiche a testi di legge approvati dal Parlamento durante la legislatura 2001/2006, nella quale quest’ultimo è stato capo del governo”. E’ questo uno dei passaggi delle motivazioni con cui oggi i giudici della Corte d’Appello di Milano hanno respinto l’istanza di ricusazione del giudice Gandus presentata dalla difese di Silvio Berlusconi nell’ambito del processo nel quale il presidente del consiglio é imputato insieme all’avvocato David Mills.
“Nulla di personale contro l’on. Berlusconi ha espresso in passato” il giudice Nicoletta Gandus. E’ uno dei passaggi delle motivazioni con cui oggi la quinta corte d’appello di Milano ha respinto l’istanza di ricusazione del giudice Gandus presentata dal presidente del consiglio nell’ambito del processo in cui è imputato insieme a David Mills. Gli “strali critici” di Nicoletta Gandus “si sono rivolti, a parere di questa Corte, non alla persona, bensì alla politica, segnatamente quella giudiziaria, di cui il ricusante si assume la paternità ”. “La dott.sa Gandus - riporta la motivazione - non ha quindi realizzato alcun comportamento che possa indurre a ritenere che in quel processo e non in politica, essa sia prevenuta nei confronti di quell’imputato che oggi la ricusa”.
“Faremo ricorso in Cassazione”, si è limitato a dire l’avvocato Piero Longo uno dei difensori di Silvio Berlusconi a proposito del provvedimento con cui oggi la quinta corte d’appello di Milano ha respinto l’istanza di ricusazione del giudice Nicoletta Gandus presentata nell’ambito del processo in cui il presidente del consiglio è imputato insieme a David Mills.
Al centro del processo, che ha preso il via nel marzo 2007, c’è l’accusa secondo cui Berlusconi nel 1997 fece inviare 600mila dollari a Mills come ricompensa per non aver rivelato in due processi, in qualità di testimone - e quindi con l’obbligo di legge di dire il vero e non tacere nulla - le informazioni su due società off shore usate da Mediaset, secondo la procura, per creare fondi neri. Sia Berlusconi sia Mills hanno sempre respinto le accuse, e il gruppo di Segrate ha ribadito in più occasioni in diverse note la propria correttezza e trasparenza.
- Giovedì 17 Luglio 2008
Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
Mostri della porta accanto
Il Governo Monti
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.